Il settore crypto si prepara alle revisioni delle stablecoin e della finanza decentralizzata in MiCA 2.0
- 20 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Lo scorso maggio la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere osservazioni su possibili modifiche e integrazioni alla normativa sugli asset crittografici e sulla tecnologia blockchain. Il periodo di consultazione precederà eventuali revisioni del quadro normativo esistente noto come MiCA, che alcuni osservatori definiscono già come potenziale “MiCA 2.0”.
Katie Harries, direttrice e responsabile delle politiche per l’Europa di Coinbase, ha dichiarato:
“Sono diversi gli ambiti in cui affinamenti mirati possono aiutare a mantenere il quadro normativo competitivo nella prossima fase della regolamentazione degli asset digitali.”
Il contesto: MiCA come primo passo
L’applicazione completa delle regole di MiCA è iniziata alla fine del 2024, con le prime autorizzazioni concesse nei mesi successivi. Nonostante il processo legislativo sia stato lungo, l’Unione Europea ha ottenuto un vantaggio di primo movimento rispetto ad altri grandi giurisdizioni, ponendo uno standard iniziale globale per la regolamentazione degli asset digitali.
Secondo gli osservatori industriali, MiCA ha fornito un insieme armonizzato di regole tra gli Stati membri, aumentando la trasparenza e la protezione dei consumatori e offrendo alle imprese maggiore certezza regolamentare per investire e sviluppare servizi nell’area economica europea.
Struttura della consultazione
La consultazione è articolata in quattro sezioni principali: l’ambito regolamentare e le definizioni per asset crittografici diversi da ART (asset-referenced tokens) ed EMT (e-money tokens); i requisiti specifici per EMT, ART e i loro emittenti; la definizione del quadro giuridico per i fornitori di servizi su asset crittografici (CASP); e infine temi non coperti dalla prima versione di MiCA, come DeFi e i mercati predittivi.
Stablecoin: implicazioni regolamentari
Per Catarina Veloso, direttrice regolamentare e compliance presso Notabene, la sezione relativa agli stablecoin è la più estesa e politicamente sensibile della consultazione. Il modo in cui queste valute digitali vengono utilizzate — come strumento di pagamento al dettaglio, infrastruttura di regolamento all’ingrosso o complemento per pagamenti transfrontalieri — influirà in modo determinante sulla natura delle regole applicabili.
Se gli stablecoin vengono considerati principalmente strumenti di trading, l’attenzione normativa tenderà a concentrarsi sulla tutela degli investitori e sull’integrità del mercato; se invece sono riconosciuti come infrastruttura di pagamento, temi come la liquidità, la gestione delle riserve, la resilienza operativa e i requisiti di reporting assumeranno un ruolo centrale.
Katie Harries ha affermato:
“Vorremmo che MiCA 2.0 renda gli stablecoin denominati in euro più competitivi, ricalibrando le regole su riserve, incentivi e sul modello di multi-emissione.”
Tra le possibili modifiche si discute la possibilità di consentire una quota maggiore di riserve in attività sovrane di elevata qualità, misura che potrebbe ridurre il rischio senza compromettere la sicurezza. Un altro tema chiave è la proibizione attuale sugli interessi offerti dagli emittenti di EMT, che secondo alcuni riduce la competitività degli stablecoin in euro e spinge gli utenti verso alternative estere o strutture di rendimento fuori dal perimetro regolamentare.
Veloso ha osservato che permettere incentivi non basati su interessi, come cashback e programmi di fidelizzazione, potrebbe migliorare la competitività e la scelta dei consumatori, rifacendosi a pratiche comuni nei servizi di pagamento.
Integrazione della DeFi e dei mercati predittivi
La prima versione di MiCA non disciplina i CASP completamente decentralizzati che operano senza intermediari. Come ha spiegato Miroslav Đurić, senior associate presso Taylor Wessing, la decentralizzazione non è quasi mai una condizione binaria e richiede indicatori chiari per essere valutata: controllo sul protocollo, diritti di governance, chiavi amministrative, controllo del front-end, cattura dei ricavi, possibilità di aggiornamento e capacità di persone identificabili di influenzare i risultati.
Questo porta i regolatori a valutare se i CASP debbano adempiere a doveri fiduciari verso i clienti verificando, tramite due diligence, le piattaforme DeFi a cui collegano i loro clienti. Tra le opzioni allo studio vi è anche l’introduzione di un regime di certificazione per consentire ai CASP di connettersi solo con piattaforme ritenute conformi a determinati standard.
I mercati predittivi rappresentano un altro tema aperto: in molti Paesi esistono divieti o regimi frammentati, e la Commissione europea chiede input sul loro valore economico per i consumatori e sulla corretta inquadratura normativa, tra MiCA e la direttiva sui mercati finanziari, come la MiFID II.
Đurić ha spiegato che l’inquadramento dipenderà dalla natura dei contratti offerti: a seconda degli eventi oggetto delle scommesse contrattuali, un operatore di piattaforma potrebbe trovarsi soggetto a regimi normativi differenti e talvolta confliggenti, che spaziano dalla MiFID II al quadro applicabile al gioco d’azzardo fino alle regole di MiCA.
Prossimi passi e tempistiche
Gli operatori del settore prevedono di mantenere un dialogo costante con Bruxelles durante tutta la consultazione. Secondo Katie Harries, per ottenere un MiCA rinnovato ed efficace sarà fondamentale un confronto tra industria, decisori politici e autorità di vigilanza, imparando dall’applicazione pratica del quadro vigente e introducendo aggiustamenti dove maggiore chiarezza o flessibilità possano favorire la crescita.
Il periodo per inviare osservazioni terminerà il 31 agosto. Tuttavia, come osserva Miroslav Đurić, a causa della complessità dei temi sollevati e dei tempi ordinari del processo legislativo europeo, è improbabile che proposte legislative concrete vengano adottate prima del 2028.
Impatto per operatori e mercati
Una revisione ambiziosa di MiCA potrà ridefinire significativamente il panorama competitivo europeo: chiarire le regole su stablecoin, DeFi e tokenizzazione influisce sui modelli di business, sui requisiti patrimoniali e sulle scelte di localizzazione degli operatori. Le modifiche proposte possono attrarre capitale e innovazione nell’area dell’euro o, al contrario, spostare attività verso giurisdizioni percepite come più favorevoli.
Per le imprese italiane e gli investitori nazionali, la chiarezza normativa è cruciale per valutare investimenti in infrastrutture di pagamento digitali, servizi di custodia tokenizzata e prodotti finanziari innovativi basati su blockchain.
In sintesi
- Un aggiornamento di MiCA potrebbe favorire l’adozione di stablecoin in euro solo se le regole sulle riserve e sugli incentivi bilanceranno sicurezza e competitività; per gli investitori italiani ciò significherebbe nuove opportunità nei pagamenti digitali e nei servizi di tokenizzazione.
- L’inclusione regolatoria della DeFi aumenterebbe i costi di compliance per gli intermediari tradizionali ma potrebbe creare mercati più trasparenti e standardizzati, riducendo il rischio di arbitraggio normativo.
- Una disciplina chiara sui mercati predittivi e sui modelli di certificazione per piattaforme decentralizzate renderebbe più prevedibile il quadro per le startup fintech italiane intenzionate a scalare nel mercato europeo.
- I tempi lunghi del processo legislativo europeo suggeriscono agli investitori di adottare strategie graduali: monitorare l’evoluzione normativa e predisporre soluzioni modulari che possano adattarsi a scenari regolatori differenti.