Istat: pil e occupazione crescono più nel Mezzogiorno che al Centro-Nord
- 27 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’Istat rileva che nel 2025 il Prodotto interno lordo nazionale ha mostrato una dinamica moderatamente positiva e relativamente omogenea tra le diverse ripartizioni del Paese: la crescita in volume è stata dello 0,5% a livello nazionale e nelle aree del Nord-ovest, Nord-est e Centro, mentre il Mezzogiorno ha registrato un incremento leggermente superiore, pari allo 0,6%.
Distribuzione territoriale della crescita
La crescita del 2025 mostra una distribuzione non uniforme per settori ed aree: alcune regioni del Nord evidenziano performance contenute in termini di valore aggiunto industriale, mentre il Mezzogiorno registra una spinta più marcata, sebbene parta da livelli occupazionali e produttivi inferiori alla media nazionale.
I settori con le maggiori variazioni
Tra i comparti che hanno contribuito maggiormente alla crescita del valore aggiunto si segnalano le Costruzioni, con aumenti significativi nel Nord-ovest (+4,1%) e nel Centro (+4,0%), a fronte di una crescita nazionale del 2,4% nello stesso settore. Il Commercio ha registrato una dinamica positiva soprattutto nel Nord-est (+2,7%), rispetto a un aumento medio nazionale dell’1,0%.
Occupazione: il ruolo trainante del Mezzogiorno
A livello occupazionale il 2025 mostra un incremento complessivo dell’1,1% nel numero di occupati. Il Mezzogiorno è stato l’area con la crescita più marcata (+1,5%), contribuendo in misura rilevante al dato nazionale, mentre il Centro ha registrato un +1,1% e le regioni del Nord aumenti più contenuti (Nord-ovest +0,9%; Nord-est +0,8%).
È importante sottolineare che il recupero occupazionale nel Mezzogiorno avviene però partendo da una base di occupazione storicamente più bassa, per cui il gap rispetto al resto del Paese rimane significativo nonostante i tassi di crescita superiori.
Quali settori hanno creato lavoro
La crescita degli occupati è stata eterogenea per settore e area. Nel Mezzogiorno gli incrementi più consistenti sono venuti dai Servizi finanziari, immobiliari e professionali (+2,8%) e dagli Altri servizi (+2,4%). Nel Nord-ovest e nel Centro la maggior parte della dinamica occupazionale è stata trainata dalle Costruzioni, con aumenti rispettivamente del 5,3% e del 5,8%. Nel Nord-est la crescita dell’occupazione ha riguardato in misura maggiore il Commercio (+2,3%) e gli Altri servizi (+2,1%).
Focus sul Nord-ovest: costruzioni e squilibri settoriali
Nel Nord-ovest il valore aggiunto è stato sostenuto principalmente dalle Costruzioni (+4,1%), il maggior aumento rispetto alle altre ripartizioni. Il Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni è cresciuto in modo più contenuto (+0,9%), così come i Servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,4%).
Al contrario, l’Industria ha mostrato una crescita molto debole (+0,1%), mentre l’Agricoltura è diminuita (-0,8%) e gli Altri servizi hanno segnato una flessione più marcata (-1,4%). Questi segnali indicano una certa frammentazione della ripresa, con rischi legati a una dipendenza ciclica dai cantieri e una minore spinta dagli investimenti industriali.
Implicazioni per politiche e investimenti
I risultati del 2025 sollevano questioni rilevanti per le politiche pubbliche e per gli operatori economici: il recupero del Mezzogiorno richiederà interventi strutturali per consolidare l’occupazione nei servizi ad alto valore aggiunto e per attirare investimenti produttivi. Allo stesso tempo, l’accento sulla ripresa delle Costruzioni in alcune aree deve essere valutato alla luce della sostenibilità degli investimenti e del rischio di oscillazioni cicliche.
La capacità di convertire i miglioramenti occupazionali in crescita duratura dipenderà anche dall’efficacia delle politiche di coesione a livello nazionale e dall’utilizzo efficiente dei finanziamenti europei e nazionali per infrastrutture, formazione e innovazione.
In sintesi
- La sovraperformance occupazionale del Mezzogiorno può migliorare il mercato del lavoro nazionale, ma necessita di politiche mirate per evitare che il recupero rimanga transitorio.
- Il traino delle Costruzioni in alcune aree indica opportunità per imprese e fornitori locali, ma espone anche a rischi ciclici che richiedono diversificazione degli investimenti.
- Per gli investitori, aree con crescita nei Servizi finanziari, immobiliari e professionali offrono potenziali rendimenti legati a servizi ad alto valore aggiunto, se accompagnate da adeguati piani di formazione e infrastrutture digitali.
- Una strategia coordinata su fondi europei, incentivi nazionali e politiche attive del lavoro è essenziale per trasformare la crescita territoriale osservata in un processo di convergenza economica sostenibile.