Mortalità estiva in netto calo rispetto al 2015-2019, ma il rischio resta alto
- 30 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Giovedì scorso il Ministero della Salute ha convocato il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera (Sismg), coordinato dalla direttrice del dipartimento di Epidemiologia dell’Asl 1 della Regione Lazio, Paola Michelozzi, per ottenere riscontri immediati sull’impatto dell’ondata di calore in corso. Il Sismg monitora quotidianamente i decessi nelle principali città italiane e, secondo le previsioni operative, le prime stime sugli eventuali «eccessi di mortalità» legati alle alte temperature dovrebbero essere disponibili entro la prossima settimana.
Stime e approcci metodologici
Le proiezioni degli esperti indicano che le ondate di caldo estremo possono tradursi in centinaia di decessi aggiuntivi, come evidenziato da diversi studi pubblicati su riviste scientifiche e report istituzionali. Tra questi, il Grantham Institute dell’Imperial College ha stimato che, nelle 12 grandi città analizzate (tra cui le italiane Roma, Milano e Sassari), l’ondata di caldo tra il 23 giugno e il 6 luglio 2025 avrebbe determinato 2.305 decessi complessivi attribuibili al caldo, di cui il 64% (1.504) riconducibile ai cambiamenti climatici causati dalle attività antropiche. Lo studio colloca Milano tra le città con il maggior numero di decessi stimati (499 in totale, 317 attribuibili ai cambiamenti climatici), seguita da Parigi e Barcellona.
È importante sottolineare la differenza tra risultati modellistici e dati osservati: i modelli epidemiologici consentono di stimare l’entità degli eccessi di mortalità attribuibili al caldo, ma non sostituiscono le rilevazioni dirette. Proprio a questo fine opera il sistema di sorveglianza coordinato da Paola Michelozzi, che integra dati reali per quantificare l’impatto corrente sulle popolazioni urbane.
Paola Michelozzi ha spiegato:
“Le nostre rilevazioni più recenti indicano una diminuzione dell’impatto delle temperature estreme sulla mortalità in Italia: l’analisi dei dati del 2024 e 2025, confrontata con i due anni precedenti (2022-2023) e con un periodo di riferimento (2015-2019), mostra un rischio associato al caldo significativamente ridotto.”
Il quadro nazionale e i fattori in gioco
Nel 2022 si era registrato un aumento del 22% della mortalità estiva, mentre nell’ultimo biennio i decessi estivi risultano inferiori alle attese: nello specifico, durante l’estate 2025 si è osservato un calo del 4% nelle 54 città italiane monitorate. Tra le possibili spiegazioni figura l’efficacia delle misure di prevenzione e delle strategie di adattamento climatico adottate a livello territoriale.
L’Italia è tra i pochi Paesi europei ad aver sviluppato un Piano di prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore, che coordina azioni quali allerta precoce, centri di raffrescamento, campagne informative e protocolli sanitari per i soggetti più vulnerabili. Queste misure possono mitigare conseguenze sanitarie immediate e alleggerire la pressione sui servizi di emergenza e ospedalieri.
Va tuttavia considerata un’ulteriore variabile demografica: l’impatto della pandemia da Covid-19 ha ridotto in misura rilevante la popolazione anziana e con fragilità multiple, che è proprio la fascia più suscettibile agli effetti del caldo estremo. Pertanto, se il calo osservato nell’ultimo biennio può in parte riflettere questo cambiamento demografico, resta essenziale monitorare l’andamento nei prossimi anni per valutare la persistenza del trend.
Sul lungo periodo, l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore legate al cambiamento climatico impone investimenti strutturali: rigenerazione urbana per ridurre l’isola di calore, potenziamento delle reti energetiche per la domanda di raffrescamento, e rafforzamento dei servizi socio-sanitari per la gestione dei picchi di domanda.
Monitoraggio, politiche e priorità d’intervento
Il ruolo del Sismg è cruciale per fornire dati tempestivi che orientino le risposte locali e nazionali: sorveglianza puntuale permette di calibrare gli allarmi, distribuire risorse e valutare l’efficacia degli interventi. A livello istituzionale, la sinergia tra ministero, regioni e comuni è determinante per tradurre le evidenze epidemiologiche in azioni pratiche, come l’attivazione di piani di emergenza, la protezione domiciliare dei soggetti fragili e la pianificazione urbana orientata all’adattamento climatico.
Per il settore economico e gli investitori, i cambiamenti climatici e le ondate di calore rappresentano sia rischi che opportunità: rischi legati a maggiori costi sanitari, interruzioni produttive e svalutazione di aree urbane non adattate; opportunità legate alla domanda di soluzioni tecnologiche per il raffrescamento efficiente, infrastrutture resilienti, servizi di telemedicina e assicurazioni indicizzate al rischio climatico.
In sintesi
- Gli investimenti in infrastrutture urbane resilienti e in tecnologie di raffrescamento ad alta efficienza possono ridurre i costi a lungo termine per il sistema sanitario e migliorare la produttività lavorativa nelle città italiane.
- Le società di servizi energetici e le imprese che offrono soluzioni per l’efficienza e il raffreddamento rappresentano settori strategici per gli investitori che vogliano capitalizzare la crescente domanda legata al cambiamento climatico.
- Il monitoraggio tempestivo tramite sistemi come il Sismg consente alle autorità di allocare risorse in modo più mirato, riducendo sprechi e migliorando l’efficacia delle misure di protezione per le fasce più vulnerabili.
- Le decisioni di politica pubblica orientate all’adattamento climatico e all’adeguamento delle reti energetiche influenzeranno la stabilità dei mercati locali, la valutazione del rischio immobiliare e le strategie assicurative per il futuro.