Il collaterale, non il rendimento, deciderà quali stablecoin vinceranno
- 6 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Artem Tolkachev ricopre il ruolo di Chief RWA Officer presso Falcon Finance, una realtà che sviluppa infrastrutture in dollari con un approccio focalizzato sul collaterale.
Artem Tolkachev ha dichiarato:
“Ciò che determina realmente se una stablecoin viene utilizzata, e non semplicemente parcheggiata, è se le sedi in cui si scambia, prende a prestito e si copre accetteranno quella moneta come collaterale. Puoi usarla come margin su un exchange? Ottiene un sensato rapporto loan-to-value in un mercato di prestito? Può muoversi tra piattaforme senza subire scarti tali da renderla irrilevante? L’accettazione come collaterale è la linea di demarcazione tra un token in dollari che resta in un portafoglio a maturare un rendimento e uno che svolge un ruolo effettivo nel sistema finanziario.”
“Questa differenza, parcheggiato versus utilizzato, non è accademica. Un token parcheggiato è capitale inattivo; un token accettato come collaterale permette al suo detentore di negoziare, prendere a prestito e coprirsi senza venderlo, che è il motivo per cui si preferisce detenere un dollaro on-chain piuttosto che dollari in una banca.”
“Questa è la variabile che quasi nessuno sta prezzando. Stiamo per aggiungere decine di miliardi di dollari in nuova offerta di stablecoin sull’assunto che offerta significhi adozione reale. Non è così. Se quella offerta arriva mentre i team di rischio di exchange e piattaforme lasciano i loro framework di collaterale esattamente dove sono, il risultato non sarà adozione, ma collaterale bloccato: decine di miliardi di dollari tecnicamente attivi, che percepiscono il loro 3%, e che non vanno da nessuna parte.”
Perché l’accettazione del collaterale è il fattore determinante
L>L’accettazione del collaterale da parte delle controparti istituzionali è il meccanismo che trasforma liquidità passiva in capitale operativo. Se una stablecoin non è valida come garanzia per operazioni di margine, prestito o copertura, resta semplicemente una posizione statica nel portafoglio del detentore.
I team di rischio delle piattaforme valutano criteri come la tracciabilità, la governance, la capacità di recovery e la volatilità implicita. Da questi elementi dipendono il livello di loan-to-value applicato e i haircut richiesti: due parametri che definiscono quanto capitale effettivamente può essere liberato da un asset in garanzia.
Rischi di collaterale bloccato e implicazioni di mercato
Un ampliamento dell’offerta di stablecoin senza un corrispondente adeguamento delle politiche di accettazione del collaterale può generare un fenomeno che possiamo definire collaterale bloccato. In pratica, capitale che appare nei conti e nei book ma che non può essere impiegato per generare attività economica o leva finanziaria.
Per il mercato questo significa meno liquidità effettiva nelle attività che contano: finanza decentralizzata, mercati di credito crittografico e scambi. Per gli investitori istituzionali e retail, il rischio è illudersi su un’adozione generalizzata quando invece l’infrastruttura di rischio non consente l’uso pratico di quei fondi.
Dal punto di vista regolamentare e operativo, la soluzione richiede coordinamento: standard di due diligence per le stablecoin, linee guida condivise su loan-to-value e haircut, nonché procedure per il trasferimento fra piattaforme che minimizzino le perdite dovute a scarti di accettazione.
Se le istituzioni non aggiornano i loro framework, l’ingresso massiccio di nuova offerta potrebbe creare un mercato frammentato, con differenziali di utilizzo tra token che hanno superato le barriere di accettazione e token che restano “in panchina”.
Cosa serve per trasformare offerta in adozione
Per convertire l’incremento dell’offerta in adozione reale sono necessari tre elementi principali: interoperabilità tecnica tra piattaforme, trasparenza e garanzie sul valore sottostante, e aggiornamenti nelle politiche di rischio degli operatori di mercato. Questi interventi riducono i haircut e rendono sensato applicare rapporti di loan-to-value che liberino capitale effettivo.
In aggiunta, è utile che regolatori e operatori definiscano criteri minimi per la qualificazione del collaterale, così da ridurre l’incertezza che oggi spinge molti team di rischio a mantenere standard conservativi e quindi a rifiutare o svalutare certi token.
Solo con questa sinergia tra tecnologia, mercati e regole si potrà evitare che ingenti quantità di stablecoin rimangano inattive, limitando il potenziale di innovazione e il valore reale per gli investitori.
In sintesi
- La piena utilità delle stablecoin dipende dall’accettazione come collaterale: senza questo passaggio, l’aumento di offerta rischia di tradursi in capitale inattivo.
- Per gli investitori italiani, l’assenza di standard condivisi aumenta il rischio che nuove emissioni non migliorino la liquidità reale o la capacità di leva del portafoglio.
- Interventi su interoperabilità tecnica, trasparenza delle riserve e armonizzazione dei criteri di rischio sono essenziali per trasformare la liquidità on-chain in attività finanziarie utili.
- I regolatori europei e gli operatori di mercato devono coordinarsi per evitare mercati frammentati e salvaguardare la funzionalità del sistema finanziario digitale.