Ondo debutta con un modello di azioni tokenizzate allineato alla SEC, supportato dall’etf di BlackRock e dalle azioni Micron

Un portavoce ha aggiunto:

“Il traguardo odierno dimostra che possiamo tokenizzare titoli in modi che rispettano sia i requisiti di mercato sia quelli normativi, per gli investitori degli Stati Uniti e globali, e fornisce una solida base per ampliare il nostro accesso agli investimenti on‑chain per un maggior numero di investitori statunitensi.”

La dichiarazione riassume il nucleo di un’evoluzione in corso: la tokenizzazione, ovvero l’operazione che rappresenta asset tradizionali attraverso token su blockchain, sta emergendo come uno dei settori a più rapida crescita nel punto d’incontro tra asset digitali e finanza tradizionale. I sostenitori sostengono che tale processo possa modernizzare i mercati dei capitali accelerando i regolamenti, permettendo operatività 24/7 e semplificando il trasferimento degli asset tra piattaforme finanziarie.

Contesto e proiezioni di mercato

Analisi di mercato conservano aspettative significative: secondo uno studio condotto da Citi, il mercato dei titoli tokenizzati potrebbe raggiungere una dimensione di circa 5,5 trilioni di dollari entro il 2030. Queste previsioni prendono in considerazione i possibili benefici operativi, l’interesse degli investitori istituzionali e l’adozione di infrastrutture tecnologiche più efficienti.

Tuttavia, la transizione verso un’adozione su larga scala dipende da vari fattori: interoperabilità tra piattaforme, standard tecnici condivisi, adeguatezza dei modelli di custodia e, non meno rilevante, chiarezza regolamentare a livello nazionale e internazionale.

Modelli di tokenizzazione e indicazioni della SEC

All’inizio dell’anno, lo staff della SEC ha pubblicato un documento che descrive in che modo un modello di custodia terzo potrebbe adeguarsi all’attuale normativa sui titoli. Sebbene le note dello staff non abbiano lo stesso peso di una guida formale approvata dai commissari, forniscono indicazioni utili sul pensiero regolatorio riguardo alla tokenizzazione.

Nel modello delineato, un intermediario regolamentato detiene in custodia i titoli tradizionali e emette in parallelo token su blockchain che rappresentano il diritto del detentore a quei beni. Questo approccio è alternativo al modello in cui è l’emittente del titolo sottostante a sponsorizzare direttamente la tokenizzazione.

La scelta del modello ha implicazioni pratiche e legali: coinvolgere un intermediario regolamentato può facilitare la conformità normativa e mantenere una chiara separazione tra registri tradizionali e ledger distribuiti, mentre il modello con coinvolgimento diretto dell’emittente solleva questioni relative ai diritti conferiti dai token rispetto alle azioni tradizionali.

Controversie recenti e diritti dei detentori

La discussione pubblica si è intensificata quando OpenAI lo scorso anno ha dichiarato di non aver autorizzato un’offerta tokenizzata collegata alle proprie azioni e ha messo in guardia che quei token non rappresentavano partecipazioni azionarie nella società. Il caso ha riportato all’attenzione il problema cruciale: i token emessi senza il coinvolgimento dell’emittente conferiscono gli stessi diritti delle azioni tradizionali?

Per gli investitori, la risposta a questa domanda determina l’effettiva sostituibilità dei token rispetto agli strumenti finanziari esistenti e incide sulla tutela dei diritti patrimoniali e di voto. Le autorità di vigilanza, inoltre, stanno valutando come applicare regole esistenti a strutture nuove che combinano elementi tecnologici e contrattuali inediti.

Implicazioni per mercati e investitori

Per il sistema finanziario l’introduzione diffusa della tokenizzazione potrebbe ridurre i tempi di regolamento delle operazioni, abbassare i costi di intermediazione e aprire mercati al dettaglio precedentemente poco accessibili. Tuttavia, questi benefici si realizzano solo se sono risolti aspetti di natura legale, operativa e di rischio tecnologico.

Dal punto di vista degli investitori europei e italiani, è essenziale monitorare due elementi: la convergenza regolatoria transatlantica e l’adozione di standard interoperabili. Una regolamentazione divergente tra Stati Uniti e Europa potrebbe generare frammentazione del mercato e costi aggiuntivi per chi desidera operare a livello globale.

Infine, gli operatori di mercato dovranno investire in infrastrutture di sicurezza informatica e nella formazione del personale per gestire i nuovi rischi legati alla custody digitale, alla resilienza dei ledger e alla governance dei protocolli.

Prospettive regolamentari e prossimi passi

Nei prossimi mesi è probabile che le autorità di vigilanza approfondiscano i differenti modelli operativi e adottino orientamenti più strutturati per chiarire la natura giuridica dei token legati a titoli. Gli sviluppi saranno determinanti per attrarre capitale istituzionale e per definire ruoli e responsabilità tra emittenti, intermediari e fornitori tecnologici.

Per gli investitori retail, la prudenza resta d’obbligo: comprendere la catena di custodia, le garanzie legali offerte e le condizioni contrattuali associate ai token sarà fondamentale per valutare il profilo di rischio di queste nuove forme di investimento.

In sintesi

  • La diffusione della tokenizzazione può rendere i mercati più efficienti, ma richiede standard operativi e giuridici condivisi per evitare frammentazioni che penalizzerebbero gli investitori europei.
  • La chiarezza regolamentare, in particolare riguardo ai modelli di custodia e ai diritti conferiti dai token, determinerà se gli asset tokenizzati attireranno flussi significativi di capitale istituzionale.
  • Per il mercato italiano, l’opportunità principale è l’accesso a strumenti più liquidi e a costi potenzialmente inferiori; la sfida è sviluppare competenze tecnologiche e normative per partecipare efficacemente a questo cambiamento.


Author: Tony
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