Filippine pronte a guidare la tokenizzazione degli asset reali, afferma il commissario della SEC

La Securities and Exchange Commission delle Filippine indica che il paese è pronto ad accogliere la tokenizzazione degli asset reali, ritenendo che le basi giuridiche e regolamentari necessarie siano ormai disponibili.

Rogelio Quevedo ha dichiarato durante il Philippine Blockchain Week 2026:

“Siamo ora pienamente convinti di avere la legge appropriata e la mentalità regolatoria adatta per accettare la tokenizzazione degli asset.”

Il commissario ha sottolineato che la tecnologia potrebbe stimolare l’innovazione nei mercati dei capitali e contribuire a “rivoluzionare” le borse valori, offrendo nuove modalità di scambio e liquidità per attività tradizionali.

In un’intervista, Quevedo ha aggiunto che i prodotti di investimento tokenizzati potrebbero offrire ai lavoratori filippini all’estero (OFW) opzioni d’investimento più legittime e accessibili, contrastando la diffusione di truffe che hanno colpito chi cerca rendimento.

“I nostri OFW hanno capitale. Non sanno dove collocare i loro soldi. Non sanno come far fruttare i loro risparmi.”

Quevedo ha inoltre evidenziato il miglioramento delle capacità di contrasto del regolatore, che ora integra strumenti tecnologici per identificare e reprimere offerte illegali. Ha ricordato la collaborazione con piattaforme online per rimuovere proposte d’investimento non autorizzate, citando a titolo esemplificativo Google e TikTok.

“Stiamo anche utilizzando l’intelligenza artificiale per perseguire queste truffe senza scrupoli.”

Nel complesso, le dichiarazioni presentano la tokenizzazione regolamentata come un’innovazione dei mercati dei capitali con potenzialità di tutela per gli investitori, in un contesto in cui la SEC continua a perseguire schemi di investimento non registrati.

Il quadro regolatorio e il sandbox strategico

Le osservazioni del commissario si inseriscono nel contesto del StratBox, il sandbox strategico della SEC che consente alle società fintech di sperimentare prodotti e modelli di business in ambiente reale ma controllato, sotto la supervisione dell’autorità.

Il regime consente alla SEC, nei limiti della sua competenza, di dispensare o modificare determinati requisiti legali e normativi per i singoli partecipanti. Tuttavia, la partecipazione non equivale a un’esenzione generale dalle leggi vigenti e il sandbox non può essere usato per eludere norme o obblighi regolatori.

Nel novembre 2025 la SEC ha ammesso quattro aziende al programma di prova: una realtà ha testato un’offerta immobiliare tokenizzata, due partecipanti hanno sperimentato l’accesso alle azioni degli Stati Uniti, mentre BlockShoals Technologies ha ricevuto un’approvazione di principio per sperimentare prodotti e servizi legati alle criptovalute.

Questi test mirano non solo a valutare la fattibilità tecnologica, ma anche a esplorare implicazioni in termini di governance, custodia degli asset digitali, trasparenza e requisiti anti-riciclaggio, elementi cruciali per un’adozione su larga scala.

Implicazioni per mercati e investitori

La tokenizzazione regolamentata può ampliare l’accesso a strumenti finora riservati a investitori istituzionali, ridurre i costi di intermediazione e aumentare la liquidità di asset tradizionali come immobili e titoli. Tuttavia, l’efficacia dipenderà da regole chiare su responsabilità, protezione dei dati e interoperabilità transfrontaliera.

Per i risparmiatori e i lavoratori all’estero, prodotti conformi e supervisionati possono rappresentare un’alternativa più sicura rispetto a offerte non verificate. Al contempo, la crescita del settore richiederà investimenti in competenze regolamentari, capacità di sorveglianza tecnologica e cooperazione internazionale per affrontare rischi sistemici e frodi.

Le autorità europee e italiane osserveranno con attenzione questi sviluppi: la diffusione di mercati tokenizzati in giurisdizioni emergenti può modificare flussi di capitale, condizioni di mercato e opportunità per gestori patrimoniali e fondi immobiliari interessati a sfruttare nuove forme di frazionamento e liquidazione.

Prospettive e rischi

Se ben regolata, la tokenizzazione potrebbe favorire l’inclusione finanziaria e offrire uno scudo contro le truffe attraverso controlli più stringenti e tecnologie di sorveglianza. Resta però fondamentale bilanciare innovazione e tutela: governance dei protocolli, audit indipendenti e standard di custodia digitale saranno determinanti per la credibilità del mercato.

Inoltre, l’integrazione con piattaforme globali e la collaborazione fra autorità regolatorie saranno necessarie per gestire problemi di giurisdizione, fiscalità e trasparenza negli scambi transnazionali di asset tokenizzati.

In sintesi

  • La svolta regolatoria nelle Filippine segnala come i mercati emergenti possano diventare laboratori per la tokenizzazione, influenzando la definizione di standard internazionali e attirando capitale globale interessato a nuovi mercati liquidi.
  • Per gli investitori italiani, la diffusione di asset tokenizzati implica opportunità di diversificazione e accesso a titoli altrimenti illiquidi, ma richiede attenzione a governance, custodia e conformità normativa.
  • Le autorità di vigilanza dovranno rafforzare le capacità tecnologiche (es. intelligenza artificiale per il controllo) e promuovere cooperazione cross‑border per prevenire frodi e arbitraggio regolamentare.
  • I gestori patrimoniali e gli operatori immobiliari dovrebbero valutare investimenti in infrastrutture di tokenizzazione e servizi di custodia per sfruttare la maggiore frazionabilità degli asset e potenziali nuovi flussi di clienti dalla diaspora globale.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.