Caldo, Simeu: boom di accessi ai pronto soccorso delle grandi città (+10-15%), ma nessun allarme
- 26 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Alessandro Riccardi ha dichiarato:
“Possiamo stimare l’incremento degli accessi in un 10-15% nei dipartimenti emergenza-urgenza delle grandi città.”
L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia e parte dell’Europa comincia a farsi sentire nei reparti ospedalieri, in particolare nei servizi di assistenza immediata. Secondo il presidente della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), l’aumento degli accessi è per il momento contenuto ma riguarda soprattutto categorie fragili.
Fasce più vulnerabili
Alessandro Riccardi ha spiegato:
“Vediamo molti anziani, in particolare chi convive con più patologie croniche: è la fascia più esposta quando le temperature salgono.”
Gli operatori segnalano soprattutto un aumento di persone anziane con comorbilità che necessitano di interventi velocI. Parallelamente si registrano anche richieste d’aiuto da parte di individui con difficoltà psichiatriche: spesso il pronto soccorso si trasforma in luogo di riferimento quando manca una rete territoriale adeguata di supporto.
Il ricorso al pronto soccorso per problemi connessi al caldo evidenzia lacune nei servizi territoriali, in particolare per la salute mentale e per la presa in carico di pazienti con fragilità sociali. Questo fenomeno solleva questioni organizzative e di governance sanitaria a livello regionale e comunale.
Intervento del Ministero della Salute
Ministero della Salute ha annunciato:
“Si raccomanda ai pronto soccorso di attivare un triage dedicato per garantire un trattamento tempestivo per malori da afa, disidratazione e colpi di calore, evitando ricoveri inappropriati, al fine di tutelare le fasce vulnerabili (anziani, bambini, pazienti cronici e con fragilità sociali).”
Con una circolare diffusa a fine giugno il Ministero della Salute ha inoltre annunciato la sperimentazione, prevista per il 2026, di un sistema di sorveglianza pilota sugli accessi ai servizi territoriali di salute mentale in strutture sentinella. L’obiettivo è migliorare conoscenze e strategie preventive rivolte a sottogruppi a maggior rischio.
Queste misure indicano un approccio che tenta di bilanciare risposta immediata e raccolta dati per interventi più mirati in futuro: dalla pianificazione di percorsi dedicati in ospedale all’analisi epidemiologica che potrà informare finanziamenti e politiche locali per la salute pubblica.
Le grandi città e l’impatto urbano
Alessandro Riccardi ha sottolineato:
“Gli ospedali attivano i codici calore, un percorso assistenziale preferenziale e differenziato per chi manifesta segni e sintomi legati alle alte temperature, di gravità variabile.”
I codici calore rappresentano uno strumento utile per la gestione clinica immediata, ma non risolvono le criticità strutturali: cambiare l’assetto organizzativo di un pronto soccorso richiede risorse, personale dedicato e interventi sulla rete territoriale.
Alessandro Riccardi ha aggiunto:
“I picchi di accessi dovuti al caldo attualmente colpiscono soprattutto gli ospedali delle grandi città, dove l’afa è più intensa per fattori ambientali e urbanistici.”
L’effetto isola di calore urbano, la densità abitativa e la presenza di popolazioni anziane in contesti metropolitani amplificano la pressione sui servizi sanitari. Questo richiede piani comunali di adattamento climatico, investimenti in spazi verdi, sistemi di raffrescamento pubblici e una maggiore integrazione tra ospedali e servizi territoriali.
Dal punto di vista operativo, la combinazione di eventi climatici estremi e gap nei servizi di salute mentale impone una riflessione su priorità di spesa sanitaria: potenziare la sorveglianza, rafforzare gli interventi domiciliari e incrementare le risorse per il personale di emergenza possono ridurre i ricoveri impropri e migliorare l’efficienza del sistema.
Considerazioni economiche e organizzative
L’aumento episodico degli accessi per ondate di calore comporta impatti di breve e medio termine sui bilanci ospedalieri e municipali: maggiori costi per turni straordinari, consumi energetici più elevati per condizionamento e necessità di investimenti in infrastrutture resilienti. Inoltre, la crescente domanda di servizi di salute mentale può richiedere la riallocazione di risorse o l’attivazione di nuovi bandi e convenzioni.
Per il settore privato e gli investitori, il clima più caldo può generare opportunità nei comparti dell’HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento), nelle tecnologie per il monitoraggio sanitario a distanza e in soluzioni per l’efficienza energetica negli edifici pubblici e ospedalieri. Per le amministrazioni locali è prioritario valutare piani di spesa che combinino prevenzione, infrastrutture e reti di assistenza territoriale.
In sintesi
- L’aumento degli accessi ai servizi di emergenza per il caldo sottolinea la necessità di investimenti in infrastrutture ospedaliere resilienti e in tecnologie per la gestione energetica, con potenziali opportunità per i fornitori di HVAC e soluzioni di efficienza energetica.
- La lacuna nei servizi territoriali di salute mentale evidenzia un rischio sistemico che può tradursi in maggiori costi a carico dei pronto soccorso; finanziare reti di assistenza domiciliare potrebbe ridurre ricoveri impropri e migliorare i ritorni economici a medio termine.
- I piani comunali di adattamento alle ondate di calore diventano strumenti chiave per mitigare la domanda ospedaliera: investimenti in spazi verdi, sistemi di raffrescamento urbano e politiche di welfare locale hanno implicazioni dirette sui bilanci e sulle priorità d’investimento pubbliche.