Venezia valuta un ticket d’ingresso da 50 euro: la proposta del sindaco divide la città
- 20 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La proposta del sindaco di Venezia, Simone Venturini, di aumentare il contributo d’accesso alla città fino a 50 euro ha riaperto il dibattito sul modello turistico e sulle modalità di gestione dei flussi nella laguna.
La proposta e le modalità previste
Secondo l’ipotesi su cui il Comune sta lavorando, il contributo per entrare a Venezia — attualmente variabile tra i 5 e i 10 euro e applicato in un arco di tempo limitato da aprile a fine luglio — potrebbe diventare dinamico e raggiungere tariffe comprese tra 30 e 50 euro in determinate date e in base alla pressione delle prenotazioni. L’esenzione resterebbe per i residenti e i lavoratori, mentre i visitatori che pernottano nella laguna sarebbero esclusi dal pagamento.
Incassi e prima fase di sperimentazione
Nel primo ciclo di sperimentazione, avviato nel 2023, gli introiti erano stati dell’ordine di qualche milione di euro per le giornate in cui il ticket è stato applicato: si sono registrati centinaia di migliaia di accessi a pagamento durante i mesi scelti. Nel 2024, anno di prima verifica con un numero inferiore di giornate attive, il numero dei paganti è risultato più basso rispetto all’esperienza iniziale.
Perplessità legali e critiche politiche
Il progetto ha incontrato critiche soprattutto dall’opposizione, che mette in dubbio l’efficacia dell’attuale strumento nel governo dei flussi e nella gestione economica della città. Nicola Pellicani, consigliere comunale ed ex deputato del PD, ha dichiarato:
“Il ticket finora non ha risolto nulla: non funziona per la gestione dei flussi, non migliora la qualità della vita e non è nemmeno servito a far cassa, perché i costi di gestione sono pari all’incasso.”
Pellicani ricorda inoltre che il contributo era stato fissato nel 2021 ponendolo al livello massimo della tassa di soggiorno (10 euro) e sottolinea che per fissare tariffe ben superiori, come 50 euro, sarebbe necessaria una modifica normativa a livello nazionale.
La posizione di Avs e i timori sul modello di sviluppo
La capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, interpreta la proposta come parte di una visione che tende a privilegiare un turismo selezionato e ad aprire spazi a interessi commerciali esterni alla comunità locale. Luana Zanella ha dichiarato:
“Si prospetta un’idea di Venezia come luogo di affari, dove attrarre un turismo più facoltoso e consegnare spazi ai grandi marchi, trascurando chi vive e mantiene viva la città.”
Il punto di vista degli albergatori
Contrario al giudizio negativo delle opposizioni, il settore alberghiero veneziano guarda con favore a un contributo d’accesso modulabile. Il direttore della Associazione veneziana albergatori, Daniele Minotto, ha dichiarato:
“Una tariffa variabile, con un tetto che possa arrivare a 30 o 50 euro, può spingere i visitatori a riflettere sul periodo della visita e a privilegiare mesi meno affollati. È inoltre giusto che chi utilizza la città contribuisca alla manutenzione, alla pulizia e al mantenimento di servizi adeguati.”
Implicazioni operative ed economiche
L’introduzione di una tariffa elevata e modulare pone diverse questioni pratiche: controllo degli accessi, integrazione con le piattaforme di prenotazione, sconti ed esenzioni per categorie specifiche, e la gestione delle contestazioni. Sul piano economico, un ticket più elevato può alterare i comportamenti dei turisti, ridistribuendo la domanda verso periodi meno centrati o favorendo soggiorni più lunghi rispetto alle visite di un giorno.
Per il bilancio comunale, una tariffa dinamica potrebbe aumentare le entrate, ma va considerato l’impatto sui costi di enforcement e sulle ricadute per il tessuto commerciale locale: ristoranti, trasporti e servizi potrebbero risentirne in modo differenziato a seconda delle fasce stagionali interessate dalla misura.
Inoltre, la misura apre un dibattito più ampio sul modello turistico di Venezia: priorità tra tutela della residenza, contenimento dei flussi giornalieri e sviluppo di un’offerta turistica sostenibile e di qualità.
Prossimi passi e quadro normativo
Prima di una possibile adozione, la proposta dovrà essere tradotta in atto amministrativo e valutata alla luce della normativa nazionale sul turismo e sulla tassa di soggiorno. È probabile che si renda necessario un confronto con il Parlamento o con gli enti sovracomunali per definire limiti, esenzioni e strumenti di controllo efficaci.
In sintesi
- Un ticket d’accesso più alto potrebbe ridimensionare i flussi giornalieri, ma richiede un’analisi costi-benefici rispetto alle spese di controllo e alla possibile perdita di domanda nel segmento day-trip.
- Per gli investitori nel settore alberghiero e dei servizi, la misura può favorire soggiorni più lunghi e una clientela con capacità di spesa maggiore, modificando i rendimenti medi delle strutture ricettive.
- Dal punto di vista fiscale e normativo, l’aumento oltre l’attuale soglia richiederà chiarimenti giuridici: senza interventi a livello nazionale la manovra rischia di incontrare ostacoli procedurali.