Crollo record: gli etf su Bitcoin perdono 6,4 miliardi di dollari in 30 giorni

Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato il più consistente deflusso netto su 30 giorni dalla loro quotazione a gennaio 2024, in un contesto di mercato ribassista per le criptovalute.

Dati sui flussi e rendimento cumulato

I dati di Galaxy Research indicano deflussi netti per 6,35 miliardi di dollari nell’arco degli ultimi 30 giorni di contrattazione. Gli ETF su Bitcoin hanno segnato la sesta settimana consecutiva di deflussi, portando il flusso netto cumulato a 53,4 miliardi di dollari, in calo rispetto al picco di 63 miliardi registrato a ottobre 2025.

Galaxy Research ha dichiarato:

“I deflussi giornalieri continuano ad approfondirsi giorno dopo giorno.”

Reazioni del settore e spiegazioni possibili

La dinamica dei flussi è spesso interpretata come un segnale di raffreddamento dell’interesse istituzionale verso Bitcoin, ma i gestori sottolineano che giornate con deflussi possono avere molteplici cause operative o di posizionamento.

Jay Jacobs ha dichiarato:

“Ritengo che il mercato talvolta fraintenda: se vediamo una giornata di deflussi, potrebbero esserci milioni di motivi. Può darsi che qualcuno venda IBIT e acquisti BITA.”

La citazione si riferisce al lancio recente del BITA (iShares Bitcoin Premium Income ETF), che può avere generato movimenti tattici tra prodotti con caratteristiche differenti.

Al momento della stesura, Bitcoin viene scambiato intorno a 64.167 dollari, con una perdita del 17,4% nell’ultimo mese. L’asset è stato influenzato da fattori macroeconomici, come il rialzo dell’inflazione negli Stati Uniti, e da rischi geopolitici, inclusi i contrasti in corso tra Stati Uniti e Iran.

Jay Jacobs ha aggiunto:

“Ogni classe di attività manifesta volatilità… noi abbiamo oltre 450 ETF all’interno di iShares. Vediamo afflussi e deflussi ogni giorno su una vasta gamma di asset, dalle large cap alle small cap, da Bitcoin all’oro. Nel breve termine, ciò non cambia il modo in cui valutiamo l’asset o la sua utilità.”

Significato per investitori e mercati

Gli ETF spot su Bitcoin hanno facilitato l’accesso istituzionale alla criptovaluta, ma la loro struttura implica che entrate e uscite possono riflettere sia decisioni di allocazione strategica sia interventi tecnici di arbitraggio tra prodotti. Per gli investitori professionali, i deflussi non sono necessariamente un rifiuto dell’asset, ma possono derivare da rotazioni di portafoglio, esigenze di liquidità o dal lancio di nuovi strumenti con caratteristiche di rendimento diverse.

Per il risparmiatore e per gli operatori del mercato italiano, è utile considerare che la volatilità di breve periodo non cancella le questioni normative, fiscali e di custodia che continuano a influenzare l’adozione delle criptovalute in Europa. Inoltre, la correlazione tra Bitcoin e altri asset rischia di aumentare in fasi di stress macro, condizionando l’efficacia della diversificazione.

Strategie e considerazioni operative

Gli operatori devono valutare: costi di transazione e tracking degli ETF, rischio di liquidità in fasi di deflusso, e la differenza fra prodotti che offrono esposizione pura a Bitcoin e quelli che incorporano strategie di reddito o opzioni. Una gestione attenta del rischio e un orizzonte di investimento coerente con la tolleranza alla volatilità restano elementi essenziali.

In sintesi

  • La recente ondata di deflussi evidenzia come i movimenti nei ETF possano essere guidati più da ragioni tattiche e operative che da un cambio strutturale nel giudizio istituzionale su Bitcoin.
  • Per gli investitori italiani, la volatilità accresce la necessità di considerare costi, tasse e meccanismi di custodia quando si integra Bitcoin in un portafoglio diversificato.
  • I lanci di nuovi prodotti, come il BITA, possono spostare flussi tra strumenti concorrenti: occorre monitorare la profondità di mercato e l’impatto sui prezzi nel breve termine.
  • In un contesto macro incerto, la correlazione degli asset può aumentare; gli investimenti in criptovalute richiedono dunque una pianificazione che tenga conto della tolleranza al rischio e dell’orizzonte temporale.


Author: Tony
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