Il gestore tradfi Baillie Gifford lancia un fondo tokenizzato su Solana e Ethereum con BNY
- 22 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Baillie Gifford, la società di investimento fondata oltre un secolo fa e con sede a Edimburgo, ha lanciato un fondo di reddito fisso tokenizzato in collaborazione con il custode globale BNY.
Dettagli del fondo
Baillie Gifford Enhanced Yield Fund (BAGEY) è denominato in dollari e offre agli investitori aventi diritto l’accesso a un portafoglio attivamente gestito di obbligazioni societarie pubbliche a breve durata, veicolato sulle blockchain pubbliche Ethereum e Solana.
Il veicolo è strutturato come Open-Ended Investment Company (OEIC), un formato regolamentato nel Regno Unito che consente di concentrare i capitali di più sottoscrittori in attività come azioni o obbligazioni pur mantenendo la responsabilità limitata tipica di una società.
Al momento del lancio, il fondo offre un rendimento attorno al 7% e sarà accessibile, nel rispetto delle normative e delle limitazioni di distribuzione, a investitori idonei nel Regno Unito, in Svizzera e nelle Isole Cayman.
Tokenizzazione e visione strategica
Theo Golden, responsabile degli asset digitali e della tokenizzazione presso Baillie Gifford, ha spiegato:
“La tokenizzazione degli asset reali (RWA) ha permeato il mondo della finanza tradizionale, ma limitarsi a sovrapporre uno strato digitale all’infrastruttura esistente non trasforma di per sé il sistema finanziario.”
Con questa osservazione, la società sottolinea che l’adozione di tecnologie distribuite deve essere accompagnata da innovazioni operative e regolamentari per generare benefici reali, come maggiore efficienza nei processi di regolamento, frazionamento della proprietà e potenziale ampliamento della base di investitori.
Vantaggi potenziali e criticità
La tokenizzazione può offrire vantaggi pratici: liquidità aggiuntiva per strumenti tradizionali, trasferimenti più rapidi e capacità di frazionare attivi di valore elevato. Tuttavia permangono questioni rilevanti, tra cui la governance dei contratti intelligenti, la sicurezza informatica, l’interoperabilità tra reti e la necessità di infrastrutture di custodia adeguate.
La partecipazione di un attore di custodia istituzionale come BNY indica la volontà di tradurre le sperimentazioni in soluzioni compatibili con i flussi operativi e regolamentari degli investitori istituzionali. Rimane cruciale la gestione del rischio di credito delle obbligazioni sottostanti e la liquidità secondaria degli strumenti tokenizzati.
Implicazioni per gli investitori europei
Per gli investitori europei, e in particolare per quelli italiani, l’operazione rappresenta un esempio di come il settore finanziario tradizionale stia sperimentando modalità ibride per distribuire prodotti obbligazionari. Tuttavia, la possibilità di accesso dipenderà dalle regole di distribuzione transfrontaliere e dall’allineamento con norme come MiCA nell’Unione Europea.
Dal punto di vista del portafoglio, un fondo a breve durata che offra un rendimento vicino al 7% può essere interessante in un contesto di tassi elevati, ma gli investitori devono valutare attentamente l’esposizione al rischio di credito, la qualità degli emittenti e le eventuali limitazioni di rimborso o trasferimento legate alla tokenizzazione.
Prospettive di mercato
L’iniziativa può accelerare la convergenza tra mercati tradizionali e infrastrutture basate su blockchain, creando casi d’uso ripetibili per altri gestori patrimoniali. Tuttavia, la diffusione su vasta scala richiederà coordinamento regolamentare, standard tecnici condivisi e sviluppo di mercati secondari funzionanti.
Per il sistema finanziario italiano, l’emergere di fondi tokenizzati gestiti da operatori consolidati all’estero rappresenta sia un’opportunità per diversificare l’offerta sia una sfida per le autorità e gli intermediari che dovranno aggiornare prassi e infrastrutture per gestire nuovi strumenti finanziari.
In sintesi
- La tokenizzazione supportata da custodi istituzionali può aumentare la fiducia degli investitori, ma richiede evoluzioni normative per diventare una soluzione scalabile nei mercati europei.
- Un fondo breve con rendimento attorno al 7% attrae chi cerca reddito in un contesto di tassi più elevati, ma gli investitori devono ponderare rischi di credito e liquidità specifici degli asset tokenizzati.
- L’introduzione di strumenti simili potrebbe spingere i gestori di asset italiani a esplorare modelli ibridi, con possibili benefici per l’efficienza di mercato se accompagnata da standard tecnici e trasparenza.