Pandl di Grayscale: vendita di bitcoin per 3 miliardi di dollari nella strategia potrebbe ripristinare la fiducia

Zach Pandl, responsabile della ricerca presso Grayscale, ha espresso la speranza che Strategy venda almeno 3 miliardi di dollari in Bitcoin per coprire gran parte degli impegni di cassa della società nei prossimi due anni.

Zach Pandl ha scritto:

“Una vendita significativa di Bitcoin potrebbe aiutare a sanare il bilancio e a ripristinare la fiducia degli investitori nella struttura del capitale.”

Tuttavia, Pandl ha anche previsto un possibile incremento di 50 punti base nel tasso del dividendo sulla classe di azioni privilegiate STRC, che aggiungerebbe circa 100 milioni di dollari di obblighi annuali su due anni, un elemento che — secondo lui — “probabilmente non aiuta la fiducia del mercato”.

Obblighi preferenziali e dinamica dei prezzi

Strategy affronta un obbligo annuale di dividendi sulle azioni privilegiate stimato intorno a 1,2 miliardi di dollari, trainato principalmente da STRC. Questa classe di “credito digitale” preferenziale è stata concepita per trattare vicino al valore nominale di 100 dollari, ma nelle ultime settimane ha mostrato una tendenza discendente.

La discesa di STRC si è tradotta in un forte sconto rispetto al valore nominale: venerdì la quotazione è arrivata fino a 71,25 dollari, con un ribasso del 28,75% rispetto al par. Anche il titolo ordinario MSTR ha sofferto, chiudendo la settimana in perdita intorno al 26,9%.

Riserve di liquidità sotto pressione

Strategy, il maggiore detentore pubblico di Bitcoin tra le società quotate, ha visto la propria riserva di liquidità ridursi negli ultimi mesi. Nel dettaglio, il filing 8-K presentato presso la US Securities and Exchange Commission indica l’acquisto di 520 Bitcoin per 34,9 milioni di dollari in un intervallo di giorni a metà giugno.

Secondo una società di analisi on-chain, CryptoQuant, l’azienda dovrebbe sospendere gli acquisti di Bitcoin e concentrarsi sul ripristino delle riserve di cassa, diminuite del 38% nel 2026. Il filing ha inoltre rivelato un incremento della riserva in dollari di 300 milioni fino a 1,4 miliardi di dollari, livello che ora coprirebbe poco più di 14 mesi di dividendi, molto al di sotto della protezione pluriennale che la società aveva in passato.

Strategy ha dichiarato:

“Continueremo a ricostituire le nostre riserve di liquidità per sostenere la qualità creditizia dei nostri titoli di ‘credito digitale’.”

Alternative alla vendita di Bitcoin

Gli analisti sottolineano che la società non è obbligata a vendere Bitcoin per sostenere il prezzo di STRC: esistono strumenti alternativi, come l’aumento del rendimento del dividendo corrente (intorno all’11,5%), che potrebbero essere utilizzati per difendere il titolo.

Samson Mow ha affermato:

STRC dispone di un meccanismo autoriparante: quando il prezzo scende sotto il riferimento di 100 dollari, Strategy interrompe l’emissione di nuove azioni via ATM, riducendo l’offerta e, nel tempo, l’aumento del rendimento offerto attira nuovi acquirenti.”

Questo meccanismo implica che la sospensione delle emissioni riduca la pressione dell’offerta, mentre un prezzo più basso incrementa il rendimento per eventuali nuovi sottoscrittori, potenzialmente favorendo un ritorno verso il valore nominale nel medio termine. Tuttavia, l’aumento dei tassi di dividendo rimarrebbe oneroso per la cassa aziendale.

Implicazioni di mercato e considerazioni per gli investitori

La scelta tra vendere una parte delle riserve di Bitcoin o aumentare gli oneri sui titoli a reddito fisso rappresenta un trade-off significativo. La vendita migliorerebbe la liquidità ma ridurrebbe l’esposizione all’asset, mentre l’incremento dei dividendi preserverebbe le riserve di cripto-asset ma aumenterebbe gli obblighi finanziari correnti.

Per gli investitori istituzionali e retail europei e italiani, la situazione è rilevante perché mette in luce le tensioni che possono nascere quando società con grandi tesorerie in asset volatili cercano di soddisfare impegni finanziari stabili. Le mosse di Strategy potrebbero influenzare la percezione del rischio associato a strumenti finanziari strutturati legati a criptovalute.

In sintesi

  • L’eventuale vendita di Bitcoin da parte di grandi detentori quotati ridurrebbe la pressione finanziaria a breve termine ma potrebbe comprimere l’offerta complessiva sul mercato, influenzando la liquidità e i prezzi nel breve periodo.
  • L’aumento del rendimento delle azioni privilegiate tradurrebbe in maggiori obblighi di cassa ricorrenti, peggiorando i parametri di rating e la percezione del rischio da parte dei creditori, con potenziali ricadute sul costo del capitale per la società.
  • Per gli investitori italiani, la vicenda sottolinea l’importanza di valutare l’esposizione a società con tesorerie in asset volatili: la stabilità dei flussi di cassa aziendali e la qualità del capitale sono fattori chiave per la gestione del rischio di portafoglio.


Author: Tony
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