Bitcoin crolla dopo i raid aerei di Usa e Iran: l’appetito per il rischio svanisce sui mercati
- 8 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I mercati delle criptovalute hanno mostrato una marcata avversione al rischio mercoledì, dopo nuovi attacchi aerei che hanno riacceso le tensioni in Iran, determinando una forte flessione generalizzata: il CoinDesk 20 Index ha perso il 2,9% dalla mezzanotte UTC, con quasi tutti i token in ribasso.
Rivolgendosi ai leader della NATO, Donald Trump ha dichiarato:
“Il cessate il fuoco è finito.”
“Negoziare con l’Iran è una perdita di tempo.”
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha comunicato di aver colpito più di 60 imbarcazioni di piccole dimensioni collegate ai Guardiani della Rivoluzione islamica per impedire interferenze al traffico marittimo internazionale, mentre Iran ha risposto con azioni militari che hanno coinvolto regioni vicine, incluse incursioni legate a Kuwait e Bahrain.
L’inasprirsi delle tensioni ha spinto al rialzo il Dollar Index (DXY), alimentando timori inflazionistici e contribuendo alla caduta delle principali criptovalute: Bitcoin (BTC) e ether (ETH) sono scesi di oltre il 2%, con BTC intorno a 62.135 USD al momento delle rilevazioni.
Il settore delle altcoin, più illiquido, ha registrato perdite più accentuate: token come JUP, ETHFI e PUMP hanno ceduto più del 5%.
Anche i listini azionari statunitensi hanno risentito dello stesso atteggiamento risk-off: i futures sul Nasdaq 100 e sull’S&P 500 hanno registrato crolli fino all’1,5%.
Posizionamento sui derivati
Nonostante l’abbassamento del prezzo del Bitcoin verso i 62.000 USD, il mese rimane comunque in territorio positivo (+6%) e ci sono segnali interessanti sul fronte dei derivati: l’open interest (OI) nei futures su BTC è sceso a circa 730.000 BTC rispetto a oltre 740.000 BTC di 24 ore prima, suggerendo che molti operatori non stanno incrementando posizioni short aggressive contro il rialzo mensile.
Per ether, invece, l’OI è rimasto sostanzialmente stabile intorno a 13,95 milioni di token, nonostante la recente discesa di prezzo abbia innescato liquidazioni per circa 90 milioni di dollari. Le liquidazioni su BTC nelle ultime 24 ore superano i 100 milioni di dollari.
Nel caso del token CC della Canton Network, la vendita si è intensificata: il prezzo è sceso al livello più basso da gennaio mentre l’open interest sui futures raggiunge un massimo di due settimane. Questa combinazione è coerente con l’ipotesi che alcuni trader stiano aumentando posizioni short, supportata inoltre da tassi di funding ancora molto negativi, vicino a -20%.
In termini più generali, il prevalere del sentiment ribassista è riscontrabile anche nell’OI-adjusted cumulative volume delta a 24 ore, che per grandi asset come BTC e ETH mostra valori negativi: un segnale che i movimenti di prezzo sono in larga parte guidati da ordini di mercato piuttosto che da ordini limite passivi.
Domanda di copertura e volatilità delle opzioni
La recente discesa di BTC e ETH ha determinato una maggiore domanda di coperture tramite opzioni: gli indici di volatilità implicita a 30 giorni per Bitcoin e ether (rilevazioni di mercato) sono aumentati per il secondo giorno consecutivo, evidenziando la crescita dell’incertezza nel breve termine.
La struttura dello skew sulle piattaforme di derivati conferma questa tendenza: lo skew a una settimana è salito, favorendo le put (opzioni di vendita) rispetto alle call, segnalando che gli operatori pagano un premio maggiore per assicurarsi contro cali di prezzo. Tuttavia, nei volumi a 24 ore le call su BTC con strike a 80.000 USD hanno registrato la maggiore attività, indice di una fetta di mercato che continua a scommettere su scenari rialzisti a più lungo termine.
Tensioni nel mercato altcoin
Il mercato delle altcoin ha subito la maggior parte delle liquidazioni: circa 350 milioni di dollari delle 450 milioni complessive di posizioni liquidate nelle ultime 24 ore provengono da coppie legate alle altcoin, a indicare l’elevata leva e la fragilità di quei mercati meno liquidi.
Solana (SOL) ha completamente annullato il rally iniziato il 2 luglio, tornando a scambiare intorno a 77 USD dopo aver toccato 84 USD in avvio di settimana.
Un’eccezione al sentiment negativo è rappresentata da MORPHO, un token DeFi che ha guadagnato circa il 4% dalla mezzanotte, sostenuto da un aumento del valore totale bloccato (TVL) nella piattaforma, che questa settimana ha raggiunto un nuovo massimo record nell’ordine di milioni di ETH.
Dal punto di vista tecnico, diversi token tornano in territori di ipervenduto: l’indice medio di forza relativa (RSI) del paniere altcoin è sceso a circa 40/100, rispetto a 47/100 di martedì, suggerendo che alcuni titoli potrebbero essere vulnerabili a rimbalzi tecnici di breve periodo.
Contesto macro e implicazioni per gli investitori
Le recenti tensioni geopolitiche rafforzano il dollaro e possono accentuare pressioni inflazionistiche se i mercati petroliferi e delle materie prime venissero destabilizzati. Per gli investitori italiani ciò può tradursi in volatilità sia sui mercati cripto che su quelli tradizionali, con un impatto differenziato su portafogli valutati in euro.
La maggiore attività sulle opzioni di protezione (put) e i funding negativi indicano che molte posizioni sono costruite con leva: ciò aumenta il rischio di movimenti amplificati e di liquidazioni a catena in fasi di stress, rendendo consigliabile monitorare la liquidità degli strumenti detenuti e adeguare dimensione e leva delle posizioni.
Per gli operatori con orizzonte di investimento più lungo, l’attuale fase ribassista può offrire opportunità di accumulo su nomi selezionati, ma richiede attenzione alla diversificazione e all’uso di strumenti di gestione del rischio, come opzioni o stop-loss calibrati, specialmente per le altcoin più volatili.
In sintesi
- La riaccensione delle tensioni geopolitiche ha rafforzato il dollaro e innescato una fuga dal rischio che ha colpito soprattutto le altcoin, aumentando il rischio di liquidazioni in mercati a leva.
- L’aumento della domanda di opzioni di protezione e lo skew verso le put segnalano un aumento dell’incertezza: per gli investitori italiani è prudente rivedere l’esposizione in USD e la leva sui portafogli cripto.
- I segnali tecnici di ipervenduto su molti token possono aprire finestre di acquisto, ma richiedono selettività e attenzione alla liquidità; strategie di copertura e riduzione della leva sono raccomandabili.
- Il contesto macro suggerisce di monitorare prezzi delle materie prime e dinamiche del tasso di cambio euro/dollaro, poiché influenzeranno la valutazione reale degli investimenti in criptovalute per gli investitori domiciliati in Italia.