Bitcoin e ether guidano perdite per liquidazioni pari a 1 miliardo di dollari mentre il trading sull’ia prosegue
- 25 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è sceso nella notte fino a quota 59.175 dollari, il livello più basso da inizio giugno, per poi recuperare intorno a 61.500 dollari nella mattinata di giovedì. La flessione ha provocato liquidazioni per quasi un miliardo di dollari su contratti futures collegati a criptovalute principali come Bitcoin, Ether e Solana, oltre a posizioni legate a versioni tokenizzate di azioni quali Micron Technology e SanDisk.
Il calo ha determinato circa 430 milioni di dollari di liquidazioni di posizioni long su contratti futures indicizzati a Bitcoin, cioè scommesse al rialzo chiuse automaticamente mentre il prezzo scendeva. Non si è trattato di un singolo fattore scatenante, ma di un insieme di pressioni che hanno guidato il mercato durante la settimana.
Dinamica del calo
Da lunedì, Bitcoin ha perso circa il 10% rispetto al picco vicino a 65.500 dollari, trascinato da elementi ricorrenti: una politica monetaria più aggressiva da parte della Federal Reserve, sei settimane consecutive di deflussi dagli ETF, la scarsa liquidità tipica dei mesi estivi e la scadenza trimestrale delle opzioni del 30 giugno, che molti operatori indicano come fonte di volatilità aggiuntiva.
Alcuni market maker avevano segnalato un livello di supporto critico attorno ai 59.000 dollari come possibile minimo in caso di mercato ribassista; quel livello ha retto nella fase di discesa più acuta, limitando un arretramento più profondo.
Fattori esterni che hanno influenzato il mercato
Il recupero di parte della giornata è stato guidato da eventi esterni all’universo crypto: i conti trimestrali di Micron Technology hanno superato nettamente le attese, spingendo in alto il titolo e rilanciando l’intero comparto dei chip di memoria. Parallelamente, l’annuncio di piani per una quotazione statunitense di SK Hynix, con una raccolta attesa intorno ai 29 miliardi di dollari, ha rafforzato l’ottimismo sul settore.
Nei mercati asiatici Samsung e Kioxia hanno registrato rialzi, mentre l’attenzione si è concentrata sulla domanda di memoria per applicazioni di IA. Questo trade legato ai chip per l’IA, che aveva innescato una correzione del 10% sul KOSPI appena alcuni giorni prima per timori di rallentamento della spesa, è tornato ad agire come elemento stabilizzante per le attività rischiose, criptovalute comprese.
Rischi tecnici e prossime scadenze
Sul piano tecnico, il supporto a 59.000 dollari ha resistito, ma rimangono cluster significativi di posizioni long a leva appena sotto i 58.000 dollari: la loro liquidazione potrebbe accelerare ulteriormente il ribasso. Tra i prossimi dati macro attesi, il rilascio dell’Indice PCE — la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve — rappresenta la variabile chiave che potrebbe orientare nuovamente il mercato in una direzione o nell’altra.
Per gli investitori e i gestori di rischio, la combinazione di scadenze trimestrali di derivati, deflussi dagli ETF e la sensibilità ai dati di inflazione richiede una gestione attiva delle esposizioni, con attenzione particolare alla liquidità sul breve termine.
Implicazioni per il mercato e per gli investitori
Il movimento illustra come, in assenza di un catalizzatore singolo, i prezzi delle criptovalute rispondano sia a segnali macroeconomici sia a sviluppi settoriali apparentemente distanti, come i risultati societari del comparto semiconduttori. Questo interscambio sottolinea la crescente correlazione tra mercati tradizionali e attività digitali, soprattutto quando l’interesse per le tecnologie legate all’IA influenza flussi finanziari e percezione del rischio.
In termini pratici, gli investitori dovrebbero valutare la struttura delle proprie posizioni a leva e considerare scenari di stress legati a scadenze periodiche e rilasci macro: la volatilità potrebbe rimanere elevata fino a quando i principali indicatori economici non forniscano indicazioni più chiare sulla traiettoria dei tassi e della domanda tecnologica.
In sintesi
- La recente discesa di Bitcoin mostra come le criptovalute siano sempre più sensibili a fattori macro e a eventi settoriali, suggerendo che la correlazione con i mercati azionari potrebbe consolidarsi ulteriormente.
- Il riposizionamento degli investitori attorno a scadenze trimestrali e dati sull’inflazione rende cruciale la gestione della liquidità per chi detiene posizioni a leva; strategie di hedging possono ridurre il rischio di liquidazioni forzate.
- Il rafforzamento della domanda per chip di memoria legati all’IA potrebbe sostenere flussi sui mercati rischiosi, ma l’impatto reale dipenderà dalla persistenza degli investimenti in infrastrutture per l’IA e dalla traiettoria dei tassi reali.
- Per gli investitori italiani, monitorare i segnali della Federal Reserve e dei principali indicatori sul fronte inflazione è essenziale per calibrare l’esposizione alle criptovalute nel contesto di portafogli diversificati.