Perché gli investitori in bitcoin dovrebbero operare sul ciclo e non limitarsi al dca
- 19 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un approccio che considera i cicli di mercato tende ad avere un tasso di successo inferiore rispetto a una strategia buy-and-hold, ma non perché indovini più spesso: vince evitando i mesi in cui il Bitcoin perde il 20%, il 30% o il 40%.
Quelle fasi di perdita non sono distribuite casualmente: tendono a raggrupparsi. Stare fuori da mercato durante tali periodi non è un esercizio di timing puramente speculativo, bensì la lettura della struttura ciclica dell’asset.
Tre segnali pubblici e la metodologia
Dal 2022 sono state effettuate tre comunicazioni di mercato pubbliche e cronologicamente verificabili: il fondo del ciclo di ottobre 2022, la proiezione di luglio 2023 con obiettivo di 125.000 dollari e il segnale di bear market di ottobre 2025. Tutti e tre si basano sullo stesso quadro di segnale.
La metodologia non è infallibile, ma è sistematica, verificabile e maggiormente adeguata alla natura ciclica del Bitcoin rispetto all’approccio passivo che molti consulenti continuano a impiegare.
Markus Thielen ha dichiarato:
“Il Bitcoin premia chi comprende il suo ciclo. I consulenti che lo trattano come un qualsiasi altro asset stanno rinunciando a rendimenti corretti per il rischio e stanno esponendo i clienti a drawdown che, nella pratica, distruggono i portafogli invece di superarli.”
Se la blockchain avanza, gli investitori possiedono gli asset giusti?
Per anni si è dato per scontato che, se un ecosistema blockchain cresceva, il suo token nativo avrebbe automaticamente beneficiato di apprezzamento. Oggi questa convinzione è sempre più messa in discussione.
La tecnologia può diventare indispensabile, mentre il valore economico reale si concentra altrove: sui sequencer che processano transazioni, sulle applicazioni che monetizzano l’uso, sugli emittenti di stablecoin che raccolgono spread o su livelli di liquidità che estraggono commissioni. In altre parole, la crescita di una rete non garantisce automaticamente che il token protocollare catturi quella crescita.
Per investitori e consulenti la sfida principale è quindi valutare i meccanismi di cattura del valore: alcuni progetti implementano modelli in cui le commissioni vengono bruciate o distribuite ai detentori, mentre altri lasciano la maggior parte degli introiti a operatori di livello applicativo o a fornitori di infrastruttura.
Questo ha implicazioni concrete per la costruzione di portafoglio. Gli asset che generano flussi di cassa o che catturano commissioni in modo trasparente offrono un profilo rischio/rendimento diverso rispetto a token il cui valore è dettato prevalentemente da aspettative speculative.
Inoltre, la regolamentazione e la struttura fiscale nelle giurisdizioni europee, compresa l’Italia, possono spostare parti significative del valore economico: requisiti di licenza, obblighi di liquidità e regole fiscali influenzano chi beneficia effettivamente della crescita dell’ecosistema.
Per gli investitori retail e istituzionali italiani ciò si traduce in due raccomandazioni pratiche: valutare la tokenomics con attenzione e diversificare l’esposizione tra asset che catturano ricavi (esposizioni fee-bearing), strumenti regolamentati e, dove opportuno, partecipazioni in capitale o strategie che replicano flussi economici reali.
Considerazioni operative per i consulenti
I consulenti che ignorano la natura ciclica del Bitcoin rischiano di esporre i clienti a drawdown significativi senza un vantaggio in termini di rendimento atteso. Integrare criteri di ciclo e meccanismi di cattura del valore può migliorare la resilienza dei portafogli.
Strumenti sistematici e auditabili, basati su regole chiare, permettono di comunicare meglio le scelte al cliente e di giustificare uscite temporanee durante fasi avverse, riducendo il rischio che perdite concentrate compromettano obiettivi di lungo periodo.
In sintesi
- Adottare una prospettiva ciclica può ridurre il rischio di perdite estreme e migliorare il rendimento corretto per il rischio, soprattutto per portafogli con orizzonte di lungo termine.
- La struttura di tokenomics determina chi beneficia davvero della crescita di una blockchain; gli investitori italiani dovrebbero privilegiare esposizioni che catturano flussi economici sostenibili.
- La regolamentazione europea e locale influirà sulla redistribuzione del valore tra protocolli, applicazioni e emittenti di stablecoin, rendendo necessaria una due diligence normativa oltre che tecnica.
- I consulenti devono integrare strumenti sistematici e trasparenti per spiegare ai clienti le scelte di esposizione e le misure di protezione contro drawdown concentrici.