Capitali gastronomiche d’Europa: l’Italia conquista il podio
- 24 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È un podio tutto italiano quello della classifica delle capitali culinarie d’Europa 2026 stilata da Holidu: sul primo gradino sale Roma, seguita da Venezia e Napoli, in una graduatoria che ha valutato cento città europee sulla base di più criteri legati all’offerta gastronomica.
Cinque fattori di gusto
Lo studio di Holidu ha combinato indicatori quantitativi e qualitativi per misurare l’attrattività enogastronomica: il numero di piatti celebri a livello locale e nazionale, l’offerta di food tour e di corsi di cucina segnalati su TripAdvisor, la presenza di ristoranti Michelin nella categoria Eat like a local e altre metriche correlate all’accessibilità e alla varietà dell’offerta culinaria. L’approccio mira a fotografare sia l’esperienza da turista sia la profondità della tradizione gastronomica urbana.
Dal confronto emerge un predominio della Italia nella classifica complessiva: tra le prime venti città compaiono infatti nove centri italiani, a testimonianza della ricchezza territoriale della cucina nazionale e della capacità delle città di valorizzarla anche come prodotto turistico.
I primati
Alcune città eccellono in specifiche categorie. Firenze è la capitale europea dei food tour, con 129 proposte disponibili: un numero che la pone nettamente avanti rispetto a Barcellona e Londra. Venezia primeggia invece nella voce relativa ai ristoranti Eat like a local, offrendo 18 locali che permettono di vivere la cucina tipica come farebbe la popolazione locale, il doppio rispetto a Roma.
Istanbul supera Parigi
La prima città non italiana della classifica è Istanbul, che raggiunge il punteggio più alto per il numero di piatti nazionalmente riconosciuti: lo studio ne censisce circa 70, tra cui kunefe, lahmacun, döner e shish kebab. Con 64 food tour e 10 ristoranti nella categoria Eat like a local, Istanbul sopravanza Parigi sia per varietà di esperienze sia per riconoscimento dei piatti tradizionali.
Questi risultati delineano tendenze importanti: la centralità dell’offerta esperienziale (tour, corsi, street food) nella scelta dei viaggiatori e il ruolo dei riconoscimenti gastronomici nel determinare flussi turistici verso destinazioni urbane consolidate o emergenti.
Per le città italiane la classifica rappresenta un’opportunità per consolidare il valore economico del settore ospitalità e della filiera agroalimentare locale. La sinergia tra ristorazione, piccole imprese alimentari e servizi turistici può tradursi in ricadute occupazionali e in nuove forme di offerta, dall’ospitalità diffusa al turismo enogastronomico stagionale.
Dal lato degli investimenti, l’accento sulla qualità e sull’autenticità suggerisce potenziali ritorni per chi opera nel segmento premium dell’ospitalità, nelle esperienze guidate e nella distribuzione di prodotti tipici, mentre le amministrazioni locali possono usare questi dati per pianificare politiche di valorizzazione territoriale mirate.
In sintesi
- L’elevata posizione delle città italiane rafforza la rilevanza del turismo gastronomico come volano per l’economia locale e per gli investimenti nel settore ricettivo e delle esperienze; gli operatori immobiliari e degli affitti brevi potrebbero vedere una domanda più solida e stagionalmente estesa.
- La presenza di ristoranti riconosciuti e di un’offerta diffusa di food tour favorisce la creazione di filiere locali a valore aggiunto: opportunità per produttori agroalimentari, artigiani e piccole imprese di scala regionale.
- Per gli investitori istituzionali e privati, la premiumizzazione dell’offerta gastronomica indica margini per sviluppare prodotti turistici integrati (ospitalità, esperienze, merchandising), con potenziali rendimenti superiori nelle città che puntano su qualità e autenticità.
- Dal punto di vista delle politiche pubbliche, puntare su formazione, infrastrutture e promozione internazionale può amplificare i benefici economici e mitigare gli effetti negativi della stagionalità sul mercato del lavoro locale.