Bitcoin: rapporto profitto-perdita realizzato tocca il minimo degli ultimi 43 mesi
- 4 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
CryptoQuant ha rilevato che il rapporto di profitto e perdita realizzato di Bitcoin è sceso a un minimo di 43 mesi, toccando -0,35: un valore che indica condizioni di perdita diffuse sull’intero mercato ma che, storicamente, si è manifestato in prossimità dei fondi di mercato.
Il rapporto realizzato P&L misura la percentuale netta di Bitcoin che si trova in profitto o in perdita rispetto all’offerta totale. Una lettura negativa e particolarmente bassa significa che una quota significativa dei detentori ha un costo di acquisizione superiore al prezzo corrente, situazione che può coincidere con vendite forzate e pressione ribassista ma anche con opportunità di recupero quando la domanda torna.
Secondo CryptoQuant, il livello di -0,35 non veniva raggiunto dal dicembre 2022, poco dopo il clamoroso fallimento di FTX, che aveva trascinato il prezzo di Bitcoin sotto i 16.000 dollari. L’indicatore ha storicamente anticipato i minimi con precisione: in passato letture analoghe si sono verificate nel 2015 e nel 2019, seguite da riprese di prezzo.
CryptoQuant ha dichiarato:
“Storicamente l’indicatore ha segnalato i fondi di BTC con estrema precisione.”
I dati utilizzati da CryptoQuant sono stati raccolti quando Bitcoin veniva scambiato intorno ai 59.000 dollari. Questo tipo di letture può contribuire a migliorare il sentimento di mercato, particolarmente provato durante il calo del 50% dai massimi di circa 126.080 dollari registrati in ottobre.
Negli ultimi dieci giorni il sentiment ha mostrato una certa ripresa: Bitcoin è salito di oltre il 7% rispetto al minimo biennale vicino a 58.190 dollari toccato il 25 giugno.
Parte della recente volatilità è stata attribuita dagli analisti alla crisi legata a Strategy, il più grande detentore aziendale di Bitcoin, dopo che la sua emissione di azioni perpetue preferenziali, Stretch (STRC), si è allontanata dal valore nominale di 100 dollari scendendo sotto i 75, alimentando timori sulla sostenibilità del modello di dividendo e scatenando deleveraging nel mercato.
Reazioni degli operatori
Matt Hougan, chief investment officer di Bitwise, ha dichiarato:
“L’incidente legato a STRC ha eliminato leva eccessiva e probabilmente ha avvicinato il mercato a un punto di minimo.”
Matt Hougan ha aggiunto che, nel suo giudizio, la normalizzazione delle condizioni di mercato potrebbe porre le basi per l’inizio di un nuovo ciclo rialzista già nell’autunno prossimo. Questa lettura riflette un’interpretazione secondo cui le grandi dinamiche di deleveraging spesso anticipano fasi di stabilizzazione dei prezzi.
Consigli e analisi degli esperti
Adam Livingston, analista di Swan Bitcoin, ha affermato:
“Attualmente Bitcoin viene scambiato solo il 16% sopra il prezzo realizzato — il costo aggregato sul network — un livello che storicamente ha preceduto rendimenti robusti: circa il 41% a sei mesi e l’81% a dodici mesi.”
Adam Livingston ha aggiunto che, nonostante acquistare in questo momento possa risultare psicologicamente difficile, proprio questo sconto spiega perché il prezzo è basso. Ha quindi suggerito di non attendere il ‘fondo’, osservando che il punto più basso raramente si annuncia da solo e che l’accumulo progressivo può essere una strategia più prudente rispetto al tentativo di tempismo perfetto.
Dal punto di vista operativo, gli esperti ricordano che condizioni di forte stress (leva, prodotti strutturati che rompono il par, liquidazioni) possono amplificare movimenti di prezzo al ribasso, ma anche creare occasioni per investitori pazienti e con un orizzonte di medio-lungo termine. Per gli investitori italiani, inoltre, è opportuno considerare aspetti di gestione del rischio, come la diversificazione del portafoglio e la pianificazione fiscale delle plusvalenze in valuta estera.
Infine, indicatori on-chain come il rapporto realizzato P&L sono strumenti utili per inquadrare lo stato di salute del mercato, ma vanno integrati con analisi macroeconomiche, liquidità di mercato e valutazione del profilo di rischio personale prima di prendere decisioni d’investimento.
In sintesi
- L’abbassamento del rapporto realizzato P&L a livelli storicamente associati ai minimi segnala una compressione dei costi di entrata dei detentori e potenziali opportunità per chi ha orizzonte di lungo termine, ma non elimina il rischio di ulteriore volatilità nel breve periodo.
- La crisi legata a strumenti strutturati e a leva ha evidenziato la fragilità della liquidità in fasi di stress; gestori e investitori istituzionali potrebbero adottare posizioni più selettive, influenzando la velocità e l’entità di eventuali rimbalzi.
- Per gli investitori italiani è cruciale integrare segnali on-chain con valutazioni fiscali e di gestione del rischio, privilegiando approcci graduali e una diversificazione che limiti l’esposizione diretta in un asset altamente volatile.
- Se l’ipotesi di un bottom vicino dovesse concretizzarsi, il mercato potrebbe offrire finestre d’ingresso interessanti per chi cerca esposizione strategica a Bitcoin, ma la tempistica e la dimensione dell’investimento richiedono disciplina e una chiara strategia di uscita.