Perdite per 3,8 miliardi: gli acquirenti dei token crypto di Trump travolti, secondo Nansen
- 5 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il token TRUMP quota intorno a 1,79 dollari, registrando una flessione di circa il 96% rispetto al picco. La capitalizzazione di mercato attuale è approssimativamente di 425 milioni di dollari, a fronte dei quasi 15 miliardi raggiunti a gennaio 2025. Dei circa 722.000 wallet che detengono ancora il token, le posizioni complessive valgono circa 465 milioni di dollari. Dalla sua emissione, attraverso il token sono transitati valori per circa 71 miliardi di dollari.
Contesto politico e adozione delle criptovalute
Il percorso del token si è intrecciato con il profilo politico di Donald Trump, che da critico delle criptovalute è passato a promuoverle durante la campagna elettorale del 2024, promettendo di fare degli Stati Uniti un punto di riferimento per il settore. Dopo il ritorno alla Casa Bianca, ha mantenuto legami con l’ecosistema cripto e i suoi collaboratori hanno indirizzato alcune scelte dell’amministrazione verso un atteggiamento più favorevole all’industria.
Donald Trump ha dichiarato:
“Non c’è nulla di sbagliato nei redditi che ho ottenuto dalle mie attività legate alle criptovalute.”
Donald Trump ha aggiunto:
“Non ho fatto nulla di illegale e non ero a conoscenza dell’entità delle mie partecipazioni. Ho affidato il controllo quotidiano delle attività ai miei due figli maggiori prima di assumere l’incarico, senza dismettere.”
Legami familiari e struttura delle partecipazioni
La struttura proprietaria collegata alla famiglia include una partecipazione in World Liberty Financial, società che ha emesso il token WLFI. Anche questo asset ha subito perdite significative in uno schema di offerta e negoziazione diverso rispetto a TRUMP.
Il token WLFI è stato venduto tramite un ICO: la prima tranche era stata offerta a 0,015 dollari, la vendita pubblica a 0,05 dollari e i token sono rimasti non trasferibili fino al 1° settembre 2025. Alla riapertura della negoziazione secondaria il prezzo ha iniziato a 0,29 dollari, raggiungendo in un secondo momento 0,33 dollari.
Volume on‑chain e segnali di mercato
I flussi complessivi di circa 71 miliardi di dollari indicano un’elevata attività di scambio attorno al token TRUMP, ma la forte riduzione della capitalizzazione e il rapporto tra numero di wallet e valore detenuto suggeriscono problemi di liquidità e dispersione del valore tra molti piccoli possessori. Questi elementi possono amplificare la volatilità e rendere i movimenti di prezzo più sensibili a vendite concentrate.
Implicazioni normative e di reputazione
La vicinanza politica tra il promotore del token e l’apparato statale può accelerare l’interesse regolatorio: un’adesione istituzionale alle criptovalute tende a favorire la loro integrazione nei mercati, ma può anche attirare maggiore controllo e verifiche legali. Per investitori e operatori il rischio reputazionale resta un fattore da valutare, soprattutto quando emittenti e leadership politica sono strettamente connessi.
Consigli per investitori e riflessioni per il mercato italiano
Per chi osserva dal mercato italiano, la vicenda mette in evidenza due aspetti essenziali: la maturità del mercato cripto richiede strumenti di valutazione più solidi e la presenza di legami politici intensifica la necessità di due diligence. Tale dinamica può influire sulle scelte di allocazione degli asset digitali da parte di istituzioni e risparmiatori professionali.
In sintesi
- Il crollo della capitalizzazione di TRUMP evidenzia come la volatilità estrema nei token collegati a figure politiche possa ridurre rapidamente il valore di mercato, aumentando il rischio per gli investitori retail.
- L’ingente volume on‑chain indica elevata attività ma non garantisce liquidità reale; per gli investitori istituzionali italiani è cruciale valutare la facilità di uscita dalle posizioni e il rischio di concentrazione.
- La relazione tra emittenti cripto e potere esecutivo può accelerare l’adozione normativa, con possibili benefici per l’integrazione del settore ma anche con un incremento delle verifiche legali e dei requisiti di trasparenza.