A tre anni dall’entrata in vigore di MiCA, l’Europa ridisegna le regole per le criptovalute

Le autorità europee stanno discutendo come inquadrare le stablecoin multi-emissione, come USDC emessa da Circle Internet, che possono essere create da più entità giuridiche distribuite in diverse giurisdizioni ma presentate agli utenti come un unico token fungibile.

Quando è stata concepita, l’intenzione della Commissione europea era chiaramente a favore di modelli multi-emissione per MiCA, spiega Catarina Veloso, direttrice regolamentare e compliance di Notabene, un protocollo pensato per integrare le transazioni cripto nell’economia quotidiana.

Tuttavia, nella fase di attuazione diversi attori all’interno dell’Unione europea, inclusa la ECB, hanno sollevato obiezioni in quanto interpretano i rischi connessi in modo differente e preferirebbero limitazioni più stringenti.

Ragioni del contrasto e possibili conseguenze

Il nodo principale del contendere riguarda il bilanciamento tra due esigenze: mantenere la natura globale delle stablecoin e garantire che il quadro regolamentare protegga consumatori e stabilità finanziaria a livello nazionale e sovranazionale. La preoccupazione degli enti regolatori è che una struttura multi-emittente possa complicare le responsabilità legali e la supervisione prudenziale.

Catarina Veloso ha dichiarato:

“Il vero valore delle stablecoin è che sono intrinsecamente globali. Imporre limiti geografici creerebbe uno scenario in cui Circle Europe, ora autorizzata sotto MiCA, dovrebbe costruire una versione frammentata di USDC per i mercati europei.”

Secondo Veloso, frammentare l’offerta significherebbe perdere efficienza e fungibilità: mercati separati ridurrebbero la liquidità, aumenterebbero i costi di transazione e creerebbero opportunità di arbitraggio basate su restrizioni normative piuttosto che su fondamentali economici.

Catarina Veloso ha aggiunto:

“Uno dei principali vantaggi delle stablecoin è che non sono un sistema di pagamento costruito all’interno di una specifica giurisdizione. Quindi quel valore viene diluito dal fatto che ora viene catturato da quadri normativi che esistono all’interno dei confini.”

Implicazioni pratiche per emittenti e mercati

Se le autorità europee imponessero limiti territoriali, le società che operano su scala globale potrebbero essere costrette a istituire versioni locali dei loro token, con conseguenti duplicazioni operative, complessità contabili e obblighi di custodia diversi per giurisdizione. Ciò aumenterebbe i costi di compliance e potrebbe indurre alcuni operatori a ridurre la loro esposizione ai mercati europei.

Dal punto di vista dei consumatori e delle imprese, una frammentazione della liquidità potrebbe tradursi in spread più ampi e servizi di pagamento meno integrati. Per gli operatori finanziari italiani interessati alle soluzioni digitali, questo significherebbe valutare con attenzione l’accesso ai mercati secondari e la disponibilità di controparti liquide.

Centralizzazione della supervisione: il ruolo di ESMA

Parallelamente alla discussione sulle regole di emissione, è aperto il dibattito sulla possibilità di un maggiore controllo centralizzato di MiCA sotto l’egida della European Securities and Markets Authority (ESMA). Una supervisione più centralizzata potrebbe favorire l’armonizzazione delle interpretazioni e ridurre tattiche regolatorie divergenti tra Stati membri.

Tuttavia, una maggiore centralizzazione comporta anche il rischio di regole più rigide e di tempi decisionali più lunghi che potrebbero rallentare l’innovazione. I regolatori dovranno quindi bilanciare l’esigenza di certezza normativa con la necessità di non soffocare nuovi modelli di business digitali.

Per gli investitori istituzionali e retail italiani, il possibile rafforzamento del ruolo di ESMA significa monitorare attentamente le prossime interpretazioni e linee guida, poiché queste determineranno l’accessibilità e la rischiosità percepita degli attivi digitali denominati in stablecoin.

Prospettive regolatorie e scenari futuri

Nell’immediato futuro, è probabile che le autorità europee continuino a negoziare compromessi: mantenere la possibilità di modelli multi-emissione ma introdurre requisiti di governance, trasparenza e responsabilità coordinati a livello europeo. Questo approccio mira a preservare i benefici di efficienza delle stablecoin senza rinunciare a standard di tutela finanziaria.

La capacità di conciliare questi obiettivi avrà impatti significativi sulle strategie delle piattaforme di criptovalute, sulle banche che offrono servizi collegati e sulle startup fintech italiane che puntano a integrare pagamenti tokenizzati nei propri modelli operativi.

In sintesi

  • L’esito del dibattito su modelli multi-emissione influenzerà la liquidità e i costi di transazione: una maggiore frammentazione normativa rischia di aumentare gli spread e ridurre l’efficienza di mercato per gli utenti europei.
  • Per gli investitori italiani, la futura supervisione centralizzata da parte di ESMA potrebbe offrire maggiore certezza regolatoria ma anche introdurre requisiti più stringenti che impatteranno il rendimento atteso e il profilo di rischio degli investimenti in cripto-attivi.
  • Le imprese fintech e le istituzioni finanziarie dovranno valutare l’incremento dei costi di compliance e la complessità operativa nel caso di regole per giurisdizione; ciò favorirà chi dispone di risorse per adeguamenti normativi e penalizzerà i piccoli operatori.


Author: Tony
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