Mattarella firma il decreto infrastrutture: slitta al 1° ottobre la tassa sui pacchi

Sergio Mattarella ha firmato il decreto relativo alle Infrastrutture e al Pnrr, approvato lo scorso lunedì in Consiglio dei Ministri. Dopo la promulgazione il testo è diretto alla Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore e contiene una serie di interventi che vanno dalla sospensione temporanea di imposte sui piccoli pacchi alle misure per i lavoratori esposti a ondate di calore, fino ad aggiornamenti su diverse opere infrastrutturali.

Intervento sui mini-pacchi

Il provvedimento sospende temporaneamente la cosiddetta mini-tassa sui pacchetti di piccolo valore, prevista originariamente dalla manovra per il 2026, per evitare una sovrapposizione con il nuovo dazio comunitario in arrivo il 1° luglio. L’aliquota comunitaria annunciata è pari a 3 euro per spedizione; la misura italiana, che valeva 2 euro, è ora congelata fino al 1° ottobre.

La sospensione è stata decisa in attesa dell’entrata in vigore della handling fee, la tassa di gestione doganale su cui la Unione Europea ha trovato un accordo: tale prelievo dovrà essere applicato da tutti i Paesi membri entro novembre. La mini-tassa aveva una stima di gettito pari a circa 122,5 milioni per il 2026 e 245 milioni a regime, secondo le ipotesi iniziali e il successivo rinvio fissato dal DL 38/2026.

Negli ultimi giorni era cresciuta la pressione delle associazioni di categoria per lo slittamento, segnalando che l’annunciata imposta aveva già determinato uno spostamento delle operazioni doganali verso Paesi senza un’imposta equivalente, in particolare Belgio, Paesi Bassi e Ungheria, con successivo trasferimento via terra delle merci in Italia. Il fenomeno si era tradotto, nei primi due mesi dell’anno prima del primo rinvio, in una contrazione del traffico stimata intorno al 50%.

La decisione di sospendere la tassa intende contenere ulteriori perdite di volumi e le ricadute sull’intera filiera logistica e occupazionale del settore, almeno fino all’attuazione coordinata a livello europeo della handling fee. Sul piano istituzionale, la misura segnala la volontà del Governo di evitare distorsioni competitive fra Stati membri in una fase di transizione normativa.

Cig semplificata per le ondate di calore

Il decreto introduce, per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, un regime semplificato di Cig per i lavoratori del settore edile e agricolo esposti a emergenze da calore estremo. Le imprese potranno accedere alla cassa integrazione per eventi oggettivamente non evitabili legati alle ondate di calore, con possibilità di ridurre l’orario di lavoro fino alla metà senza osservare i requisiti ordinari e con esonero dal contributo addizionale.

La misura nasce per tutelare la salute dei lavoratori in presenza di condizioni climatiche che possono rendere pericoloso o inefficiente il lavoro all’aperto, ma implica anche valutazioni sui costi per la finanza pubblica e sugli effetti organizzativi per le imprese. Per le imprese significa poter modulare l’operatività senza ricorrere a pratiche informali, mentre per il sistema di welfare si profila un aumento temporaneo della spesa qualora i ricorsi alla Cig si intensifichino durante i picchi di calore.

Dal punto di vista produttivo, la norma può incidere sui tempi di realizzazione dei cantieri e sulle pianificazioni stagionali dell’agricoltura, spingendo le aziende a investire in misure di adattamento (es. turnazioni, protezioni, attrezzature) per ridurre la necessità di ricorrere alla cassa integrazione.

Misure infrastrutturali e disposizioni tecniche

Il decreto aggiorna anche scadenze e stanziamenti per alcune opere strategiche: proroga al 3 agosto 2028 i termini per i decreti di esproprio relativi al collegamento intermodale Roma-Latina e alla strada autostradale Cisterna-Valmontone. Inoltre vengono stanziati 50,2 milioni per le opere compensative legate alla tratta Torino-Lione.

È affidato a Sogin il compito di gestire il decommissioning del reattore navale Rts-1 G. Galilei della Marina militare, una scelta che concentra competenze tecniche su un soggetto pubblico specializzato nella disattivazione e nel trattamento dei materiali radioattivi.

Questi interventi evidenziano la complessità di portare avanti grandi opere in Italia, dove ritardi e aggiornamenti normativi sono frequenti e possono generare incertezza per gli investitori e per le imprese coinvolte nelle commesse. Allo stesso tempo, il rafforzamento delle competenze pubbliche per attività tecniche complesse come il decommissioning può favorire maggiore coordinamento e controlli sui costi e sulla sicurezza.

Nel complesso, il decreto rappresenta un mix di misure con impatti fiscali, operativi e occupazionali: dal tentativo di evitare distorsioni competitive nel settore dell’e-commerce alla gestione emergenziale del lavoro estivo, fino al rinnovo di scadenze e risorse per infrastrutture di rilievo nazionale.

In sintesi

  • La sospensione temporanea della mini-tassa limita il rischio di esodo delle pratiche doganali verso Paesi vicini, ma rinvia entrate che erano previste per il bilancio pubblico; ciò potrebbe spostare la pressione fiscale su altre voci o richiedere misure compensative.
  • Per gli operatori logistici e gli investitori nel settore e-commerce, il decreto riduce temporaneamente l’incertezza competitiva interna, ma rende cruciale monitorare l’implementazione della handling fee europea per pianificare investimenti in magazzini e servizi doganali.
  • La cassa integrazione semplificata per il calore segnala come i rischi climatici stiano diventando fattore sistemico per la produttività: aziende e fondi che investono in edilizia e agritech dovranno valutare le necessità di adattamento e i costi legati alla resilienza dei processi produttivi.
  • I rinvii e i fondi per le infrastrutture mantengono vive opportunità di appalto per imprese specializzate, ma la durata prolungata delle procedure può aumentare il premio per il rischio richiesto dagli operatori privati e influire sui rendimenti attesi degli investimenti.


Author: Tony
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