Regione Liguria inaugura la prima scuola dei mestieri del mare in Italia: Marco Bucci punta sulla blue economy
- 18 Giugno 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia
La Regione Liguria inaugura un progetto pilota nel campo della formazione professionale: la prima Scuola dei mestieri del mare in Italia. Dalla prossima anno scolastico, i ragazzi con il diploma di scuola secondaria di primo grado potranno accedere a un percorso pensato per le professioni della Blue Economy, ambito strategico per la crescita economica e l’occupazione regionale.
I primi corsi partiranno all’interno dell’Istituto Nautico San Giorgio di Genova e offriranno un percorso integrato che va dalla formazione iniziale fino a percorsi di alta specializzazione tecnica.
L’offerta iniziale comprende due filiere tecnologico-professionali strutturate con la formula 4+2, dedicate a settori fondamentali per l’economia marittima: logistica e nautica.
I percorsi consentiranno il conseguimento di titoli quali Tecnico superiore per la logistica e il trasporto intermodale, profili correlati a trasporti e logistica e il profilo di Tecnico superiore per l’efficientamento, la produzione e la manutenzione di mezzi di trasporto nautico, pensati per rispondere alle esigenze produttive e operative del settore.
Al termine del ciclo quadriennale, gli studenti avranno sbocchi per proseguire gli studi presso l’Accademia Italiana della Marina Mercantile e per accedere a qualifiche tecniche superiori connessi al mondo portuale e della cantieristica.
Posizionamento istituzionale e dichiarazioni
Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria, ha dichiarato:
“La Liguria è la prima regione italiana a promuovere una scuola specifica per le professioni del mare: una risposta concreta alla domanda crescente di competenze legate alla Blue Economy.”
Le nuove filiere formative nascono dalla collaborazione tra l’Istituto Nautico San Giorgio, la Fondazione CIF, il Villaggio del Ragazzo e la Fondazione ITS Accademia Italiana della Marina Mercantile, con l’obiettivo di assicurare continuità educativa e formativa verso specializzazioni tecniche richieste dal mercato del lavoro.
Sede dedicata e iter autorizzativo
Il progetto prevede, oltre all’avvio dei corsi, la successiva realizzazione di una sede specifica destinata a ospitare la Scuola dei mestieri del mare, configurando un polo formativo permanente per le professioni marittime.
Marco Bucci ha aggiunto:
“Per consolidare la struttura servono le necessarie autorizzazioni del Ministero dell’Istruzione: per ora abbiamo ottenuto il via libera per i due nuovi percorsi.”
Corsi triennali professionali e orientamento al lavoro
Parallelamente ai percorsi quadriennali, la Regione attiverà bandi per i corsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), rivolti a chi punta a competenze pratiche immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.
Tra le proposte triennali figurano:
- Operatore dei servizi e sistemi logistici;
- Operatore ai servizi di promozione e accoglienza;
- Operatore del legno;
- Operatore meccanico;
- Operatore di impianti termoidraulici;
- Operatore del montaggio e della manutenzione di imbarcazioni da diporto.
Questi percorsi triennali sono pensati per favorire l’ingresso diretto nel mondo del lavoro, con un forte collegamento alle imprese locali e agli operatori portuali.
Marco Bucci ha spiegato:
“Progressivamente le due linee formative saranno integrate, ma da settembre partiranno separatamente; per i corsi professionali abbiamo destinato una quota significativa delle risorse regionali.”
Il tavolo ForMare per il monitoraggio dei fabbisogni
Per accompagnare il progetto è stato istituito ForMare, un tavolo permanente incaricato di analizzare i fabbisogni occupazionali e formativi del comparto marittimo, portuale e logistico.
L’iniziativa coinvolge istituzioni regionali, imprese del settore, associazioni di categoria e il sistema formativo, con l’obiettivo di definire profili professionali adeguati alle richieste del mercato e di aggiornare i percorsi formativi in modo dinamico.
Simona Ferro, Vicepresidente e Assessora alla Formazione della Regione Liguria, ha dichiarato:
“Con ForMare la Regione si dota di uno strumento stabile di confronto tra imprese e formazione per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze e progettare percorsi aderenti al mercato.”
Domanda di competenze e territorio
Le analisi promosse dal tavolo evidenziano una domanda crescente di figure specializzate in logistica, attività portuali, cantieristica e servizi nautici, con particolare concentrazione nelle aree di Genova e La Spezia.
Sandro Scarrone, referente del progetto Scuola Professioni del Mare, ha spiegato:
“Dall’analisi emerge la necessità di percorsi diversificati: alcuni di breve durata per competenze operative, altri più lunghi per specializzazioni tecniche avanzate.”
Questa articolazione permette di intercettare sia giovani in ingresso sia lavoratori in fase di riqualificazione, sostenendo la transizione verso servizi portuali più digitalizzati ed efficienti.
Piano di diffusione territoriale
La Scuola di Genova rappresenta la prima tappa di un progetto più ampio: la Regione Liguria intende replicare il modello nelle altre province, costruendo una rete regionale per la formazione alle professioni marittime.
Marco Bucci ha concluso:
“Prevediamo che ogni provincia ligure possa ospitare la propria Scuola dei mestieri del mare; Genova è solo l’avvio di una strategia territoriale.”
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di rilancio delle filiere locali, dove l’armonizzazione tra formazione e imprese può accelerare la creazione di occupazione qualificata, migliorare l’attrattività degli investimenti e sostenere la competitività dei porti italiani nel Mediterraneo.
In sintesi
- Il rafforzamento delle competenze marittime può ridurre il gap tra domanda e offerta di lavoro regionale, rendendo più attraenti gli investimenti in infrastrutture portuali e cantieristiche.
- La creazione di poli formativi specializzati favorisce lo sviluppo di filiere locali con ricadute positive su PMI e servizi logistici, migliorando la produttività territoriale.
- Per gli investitori, la disponibilità di manodopera qualificata abbassa i costi di inserimento e accelerare i tempi di progetto, aumentando la fattibilità di iniziative legate alla Blue Economy.