Stellantis: Antonio Filosa rilancia gli stabilimenti italiani con investimenti, e-car e nuove partnership industriali

Il futuro produttivo di Stellantis in Italia passa attraverso investimenti, nuove collaborazioni industriali e un rafforzamento della presenza manifatturiera nei principali stabilimenti del Paese. È questo il messaggio lanciato da Antonio Filosa, CEO di Stellantis, nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Industria di Camera e Senato, durante la quale ha illustrato i primi risultati del percorso di rilancio del Gruppo e le strategie per rafforzarne la competitività.

L’intervento si è aperto con un ricordo di Sergio Marchionne, figura centrale nella storia dell’automotive italiano, e si è concentrato sui risultati registrati nel 2026 e sui programmi destinati a sostenere la crescita industriale del Gruppo.

Crescono immatricolazioni e produzione negli stabilimenti italiani

Secondo i dati illustrati da Filosa, nei primi cinque mesi dell’anno Stellantis ha registrato in Italia una crescita delle immatricolazioni pari a quasi il 15%, accompagnata da un incremento della quota di mercato di circa un punto e mezzo percentuale.

Anche sul fronte industriale emergono segnali positivi. La produzione negli stabilimenti italiani è aumentata di oltre il 16%, consentendo una riduzione significativa del ricorso agli ammortizzatori sociali.

“Nei primi 5 mesi dell’anno i nostri stabilimenti hanno registrato una crescita produttiva di oltre il 16%. Una crescita che ci ha già consentito di ridurre significativamente del 30% il ricorso agli ammortizzatori sociali nella maggior parte dei nostri stabilimenti”, ha dichiarato Antonio Filosa.

A livello globale, il Gruppo ha registrato un incremento delle immatricolazioni del 12%, sostenuto principalmente dall’andamento dei mercati europei e nordamericani.

L’Italia al centro della strategia industriale

Nel piano delineato dal management, l’Italia continuerà a svolgere un ruolo centrale all’interno dell’organizzazione produttiva del Gruppo.

“L’Italia sarà l’hub produttivo delle auto piccole, negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano; delle vetture di fascia medio-alta e lusso negli stabilimenti di Melfi, Cassino e Modena e dei veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa”, ha spiegato Filosa.

A sostegno di questa strategia, il Gruppo ha confermato investimenti per 5 miliardi di euro destinati alle attività di Ricerca e Sviluppo fino al 2030, ai quali si aggiunge 1 miliardo di euro dedicato allo sviluppo della nuova generazione di veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa.

Focus sulle e-car e sul rilancio produttivo

Tra le priorità indicate dal CEO figura il rafforzamento della produzione di veicoli elettrici in Italia.

Particolare attenzione è rivolta agli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori, che saranno protagonisti della strategia dedicata alle e-car. Secondo quanto anticipato da Filosa, i modelli elettrici destinati a Pomigliano potrebbero diventare tre, uno in più rispetto alle precedenti indicazioni.

Parallelamente prosegue il lavoro sullo sviluppo della nuova gamma di veicoli commerciali presso Sevel Atessa, progetto che coinvolgerà direttamente la filiera industriale italiana.

“Stiamo lavorando con la filiera italiana per sviluppare la nuova gamma di veicoli commerciali che produrremo in Sevel, lo stesso percorso seguiremo per lo sviluppo della nuova Alfa Romeo che abbiamo assegnato allo stabilimento di Melfi”, ha affermato il CEO.

Maserati e Cassino: nuove strategie entro fine anno

Uno dei temi più attesi riguarda il futuro di Maserati e dello stabilimento di Cassino.

Pur senza fornire dettagli operativi, Filosa ha confermato che il Gruppo sta lavorando a un piano di rilancio del marchio del Tridente che verrà presentato entro la fine del 2026.

“Stiamo lavorando con un partner industriale per rilanciare lo stabilimento nel quadro del piano per Maserati”, ha dichiarato.

Secondo il manager, Maserati continuerà a svolgere un ruolo strategico all’interno del portafoglio globale del Gruppo.

“Maserati andrà a completare la strategia globale del Gruppo e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza”.

Partnership industriali e nuove opportunità per gli stabilimenti

Il modello delle partnership industriali rappresenterà uno dei principali strumenti di sviluppo per il futuro di Stellantis.

Dopo gli accordi già avviati con Leapmotor in Spagna e con Dongfeng in Francia, il Gruppo intende estendere questo approccio anche agli impianti italiani.

“Il filo conduttore delle partnership industriali sarà confermato anche per l’Italia, in particolare per Cassino, per Modena e anche per le e-car di Pomigliano”, ha anticipato Filosa.

Le collaborazioni industriali dovrebbero contribuire ad aumentare l’utilizzo della capacità produttiva degli stabilimenti europei.

L’obiettivo indicato dal management è infatti quello di superare l’80% di utilizzo della capacità produttiva in Europa entro il 2030, grazie ai nuovi lanci, al miglioramento della qualità produttiva, alla riconversione di alcuni impianti e alla condivisione di capacità e competenze attraverso nuove partnership.

Energia e competitività tra le sfide aperte

Tra i principali fattori critici individuati dal CEO resta il costo dell’energia in Italia, considerato significativamente superiore rispetto ad altri Paesi europei.

Secondo Filosa, il differenziale di costo rispetto a Francia e Spagna continua a rappresentare un elemento di svantaggio competitivo per l’industria manifatturiera italiana.

Nonostante queste criticità, il manager ha ribadito la fiducia nelle potenzialità produttive del Paese.

Il nostro Paese non deve sentirsi secondo a nessuno”, ha affermato nel corso dell’audizione.

Un piano da 60 miliardi per il futuro del Gruppo

A livello globale, il piano industriale di Stellantis prevede investimenti complessivi per 60 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030, con circa il 40% delle risorse destinate all’Europa.

Il programma comprende oltre 60 nuovi lanci e punta a valorizzare tutti i marchi del Gruppo, con strategie differenziate in base ai mercati di riferimento.

In questo scenario, Alfa Romeo, Lancia e Maserati continueranno a rappresentare asset strategici per il posizionamento del Gruppo nei segmenti premium e di lusso, mentre gli stabilimenti italiani saranno chiamati a svolgere un ruolo centrale nella produzione delle future generazioni di veicoli elettrici, commerciali e ad alte prestazioni.