BNY: la fomo spinge i gestori verso fondi tokenizzati
- 23 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Slavin ha osservato che molte società sembrano restie ad aspettare il completamento delle norme e delle infrastrutture prima di lanciare prodotti basati su token.
Slavin ha dichiarato:
“Nonostante le normative e le infrastrutture non siano ancora pienamente operative, vogliono comunque immettere prodotti sul mercato.”
Wall Street ritiene che le reti basate su blockchain possano trasformarsi gradualmente in un nuovo canale di distribuzione per strumenti finanziari tradizionali. I fondi tokenizzati permetterebbero agli investitori di detenere e trasferire quote in qualsiasi momento della giornata, accorciando i tempi di regolamento e ampliando l’accesso a risparmiatori e operatori globali.
Tuttavia, secondo Slavin, è emersa una preoccupazione rilevante per gli emittenti: versioni tokenizzate di ETF di grande notorietà sono già negoziate su piattaforme al di fuori dei mercati regolamentati, spesso senza il coinvolgimento diretto dei promotori dei fondi.
Slavin ha dichiarato:
“Esistono ETF, centinaia di essi, che vengono negoziati in mercati non regolamentati in tutto il mondo.”
La possibilità che chiunque possa creare una rappresentazione tokenizzata di un fondo quotato espone gli emittenti al rischio che prodotti riconducibili al loro nome circolino al di fuori del loro controllo, generando potenziali problemi di trasparenza e reputazione.
Slavin ha dichiarato:
“È opaco. Di fatto crea un rischio reputazionale, anche se non è affatto affiliato con il gestore del fondo.”
Contesto regolamentare e tecnologico
Questo tema sta diventando centrale tra i clienti del comparto asset management di BNY Mellon e di altri custodi istituzionali, che stanno rivalutando le proprie strategie di tokenizzazione. La situazione ricorda le fasi iniziali del bitcoin e del mercato crypto, con una tecnologia che evolve più rapidamente delle regole che la governano.
A livello europeo e nazionale, la definizione di quadri normativi chiari — che coinvolgano enti come Consob, la Banca d’Italia e le autorità dell’Unione Europea — sarà cruciale per stabilire standard su custodia, requisiti di capitale, procedure AML/KYC e tutela degli investitori. Regolamenti come MiCA rappresentano un tentativo di armonizzare le regole, ma le necessità operative dei mercati dei fondi richiedono ulteriori adattamenti.
Per gli operatori italiani, la tokenizzazione offre vantaggi potenziali — maggiore liquidità, frazionamento delle quote, riduzione dei costi di regolamento — ma contemporaneamente impone sfide legali e operative: inquadramento giuridico del token, interoperabilità tra piattaforme, e controllo reputazionale.
Per mitigare i rischi, i gestori e i depositari dovrebbero avviare sperimentazioni controllate, rafforzare accordi con piattaforme regolamentate e collaborare con le autorità per definire standard di governance e trasparenza. Una strategia proattiva può trasformare l’innovazione in un’opportunità competitiva piuttosto che in una fonte di rischio.
In sintesi
- La diffusione dei fondi tokenizzati potrebbe ridurre i tempi di regolamento e ampliare l’accesso internazionale, ma richiede infrastrutture e regole chiare per evitare frammentazione e rischi reputazionali.
- Gli emittenti e i gestori devono bilanciare l’impulso commerciale a lanciare prodotti innovativi con la necessità di controlli operativi e legali, in particolare per la custodia e la compliance.
- Per il mercato italiano, una regolamentazione coordinata e progetti pilota controllati rappresentano un’opportunità per posizionare il sistema finanziario nazionale come hub affidabile per soluzioni tokenizzate.