Carlo Borgomeo rilancia l’appello di Assaeroporti: sospendere temporaneamente il sistema ees durante i mesi estivi

Assaeroporti e Aeroporti 2030, che rappresentano la maggior parte degli scali italiani, hanno sostenuto un’iniziativa promossa da ACI EUROPE e dalle organizzazioni europee del trasporto aereo per chiedere alla Commissione europea una sospensione temporanea del nuovo Entry Exit System (EES) durante il periodo estivo, con l’obiettivo di introdurre misure urgenti di flessibilità per far fronte ai picchi di traffico passeggeri.

Le associazioni riconoscono il valore strategico di un sistema comune per il controllo delle frontiere, ma sollevano preoccupazioni sulle criticità operative emerse nelle prime fasi di applicazione, che potrebbero compromettere l’efficienza degli scali e l’esperienza dei viaggiatori nel periodo di massima domanda.

Le criticità operative del nuovo sistema EES

Secondo Assaeroporti e Aeroporti 2030, i test iniziali e le prime applicazioni dell’EES hanno mostrato tempi di attesa più elevati ai controlli di frontiera rispetto alle aspettative, con code prolungate che risultano difficilmente compatibili con i flussi intensi tipici dell’estate.

I rallentamenti segnalati rischiano di generare effetti a catena: ritardi nei gate, aumento dei tempi di permanenza in aree di transito, maggiore pressione sulle competenze operative e possibili disagi per passeggeri e compagnie aeree, in particolare per i voli con coincidenze strette.

Carlo Borgomeo: servono misure di flessibilità immediate

Il Presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, ha ribadito il sostegno all’obiettivo di modernizzare i controlli di frontiera, sottolineando però la necessità che l’implementazione tenga conto delle dinamiche operative degli aeroporti italiani.

Carlo Borgomeo ha dichiarato:

“La modernizzazione è fondamentale, ma senza strumenti transitori di flessibilità rischiamo interruzioni operative e disagi significativi per milioni di passeggeri: è urgente trovare soluzioni che permettano una convivenza sicura ed efficiente con i picchi stagionali.”

Per Borgomeo, le opzioni praticabili includono procedure temporanee semplificate, canali prioritari per determinati flussi e un rafforzamento delle risorse tecniche e del personale nei periodi più critici.

Alfonso Celotto: tutelare mobilità e qualità del servizio

Anche Alfonso Celotto, Presidente di Aeroporti 2030, ha espresso preoccupazione per l’impatto che l’introduzione completa dell’EES potrebbe avere sul sistema aeroportuale nazionale se non affiancata da misure di adattamento.

Alfonso Celotto ha affermato:

“Gli aeroporti italiani stanno investendo in innovazione, infrastrutture e digitalizzazione per migliorare l’efficienza e l’esperienza di viaggio; per questo è necessario che l’implementazione del nuovo sistema sia calibrata in modo da non penalizzare la mobilità e la regolarità dei voli.”

Celotto ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di coordinarе investimenti tecnologici tra operatori aeroportuali e autorità di frontiera, oltre a prevedere fasi di monitoraggio e adeguamento prima di una piena applicazione vincolante in periodi di alta domanda.

Proposte operative e possibili soluzioni

Nel documento inviato alla Commissione europea, gli aeroporti propongono diverse misure di mitigazione: estendere i periodi di prova, attivare corsie dedicate per specifici tipi di passeggeri, incrementare risorse umane e tecniche in picchi stagionali e stabilire protocolli di escalation rapida in caso di congestione.

Si suggerisce inoltre di migliorare l’integrazione dei sistemi informatici degli scali con le piattaforme europee, prevedendo buffer operativi per assorbire picchi imprevisti e piani congiunti di esercitazione per le forze di polizia di frontiera e gli operatori aeroportuali.

Un confronto aperto con le istituzioni europee

L’iniziativa di Assaeroporti e Aeroporti 2030 si inserisce in un dialogo più ampio tra operatori, compagnie aeree e istituzioni europee volto a coniugare sicurezza, efficienza e qualità del servizio. Il confronto tecnico-politico sarà determinante per definire modalità che tutelino sia la protezione delle frontiere sia la capacità di trasporto passeggeri durante i periodi di massima affluenza.

Dal punto di vista delle istituzioni, la richiesta evidenzia la necessità di bilanciare l’applicazione di normative comuni con la realtà eterogenea degli scali europei, prevedendo strumenti di governance che consentano rapide modifiche operative in risposta a criticità manifestate dagli operatori sul campo.

Implicazioni per viaggiatori e operatori

Per i viaggiatori, l’obiettivo dichiarato dalle associazioni è ridurre il rischio di disagi e ritardi durante l’estate, garantendo al contempo livelli adeguati di sicurezza. Per gli operatori aeroportuali e le compagnie aeree, la priorità è mantenere previsibilità operativa e contenere i costi legati a ritardi e gestione delle emergenze.

Il successo delle soluzioni proposte dipenderà dalla rapidità con cui sarà possibile implementare aggiustamenti tecnici e organizzativi, nonché dalla cooperazione tra autorità nazionali di frontiera e organismi europei responsabili dell’EES.

In sintesi

  • La richiesta di sospensione o flessibilità dell’EES riflette il rischio reale che l’implementazione standardizzata generi costi operativi e ritardi che graverebbero su passeggeri e compagnie, con possibili ricadute finanziarie per gli aeroporti italiani.
  • Investimenti mirati in tecnologia e integrazione dei sistemi informatici rappresentano una leva per ridurre la vulnerabilità degli scali ai picchi di traffico; il settore dovrà valutare priorità d’investimento per il medio termine.
  • Una gestione graduale e coordinata dell’entrata a regime dell’EES può limitare l’impatto economico negativo sul turismo estivo, fondamentale per molte economie locali italiane, preservando al contempo standard di sicurezza accettabili.
  • Per gli investitori, la capacità degli aeroporti di ottenere strumenti di flessibilità e di accelerare la digitalizzazione sarà un indicatore chiave della resilienza del settore e della sua attrattività per nuovi capitali infrastrutturali.