OCSE: i salari reali in Italia riprendono terreno nel 2026, ma restano sotto i livelli del 2021

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) evidenzia un moderato recupero dei salari reali in Italia nel primo trimestre del 2026, pur sottolineando che il potere d’acquisto dei lavoratori rimane ancora significativamente inferiore rispetto ai livelli registrati prima della forte fase inflazionistica degli ultimi anni.

Le indicazioni emergono dall’edizione 2026 delle Prospettive sull’Occupazione dell’OCSE, che dedica un’analisi specifica al mercato del lavoro italiano e alle prospettive dell’evoluzione salariale nel breve e medio periodo.

Salari reali in crescita ma ancora distanti dai livelli pre-inflazione

Secondo il rapporto, nel primo trimestre del 2026 i salari reali sono aumentati dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, andamento favorito soprattutto dal rallentamento dell’inflazione.

Nonostante questo recupero, l’OCSE evidenzia che i salari reali risultano ancora inferiori del 6,1% rispetto al primo trimestre del 2021, indicando per l’Italia il divario più ampio tra le principali economie appartenenti all’organizzazione.

Questo dato riflette gli effetti accumulati dell’aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni, che ha inciso in misura significativa sul potere d’acquisto delle famiglie.

L’energia continua a influenzare inflazione e retribuzioni

Nel rapporto, l’OCSE richiama inoltre l’attenzione sul recente incremento dei prezzi dell’energia, che potrebbe esercitare nuove pressioni inflazionistiche.

Secondo l’organizzazione internazionale, l’aumento dei costi energetici rischia infatti di ridurre nuovamente il potere d’acquisto dei lavoratori, incidendo negativamente sull’evoluzione dei salari reali nel corso dei prossimi mesi.

L’analisi considera inoltre gli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali, che continuano a rappresentare un elemento di incertezza per l’andamento dei prezzi e dell’economia.

Le prospettive per il 2026 e il 2027

Nello scenario elaborato dall’OCSE, che ipotizza effetti temporanei derivanti dal conflitto in Medio Oriente, i salari reali in Italia sono attesi in lieve diminuzione nel corso del 2026, seguiti da una sostanziale stabilizzazione nel 2027.

L’organizzazione attribuisce queste prospettive sia al numero limitato di rinnovi contrattuali previsti nel 2027 sia alla persistente capacità inutilizzata presente nel mercato del lavoro, fattori che potrebbero contenere la dinamica delle retribuzioni reali.

Il rapporto evidenzia come il rafforzamento del potere d’acquisto continuerà quindi a rappresentare una delle principali sfide per il mercato del lavoro italiano, in un contesto caratterizzato dall’evoluzione dell’inflazione, delle dinamiche salariali e delle condizioni economiche internazionali.