Gli americani hanno scommesso 571 milioni di dollari su Polymarket su eventi politici nonostante il divieto negli Usa

Allium ha rilevato che è possibile collegare solo circa il 6% dei portafogli destinati ai mercati politici su Polymarket a un singolo paese, perciò i dati vanno interpretati come orientativi più che precisi.

La piattaforma Polymarket non ha fornito risposte immediate alle richieste di chiarimento prima dell’apertura dei mercati statunitensi.

Preferenze di scommessa degli utenti statunitensi

I dati mostrano che le scommesse a tema geopolitico rappresentano il 46% del notional proveniente dai portafogli U.S., rispetto al 36% dell’intera piattaforma. Le elezioni attirano invece solo il 16% dei capitali americani, contro il 32% della media globale sulla piattaforma.

Questo significa che il pubblico statunitense opera su conflitti esteri quasi tre volte più spesso rispetto alle elezioni, che sono invece il tema dominante per gli utenti di altri paesi.

Tra i dodici mercati di maggior rilievo per i portafogli U.S., cinque riguardavano scommesse sul conflitto in Iran. Il singolo mercato più consistente, con circa $20,8 milioni in gioco, era una scommessa di tipo “novelty” sull’ipotesi che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy indossasse un abito.

Regolamentazione e spostamento della domanda verso piattaforme offshore

Molti dei mercati citati non sono disponibili sulle sedi regolamentate negli Stati Uniti. Piattaforme conformi come Kalshi e il braccio regolamentare di Polymarket negli U.S. si concentrano per lo più su dati economici, decisioni sui tassi e consultazioni elettorali. Di conseguenza, la domanda verso mercati che trattano temi di regime change e ceasefires converge sulla versione offshore del mercato predittivo.

Performance e segnali di mercato

Un elemento rilevante è che, sui mercati già risolti, i portafogli americani hanno sostenuto la posizione vincente l’81,9% delle volte, contro l’80,3% registrato dagli utenti di altre giurisdizioni: una differenza minima che non indica un vantaggio predittivo per gli investitori statunitensi.

Analogamente, i rendimenti per chi ha mantenuto le posizioni fino alla risoluzione risultano quasi identici tra i portafogli U.S. e quelli esteri, suggerendo che l’allocazione geografica del capitale non conferisce, di per sé, un maggiore rendimento.

Implicazioni regolamentari ed economiche

La concentrazione di traffico su mercati offshore solleva questioni pratiche e normative: controllo antiriciclaggio, requisiti di KYC, tutela degli investitori e rischi reputazionali. Per i regolatori europei e italiani, la migrazione di domanda verso sedi extra‑UE segnala la difficoltà di bilanciare protezione del consumatore e innovazione dei prodotti finanziari.

Dal punto di vista degli operatori, l’esistenza di forti segmenti non regolamentati può frammentare la liquidità, complicare la formazione dei prezzi e aumentare il rischio operativo — elementi che pesano sia sui piccoli trader sia sugli investitori istituzionali interessati a strategie alternative.

Per gli investitori italiani interessati a mercati predittivi o a strumenti collegati, la scelta tra piattaforme regolamentate e versioni offshore si traduce in un trade‑off tra gamma di prodotti, trasparenza, costi di compliance e rischi legali.

Conclusioni operative

I numeri mostrano che la partecipazione degli utenti U.S. è orientata verso eventi geopolitici e che questa domanda trova luogo soprattutto su piattaforme non regolamentate. Tuttavia, l’assenza di un vantaggio consistente nelle performance suggerisce che, per ora, la geografia del capitale non altera sostanzialmente le probabilità di successo nei mercati risolti.

Una maggiore trasparenza dei dati e un confronto più stretto tra mercati regolamentati e offshore sarebbero utili per valutare meglio i rischi sistemici e le possibili risposte normative a livello internazionale.

In sintesi

  • L’orientamento degli scommettitori U.S. verso i temi geopolitici alimenta la domanda su piattaforme offshore, aumentando i rischi di frammentazione della liquidità e complicando la supervisione internazionale.
  • Per gli investitori, la scelta tra piattaforme regolamentate e offshore si traduce in una valutazione di rischio/beneficio che include trasparenza, costi di compliance e esposizione legale.
  • La similitudine dei rendimenti realizzati indica che la localizzazione del capitale non fornisce un vantaggio predittivo evidente; ciò enfatizza l’importanza delle commissioni e dei meccanismi di esecuzione nella determinazione del risultato finale.
  • Per i policymaker italiani ed europei, è prioritario sviluppare strumenti di collaborazione normativa per limitare arbitrati regolamentari e preservare la tutela degli investitori senza soffocare l’innovazione finanziaria.


Author: Tony
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