Aler Milano, l’utile maschera la crisi: patrimonio netto a -619 milioni e blocco dei pagamenti ai fornitori

Un utile d’esercizio di 1.769.064 euro. È l’unico dato in attivo nel bilancio consuntivo 2025 di Aler Milano, l’ente regionale per l’edilizia residenziale pubblica che gestisce il patrimonio di case popolari del capoluogo lombardo e della provincia, complessivamente vicino a 70mila alloggi.

La Relazione del Collegio Sindacale, approvata il 29 maggio, dipinge tuttavia un quadro finanziario molto critico: il patrimonio netto negativo per circa 619 milioni di euro rappresenta un peggioramento rispetto all’esercizio precedente e segnala tensioni strutturali nella posizione patrimoniale dell’ente.

Criticità nella relazione con i fornitori

Secondo il documento dei sindaci revisori, l’aspetto «di più immediata e concreta criticità» riguarda l’esposizione verso i creditori commerciali. Nell’ultima parte dell’anno l’aggravarsi delle difficoltà di liquidità ha determinato il blocco dei pagamenti ai fornitori, con minacce di sospensione dei servizi e la notifica di decreti ingiuntivi.

Collegio Sindacale ha dichiarato:

“L’elemento di più immediata e concreta criticità è l’esposizione verso i creditori commerciali; il blocco dei pagamenti ha prodotto situazioni di assoluta gravità e segnala una difficoltà non più meramente potenziale ma concreta e attuale.”

I numeri confermano la gravità della situazione: i debiti verso fornitori sono saliti da 103 milioni nel 2024 a quasi 113 milioni nel 2025, con un incremento di circa 9,7 milioni. A questa voce si sommano ulteriori 23,3 milioni relativi a gestioni condominiali e servizi in autogestione. Il dato più significativo è l’aumento degli interessi di mora, passati da circa 28mila euro a oltre 605mila euro, un incremento superiore a venti volte rispetto all’anno precedente.

Collegio Sindacale ha scritto:

“L’aumento degli interessi di mora descrive una situazione di insolvenza di fatto verso una parte significativa della platea dei fornitori.”

Liquidità e fido bancario

Al termine dell’esercizio l’ente aveva raggiunto la massima esposizione sul fido di cassa. Il cash flow di gestione sul solo conto di tesoreria risulta negativo per circa 1,9 milioni, con un saldo finale pari a −27,6 milioni; considerando tutti i conti aziendali, il flusso complessivo è negativo per 4,6 milioni.

Direzione ha dichiarato:

“Le uscite di cassa sono fortemente condizionate dal tetto imposto dal fido di cassa e non rappresentano le reali necessità aziendali.”

Il Collegio Sindacale interpreta questa dichiarazione come la conferma che i pagamenti effettivi sono inferiori a quanto dovuto e che, di conseguenza, la reale esposizione debitoria verso i fornitori risulta verosimilmente sottostimata nel bilancio.

Contesto e possibili conseguenze

La situazione di Aler Milano ha ricadute che vanno oltre il singolo bilancio. Un patrimonio netto negativo di queste dimensioni limita la capacità dell’ente di accedere a nuove linee di credito o di finanziarsi a condizioni ordinarie, ostacolando interventi di manutenzione e ristrutturazione del patrimonio abitativo. Per gli inquilini ciò può tradursi in ritardi nei lavori, peggioramento dei servizi e maggiore incertezza sulla gestione degli alloggi popolari.

Per i fornitori e le imprese locali che lavorano per il settore edilizio sociale, il rischio è una maggiore difficoltà di incasso e un aumento del premio di rischio nelle future gare. Sul piano istituzionale, la condizione finanziaria dell’ente potrà richiedere interventi di monitoraggio e possibili misure correttive da parte di Regione Lombardia, comprese valutazioni su ricapitalizzazioni, ristrutturazioni del debito o forme di garanzia per evitare la perdita di servizi essenziali.

In sintesi

  • La consistente posizione debitoria e il patrimonio netto negativo limitano la capacità di investimento dell’ente, aumentando il rischio di deterioramento degli immobili e dei servizi per gli inquilini.
  • I fornitori locali potrebbero chiedere condizioni più stringenti o aumenti nei prezzi nelle future forniture, riflettendo un maggior premio per il rischio di credito; ciò può comprimere margini e rallentare l’attività delle imprese del territorio.
  • Per il bilancio regionale si profila la necessità di interventi straordinari o di una ristrutturazione finanziaria dell’ente: qualsiasi soluzione comporterà scelte di priorità sul piano delle risorse pubbliche e governance.


Author: Tony
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