Incentivi fiscali per l’America’s Cup: ampliata la platea dei beneficiari, ecco chi ne beneficia

Il regime fiscale speciale legato alla America’s Cup si amplia: l’ultimo decreto Sport, approvato dal Consiglio dei ministri, estende le agevolazioni già introdotte dal decreto fiscale di marzo, ora convertito in legge, ampliando il numero di imprese e lavoratori beneficiari e introducendo una nuova disciplina dell’Iva per i soggetti esteri che acquistano beni e servizi collegati alla manifestazione.

Il punto di partenza: il decreto fiscale di marzo

Le prime misure erano state introdotte tramite un emendamento al decreto fiscale, a prima firma di Fausto Orsomarso (FdI), con l’obiettivo di creare un quadro fiscale dedicato in vista della prima edizione dell’evento in Italia, programmata a Napoli nel 2027.

Per le imprese, la norma prevedeva l’esenzione da Ires e Irap per le persone giuridiche con sede legale in Italia costituite nel 2026 dall’ente organizzatore o dalle squadre partecipanti, a condizione che le attività soggette fossero svolte nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2027 e fossero direttamente ed esclusivamente collegate alla manifestazione. Analoga disciplina era prevista per le stabili organizzazioni istituite in Italia nel 2026 in occasione dell’evento.

Dal punto di vista del lavoro, il decreto fissava un regime fiscale privilegiato per i redditi da lavoro dipendente, assimilato e autonomo percepiti nel 2026 e nel 2027 dai soggetti non residenti coinvolti nell’organizzazione: esenzione da Irpef, da ritenute e da imposte sostitutive. Chi trasferisce la residenza in Italia rimane soggetto a imposizione solo sul 35% del reddito prodotto in quei due anni.

Le novità del decreto Sport

Il decreto Sport ha ampliato in modo significativo il perimetro delle agevolazioni su tre fronti principali: imprese, lavoratori e regole sull’Iva. Sul fronte societario è caduto il vincolo temporale: non sono più ammesse esclusivamente le società costituite nel 2026.

Di conseguenza, tutte le persone giuridiche con sede legale in Italia costituite dall’ente organizzatore o dalle squadre partecipanti — indipendentemente dall’anno di fondazione — possono ora usufruire dell’esenzione Ires/Irap per le attività svolte tra gennaio 2026 e dicembre 2027, purché direttamente ed esclusivamente correlate alla Coppa. Lo stesso alleggerimento vale per le stabili organizzazioni, eliminando il vincolo all’anno 2026 quale unico momento di istituzione.

Sul fronte del lavoro, il decreto estende la platea dei lavoratori non residenti che possono beneficiare delle agevolazioni fiscali, includendo una gamma più ampia di figure coinvolte nell’organizzazione e nella gestione dell’evento, con l’intento di semplificare le assunzioni internazionali e le missioni temporanee legate alla manifestazione.

In aggiunta è prevista una misura specifica sull’Iva rivolta ai soggetti stranieri che acquisiscono beni e servizi connessi alla manifestazione: il testo identifica regole di fatturazione e procedure semplificate per il trattamento dell’Iva nelle transazioni cross‑border, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per fornitori italiani e acquirenti esteri e facilitare le operazioni commerciali legate all’evento.

Contesto e implicazioni economiche

La decisione di introdurre un quadro fiscale dedicato risponde alla volontà di aumentare l’attrattività dell’Italia come paese ospitante per grandi eventi internazionali e di massimizzarne gli effetti diretti sul tessuto produttivo locale. Napoli e le filiere legate al turismo, all’ospitalità, ai servizi logistici e agli allestimenti potrebbero beneficiare di un aumento di domanda nei periodi preparatori e durante la manifestazione.

Tuttavia, la compressione temporanea di imposte può anche comportare un onere per le finanze pubbliche e richiede meccanismi di controllo per evitare abusi e spostamenti fittizi della sede o della residenza fiscale. Occorre inoltre valutare la compatibilità di misure selettive con le regole dell’Unione Europea in materia di concorrenza e aiuti di Stato, nonché la capacità di convertire l’investimento pubblico in benefici sistemici duraturi per l’economia locale.

Per gli investitori privati e le imprese italiane, le opportunità si concentrano su appalti, forniture e servizi a elevato contenuto locale; dall’altro lato è importante considerare la natura temporanea delle agevolazioni e pianificare strategie che valorizzino il know‑how e le relazioni costruite durante l’evento per mantenere effetti positivi oltre il 2027.

Monitoraggio e prossimi passi

Una fase di monitoraggio ex post sarà essenziale per misurare costi e benefici: valutazioni economiche e sociali dovranno verificare l’impatto occupazionale effettivo, l’incremento del valore aggiunto per le imprese locali e la sostenibilità finanziaria delle agevolazioni. Allo stesso tempo, sarà opportuno definire regole chiare per la gestione dell’Iva nei rapporti con soggetti esteri, evitando incertezze che possano rallentare forniture e investimenti.

In sintesi

  • L’estensione delle esenzioni fiscali amplia il bacino di imprese e lavoratori coinvolti, aumentando la domanda per servizi locali ma richiedendo valutazioni rigorose sul costo fiscale per lo Stato.
  • Per gli investitori italiani nei settori turismo, logistica e costruzioni l’evento rappresenta un’opportunità per contratti a breve termine; la sfida sarà trasformare questi contratti in benefici strutturali dopo la manifestazione.
  • La norma sull’Iva per soggetti esteri punta a snellire le transazioni internazionali; una regolazione chiara e procedure snelle saranno determinanti per attrarre fornitori stranieri senza penalizzare le imprese italiane.
  • La compatibilità con le regole dell’Unione Europea e un monitoraggio post‑evento rigoroso sono essenziali per garantire che le agevolazioni generino ricadute economiche reali e non semplici spostamenti fiscali.


Author: Tony
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