Sta per scatenarsi la prossima corsa parabolica di Bitcoin, ma c’è un ostacolo da 1 trilione di dollari

La dinamica si conferma a ogni livello: ciò che nel 2011 bastava a raddoppiare il prezzo di Bitcoin era una nuova immissione di capitale dell’ordine di qualche milione di dollari; nell’ultimo ciclo per ottenere lo stesso risultato sono stati necessari circa 101 miliardi di dollari. Ogni fase rialzista ha richiesto capitali in misura esponenziale per ottenere movimenti percentuali sempre più contenuti, una semplice conseguenza dell’accresciuto valore di mercato di un asset che oggi si avvicina a 1,2 trilioni di dollari, secondo i dati di CoinDesk.

Ki Young Ju, fondatore di CryptoQuant, ha proposto un’interpretazione che invita alla pazienza più che a parlare di picco di mercato:

“Il Bitcoin deve diventare un asset macro di base, non soltanto un’operazione legata a ETF trainati dal retail.”

Secondo la sua analisi, un nuovo rally parabolico sarebbe plausibile solo se Bitcoin fosse in grado di assorbire oltre 1 trilione di dollari di nuovo capitale: una soglia che richiederebbe un’adozione istituzionale molto più ampia rispetto alla situazione attuale.

Perché servono più capitali

La necessità di ingenti flussi è più che una questione di numeri: man mano che la base di capitalizzazione cresce, ogni unità aggiuntiva muove il prezzo in misura minore in termini percentuali. Questo fenomeno non è peculiare delle criptovalute ma comune a qualsiasi mercato che passa da una base ristretta a una molto ampia. Per trasformare Bitcoin in un “asset macro” di riferimento servono allocazioni ripetute e consistenti da parte di investitori istituzionali, come fondi pensione, assicurazioni e gestori patrimoniali.

Tuttavia, l’ingresso su larga scala di capitale istituzionale incontra ostacoli concreti: incertezza regolamentare, complessità nella custodia e nei controlli di rischio, limiti nelle politiche di asset allocation e, non da ultimo, le alternative di mercato che competono per gli stessi capitali. Senza la risoluzione di questi fattori, la teoria di un’assorbimento di oltre 1 trilione di dollari rimane un’ipotesi ardua da realizzare.

Situazione attuale e flussi degli ETF

Il contesto recente complica ulteriormente il quadro: gli ETF su bitcoin spot negli Stati Uniti hanno registrato deflussi record nell’ultimo mese, mentre Bitcoin ha chiuso un primo semestre negativo. I flussi retail che qualche analisi considerava transitori non stanno ampliando la profondità istituzionale del mercato, ma anzi sembrano invertire la direzione.

Se questa tendenza dovesse proseguire, la probabilità che il mercato accumuli la scala di capitale necessaria a sostenere un nuovo grande rialzo scenderebbe. Una minore liquidità e flussi disallineati possono aumentare la volatilità e rendere più difficile il consolidamento su livelli di prezzo elevati, limitando il ruolo di Bitcoin come asset di portafoglio stabile per investitori professionali.

Al contrario, un miglioramento della chiarezza normativa, soluzioni di custodia più robuste e segnali macro favorevoli — come riduzioni dell’incertezza sui tassi di interesse o aumenti nelle allocazioni istituzionali a livello globale — potrebbero agevolare il processo di assorbimento di grandi volumi di capitale.

Per gli osservatori e gli investitori è quindi cruciale monitorare indicatori quali i flussi netti degli ETF, le decisioni dei grandi gestori patrimoniali, l’evoluzione normativa nell’Unione Europea e negli Stati Uniti, oltre ai segnali di rischio sistemico che influenzano la propensione al rischio globale.

In sintesi

  • La crescita del capitale necessario per spostare Bitcoin riduce la probabilità di movimenti esplosivi senza un massiccio ingresso istituzionale, rendendo i futuri rialzi più dipendenti da politiche e allocazioni professionali.
  • Gli attuali deflussi dagli ETF su bitcoin spot segnalano che il percorso verso un’adozione istituzionale diffusa non è lineare; per gli investitori ciò implica valutare la liquidità e la provenienza dei flussi prima di aumentare l’esposizione.
  • Per il sistema finanziario italiano ed europeo, la transizione di Bitcoin verso uno status “macro” richiederà adeguamenti regolatori e soluzioni di custodia adeguate: chi opera nel settore finanziario dovrebbe preparare infrastrutture e policy per intercettare eventuali flussi istituzionali futuri.


Author: Tony
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