I prestiti garantiti da Bitcoin tornano in auge, secondo Silicon Valley Bank

La logica della crescita si basa su una dinamica semplice: man mano che la detenzione di bitcoin si amplia e i prezzi salgono, sempre più possessori cercano di prendere in prestito contro garanzie apprezzate per motivi fiscali, esigenze di capitale circolante o spese personali, mentre i prestatori acquisiscono progressiva fiducia nel valutare prestiti sovracollateralizzati garantiti da un asset altamente liquido.

Il settore del prestito garantito in bitcoin è stato profondamente ristrutturato dai fallimenti di Celsius, BlockFi e Genesis durante la crisi del credito cripto del 2022–2023. Sebbene i modelli di business differissero, questi casi hanno messo in luce vulnerabilità comuni: scadenze non allineate, leva eccessiva, esposizioni concentrate verso poche controparti e la rehypothecation degli asset dei clienti. I loro crolli hanno evidenziato l’importanza di una concessione del credito prudente, di una gestione del rischio trasparente e di prestiti pienamente collateralizzati, principi che sono diventati la base della nuova generazione di prestatori garantiti in BTC, secondo il rapporto di SVB.

Transazioni di rilievo, come il titolo asset-backed da 188 milioni di dollari emesso da Ledn — il primo accordo garantito da bitcoin ad ottenere una valutazione di grado d’investimento da un organismo di rating riconosciuto a livello nazionale — testimoniano una crescente fiducia nelle strutture di credito supportate da BTC. Questi sviluppi facilitano l’accesso a mercati di capitale più profondi e a investitori istituzionali che richiedono standard di trasparenza e protezione più stringenti.

Attualmente i tassi sui prestiti garantiti da bitcoin oscillano generalmente tra il 7,5% e il 16% di tasso annuo (APR), livelli ancora superiori rispetto al finanziamento tradizionale comparabile. Tuttavia, SVB prevede che la partecipazione crescente di banche e fondi di credito privato tenderà a ridurre questi spread nel tempo. Segnali iniziali in tale senso sono già visibili: Strike ha annunciato un tasso del 7,5% su prestiti a termine superiori a 5 milioni di dollari, garantiti da una linea di credito da 2,1 miliardi messa a disposizione da Tether.

Prospettive e rischi

Per il sistema finanziario europeo e per Italia in particolare, l’espansione del credito garantito in bitcoin presenta opportunità e criticità. Sul fronte positivo, l’ingresso di istituzioni tradizionali potrebbe ridurre i costi del capitale per possessori di criptovalute e aumentare la disponibilità di prodotti finanziari per clientela high-net-worth e imprese innovative. Sul versante dei rischi persistono la volatilità dei prezzi del bitcoin, la concentrazione delle controparti e i deficit informativi su custodia e meccanismi di liquidazione in condizioni di stress.

Le autorità di vigilanza europee stanno osservando il fenomeno con attenzione: regolamentazioni su capitale, requisiti di trasparenza e limiti alla rehypothecation possono contribuire a mitigare i rischi sistemici. Per gli operatori locali, adottare pratiche rigorose di stress test, prezzi di riferimento robusti e politiche di sovracollateralizzazione è diventato imprescindibile per attrarre investitori istituzionali e mantenere la fiducia dei clienti.

In termini pratici, la maturazione del mercato richiederà infrastrutture di custodia affidabili, feed di prezzi resilienti e contratti che chiariscano i diritti dei creditori e dei debitori in scenari di rapido deprezzamento del collaterale. L’evoluzione normativa e l’interesse dei fondi di credito privato potrebbero rendere questi strumenti più competitivi rispetto al debito tradizionale, ma la convivenza con la volatilità del sottostante rimane il fattore critico.

In sintesi

  • L’ingresso di banche e fondi privati nel credito garantito da bitcoin può comprimere i tassi, rendendo questi prestiti più attraenti per la clientela patrimoniale e per le società con esposizione in criptovalute.
  • Per gli investitori italiani, la diffusione di strumenti garantiti da BTC richiede attenzione alla liquidità e alle condizioni di collateral management: opportunità di rendimento convivono con un profilo di rischio elevato legato alla volatilità del sottostante.
  • Regole più chiare su custodia, trasparenza e limiti alla rehypothecation saranno determinanti per integrare questi prodotti nei portafogli istituzionali e tutelare il risparmio domestico.


Author: Tony
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