Prestiti in rialzo del 3% a maggio, depositi ai livelli record: salgono di 1.890 miliardi
- 20 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Continua senza interruzioni l’espansione dei prestiti a favore di famiglie e imprese: a maggio 2026 l’ammontare complessivo è salito del 3% su base annua, in lieve accelerazione rispetto al +2,9% registrato il mese precedente, proseguendo una traiettoria di crescita iniziata a marzo 2025.
Per le famiglie si tratta del diciassettesimo mese consecutivo di aumento dei prestiti, mentre per le imprese è l’undicesimo mese positivo. I dati riferiti ad aprile 2026 evidenziavano una crescita dei prestiti alle famiglie del 2,6% e ai comparti imprenditoriali del 3,1% rispetto a un anno prima.
Queste dinamiche emergono dal bollettino mensile pubblicato dall’ABI, che aggiorna periodicamente l’andamento del credito e della raccolta bancaria in Italia.
Tassi e nuove operazioni
Nel mese di maggio il tasso medio complessivo sui prestiti si è attestato al 4,04%, invariato rispetto ad aprile. Il tasso medio sulle nuove erogazioni alle imprese è sceso al 3,51% (da 3,56% nel mese precedente), mentre il tasso sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni è stato pari al 3,49%, due centesimi in più rispetto al mese precedente.
Il confronto con la fine del 2023 mostra un calo significativo dei tassi applicati alle imprese e ai mutui rispetto ai picchi precedenti, elemento che può favorire una maggior propensione agli investimenti e all’acquisto di abitazioni qualora le condizioni del mercato del lavoro e dell’inflazione restino stabili.
Raccolta e depositi: livello record
La raccolta indiretta (investimenti in titoli custoditi presso banche) è aumentata di 100,4 miliardi tra aprile 2025 e aprile 2026, di cui 39,5 miliardi attribuiti alle famiglie e 15,9 miliardi alle imprese, il resto distribuito tra altri settori, operatori finanziari, assicurazioni e pubblica amministrazione.
La raccolta diretta, che include depositi da clientela residente e obbligazioni, è cresciuta del 2,6% su base annua a maggio, consolidando una tendenza positiva avviata dall’inizio del 2024. I depositi in tutte le forme hanno segnato un +2,3% su base annua, con una massa complessiva che ha raggiunto il record di 1.890 miliardi di euro.
La raccolta a medio-lungo termine tramite obbligazioni è aumentata del 5% su base annua. Il tasso applicato ai nuovi depositi a durata prestabilita (certificati di deposito e vincoli) è stato del 2,22%, marginalmente superiore al mese precedente (2,19%) e sopra la media dell’area dell’euro che a aprile si attestava intorno all’1,97%. Il rendimento medio sui conti correnti è rimasto allo 0,28%.
Riduzione delle sofferenze nette
A aprile 2026 i crediti deteriorati netti ammontavano a 25,9 miliardi di euro, in calo rispetto ai 27,7 miliardi registrati a dicembre 2025 e ai 31,3 miliardi di dicembre 2024. Rispetto al picco massimo di 196,3 miliardi raggiunto nel 2015, gli Npl netti risultano inferiori di oltre 170 miliardi.
Gli Npl netti rappresentavano l’1,24% del totale dei crediti, un indicatore che riflette il miglioramento della qualità del credito in portafoglio e che può contribuire a ridurre il rischio sistemico e a liberare capacità di erogazione per le banche.
L’insieme dei dati segnala un quadro in cui la domanda di credito si rafforza mentre la raccolta rimane elevata e la qualità degli attivi migliora. Questo contesto può sostenere la crescita economica se accompagnato da condizioni macroeconomiche favorevoli e da politiche che incentivino gli investimenti produttivi.
Dal punto di vista degli istituti di credito, l’aumento dei depositi e la progressiva riduzione delle sofferenze migliorano la liquidità e la solidità patrimoniale, ma una maggiore concorrenza sui tassi e l’aumento dei costi del funding potrebbero comprimere i margini di interesse nel medio termine.
In sintesi
- La ripresa dei prestiti indica una domanda interna vivace: per gli investitori è un segnale favorevole per i settori legati al credito al consumo e agli investimenti aziendali.
- Il record nei depositi suggerisce elevata liquidità delle famiglie e delle imprese, ma può tradursi in minor rendimento per le banche se la competizione sui tassi si intensifica.
- La forte riduzione degli Npl abbassa il rischio sistemico e potrebbe facilitare condizioni di credito più accomodanti, con potenziali effetti positivi su Borsa e spread bancari.
- L’aumento dei tassi sui depositi a termine offre opportunità di rendimento per i risparmiatori, mentre per gli investitori istituzionali sarà cruciale monitorare l’evoluzione dei margini bancari e delle politiche monetarie nell’area dell’euro.