Siccità: il Veneto proclama lo stato di emergenza regionale
- 3 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Alberto Stefani ha firmato un’ordinanza che dichiara lo stato di emergenza regionale per l’intero territorio del Veneto, a seguito di anomalie idrologiche e idrauliche rilevate soprattutto nel Distretto del fiume Po e del rischio di risalita del cuneo salino lungo le aree fluviali e costiere.
Dati sulle risorse idriche e portate fluviali
I rilievi regionali evidenziano un significativo deficit pluviometrico iniziato a marzo, con una riduzione delle precipitazioni stimata intorno al -21% rispetto alla norma, peggiorata in aprile e ancora sotto la media a maggio. Al 31 maggio l’intero anno idrologico presenta un calo del -28%, corrispondente a quasi 2,4 miliardi di metri cubi di acqua mancanti rispetto agli standard storici.
La risorsa derivante dallo scioglimento delle nevi si è esaurita prematuramente a causa delle temperature elevate registrate in aprile e maggio; di conseguenza le portate dei principali fiumi veneti risultano persistentemente inferiori alle medie storiche: Piave e Brenta -23%, Po -23% e Adige -21%. Anche il livello del Lago di Garda è in progressiva diminuzione.
Obiettivi dell’ordinanza
L’atto firmato dal presidente regionale individua una serie di azioni volte a contenere gli sprechi e a preservare le risorse disponibili. In particolare viene raccomandata l’adozione di una “strategia per l’uso più parsimonioso e sostenibile delle risorse idriche” da parte delle strutture regionali competenti, con interventi mirati per i bacini più critici.
Per il bacino del fiume Adige è prevista l’adozione di tutte le misure necessarie a limitare gli usi non essenziali e a garantire una portata minima fluente di 80 mc/s in corrispondenza di Boara Pisani (Padova), parametro considerato fondamentale per tutelare ecosistemi e utilizzatori a valle.
Misure rivolte al settore agricolo e agli irrigui
Ai Consorzi irrigui viene raccomandato di promuovere campagne di sensibilizzazione per un uso razionale dell’acqua, orientato al soddisfacimento dei reali fabbisogni irrigui delle colture. Le attività suggerite comprendono l’individuazione del momento ottimale per l’irrigazione, la valutazione precisa dei volumi di adacquata e la predisposizione di piani di siccità.
Il provvedimento sollecita inoltre a informare gli operatori agricoli sui rischi di peggioramento della carenza idrica nei mesi di massima domanda (luglio e agosto) e a sostenere le aziende nell’adozione di pratiche agronomiche che riducano il fabbisogno idrico complessivo.
Ruolo dei gestori degli invasi e del servizio idrico
I Gestori degli invasi idroelettrici dell’area montana sono invitati a preservare gli accumuli di risorsa idrica per poter integrare, se necessario, i deflussi naturali nelle stagioni critiche e a facilitare lo scambio di informazioni con i consorzi di pianura e con i gestori del servizio idrico integrato.
Agli Enti d’ambito e ai gestori del Servizio idrico integrato viene chiesto di avviare iniziative di comunicazione per promuovere la gestione razionale dell’acqua potabile, rinviando, dove possibile, interventi di manutenzione non urgenti sulle reti e sugli impianti e informando i Comuni interessati sul livello di carenza idrica rilevato.
Coinvolgimento dei Comuni e aggiornamento dei censimenti
A Anci Veneto e ai Comuni è chiesto di lanciare campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini per un uso responsabile dell’acqua e di verificare la temporanea sospensione dei prelievi da falda per usi non prioritari. È prevista l’attivazione di un censimento aggiornato dei pozzi domestici per avere un quadro più preciso delle captazioni presenti sul territorio.
Tavolo tecnico e Autorità di Bacino
Verrà avviato a breve un Tavolo di lavoro per aggiornare il censimento delle captazioni e valutare le ulteriori misure necessarie a contenere gli effetti della crisi idrica. All’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po è stata richiesta la convocazione urgente dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici del Distretto idrografico del fiume Po per rivalutare il grado di severità e decidere eventuali interventi coordinati a scala distrettuale.
Le misure previste mirano a concentrare le azioni su prevenzione, coordinamento e comunicazione, riducendo l’impatto immediato sulla disponibilità idrica e costruendo strumenti operativi per affrontare la stagione estiva e i possibili scenari di prolungata siccità.
Implicazioni a medio termine
Oltre alle misure di emergenza, l’ordinanza sollecita un ripensamento delle strategie di gestione della risorsa idrica che includa investimenti in infrastrutture per la resilienza, azioni di adattamento in agricoltura e una maggiore integrazione tra gestori energetici e idrici per ottimizzare l’uso degli invasi in condizioni di scarsa disponibilità.
Un approccio unitario a livello di bacino è considerato cruciale per bilanciare esigenze idroelettriche, agricole, ambientali e civili, e per ridurre il rischio di conflitti d’uso durante i periodi climatici estremi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.
In sintesi
- L’escassezza idrica in Veneto può determinare pressioni sui prezzi delle materie prime agricole e sulle colture irrigue; gli investitori nel settore agroalimentare dovrebbero valutare strategie di diversificazione e tecnologie di irrigazione a risparmio idrico.
- Riduzioni delle portate fluviali e gestione più conservativa degli invasi potrebbero comprimere la produzione idroelettrica, influenzando il mercato energetico locale e le strategie degli operatori del settore; è opportuno monitorare possibili variazioni nell’offerta e nei prezzi dell’energia.
- La crisi evidenzia l’urgenza di investimenti infrastrutturali e nella gestione dei servizi idrici: opportunità per fondi e progetti pubblici-privati focalizzati su risparmio, resilienza e reti intelligenti, con potenziali ritorni nel medio termine.