Assobiotec lancia il manifesto per l’orizzonte 2036

Pensare al 2036 può sembrare un esercizio arduo, ma in un settore guidato dall’innovazione come quello delle biotecnologie la prospettiva a lungo termine è imprescindibile: tempo e visione sono risorse fondamentali per la ricerca. Questo principio è al centro del nuovo manifesto presentato durante l’Assemblea privata di Assobiotec – Federchimica, intitolato Orizzonte Biotech 2036.

Fabrizio Greco ha dichiarato:

“L’associazione è nata quarant’anni fa per dare voce a un comparto ricco di potenzialità. Oggi le biotecnologie sono una leva strategica per la salute pubblica, per la sostenibilità ambientale, per la competitività industriale e per migliorare la qualità della vita. Con questo documento vogliamo mettere a fuoco i valori e la visione che guideranno il settore nei prossimi anni.”

“One Life. One Health. One Future” sintetizza ciò in cui crediamo: una scienza che connette, una ricerca che genera progresso e un’innovazione che tutela la vita in ogni sua forma. Consegnamo questo patrimonio culturale e valoriale al nuovo Consiglio Direttivo e all’intera comunità biotech.”

Il manifesto e la visione fino al 2036

Orizzonte Biotech 2036 nasce come documento programmatico e come invito a una riflessione ampia e condivisa sul futuro del settore in Italia. L’obiettivo è tracciare le condizioni necessarie affinché il Paese esprima pienamente il proprio potenziale scientifico, industriale e sociale, definendo priorità strategiche e linee di intervento per il prossimo decennio.

Il progetto mira a coinvolgere imprese, centri di ricerca, istituzioni e stakeholder dell’ecosistema dell’innovazione in un percorso partecipato per individuare criticità strutturali — dalle barriere regolatorie ai fabbisogni infrastrutturali — e proporre soluzioni concrete per rafforzare la competitività nazionale.

Lo stato del settore e le priorità

Dalle rilevazioni più recenti risulta che il biotech italiano è un comparto in forte crescita: conta quasi 6.000 imprese, impiega oltre 102.000 addetti e genera un fatturato complessivo che si avvicina a 53,4 miliardi di euro. Questi numeri evidenziano un ecosistema maturo e diversificato, ma al tempo stesso mettono in luce lacune che limitano l’espansione e la capacità di attrarre investimenti esteri.

Tra le priorità indicate dal manifesto emergono: il rafforzamento della collaborazione pubblico-privato, una governance regolatoria più efficiente, incentivi agli investimenti in ricerca e sviluppo, e misure per favorire la crescita di imprese innovative e scale-up nazionali.

Rinnovo del Consiglio Direttivo e partecipazione

L’Assemblea dei Soci ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo per il triennio 2026-2029. La composizione della squadra rafforza la rappresentatività dell’Associazione, includendo realtà che esprimono la trasversalità del settore e le diverse dimensioni aziendali. Nei prossimi mesi il progetto coinvolgerà associati, il nuovo Consiglio e stakeholder chiave per tradurre la visione in un piano operativo condiviso.

Il processo di consultazione previsto è concepito per mappare le “crepe” che ancora ostacolano lo sviluppo — dalla carenza di capitale paziente alle difficoltà di internazionalizzazione — e per definire interventi mirati su formazione, infrastrutture e accesso al credito.

Contesto, impatti politici e opportunità

Rafforzare il settore biotech ha riflessi diretti sulle politiche sanitarie, sull’industria farmaceutica e sul sistema produttivo nazionale. Una strategia coerente può favorire la resilienza delle catene di fornitura, stimolare investimenti a lungo termine e creare un circuito virtuoso tra ricerca accademica e imprese.

Per gli investitori, l’Italia offre opportunità legate a competenze scientifiche consolidate e a un mercato europeo vicino. Tuttavia, è necessario migliorare gli strumenti di sostegno al venture capital, snellire i percorsi autorizzativi e promuovere politiche fiscali che incentivino la R&S e il trasferimento tecnologico.

Sul piano istituzionale, il manifesto chiede un ruolo più attivo delle amministrazioni centrali e regionali nell’elaborazione di programmi di sviluppo industriale e nella creazione di centri di eccellenza che possano attrarre talenti e capitali internazionali.

Prossimi passi e coinvolgimento degli stakeholder

Il documento verrà presentato in forma pubblica alla fine dell’anno, dopo un ciclo di consultazioni che dovrà tradursi in un’agenda operativa. La sfida è trasformare una visione condivisa in politiche attuabili, in grado di sostenere la crescita delle imprese biotech italiane e di rafforzare il ruolo dell’Italia nel panorama europeo dell’innovazione.

Per raggiungere questi obiettivi saranno fondamentali interlocuzioni costanti con istituzioni nazionali ed europee, investimenti mirati in infrastrutture e capitale umano, e la capacità del settore di dialogare con il mondo finanziario per sviluppare soluzioni di funding adeguate alle esigenze di lungo periodo.

In sintesi

  • Il rafforzamento del settore biotech può aumentare la competitività industriale italiana ma richiede strumenti finanziari dedicati; migliorare l’accesso al capitale rischio è essenziale per convertire ricerca in prodotti commerciali.
  • Politiche pubbliche stabili e incentivi mirati alla R&S favorirebbero l’attrazione di investimenti esteri e la creazione di filiere di valore nazionali, con benefici per occupazione qualificata e bilancia commerciale.
  • Sviluppare hub regionali di eccellenza e sinergie pubblico-private migliorerebbe la resilienza delle catene di fornitura e faciliterebbe la scalabilità delle imprese, offrendo opportunità concrete per investitori istituzionali e fondi di venture capital.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.