Il token UNI di Uniswap registra un’impennata mentre il resto del mercato crypto guarda al FOMC per indicazioni

Bitcoin ha registrato pressioni di vendita in vista della riunione odierna del FOMC, il primo incontro sotto la guida del nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, con il mercato in attesa delle indicazioni sulla politica monetaria.

La criptovaluta più importante è scesa sotto i 65.000 dollari dopo aver sfiorato i 67.000 il giorno precedente, mentre l’indice di mercato più ampio ha mostrato una prevalenza di ribassi, con la maggior parte dei token in perdita nelle ultime 24 ore.

Laser Digital ha scritto:

“L’attenzione principale della settimana è rivolta alla riunione del FOMC sotto la nuova leadership, con aspettative di mercato che già prezzano rialzi dei tassi fino al 2027.”

Le attese indicano che non è previsto un cambiamento immediato nel tasso sui federal funds in questa seduta; l’interesse degli operatori è rivolto principalmente alla conferenza stampa post-riunione del presidente Warsh, in cerca di segnali sul suo approccio all’inflazione e alla comunicazione della banca centrale.

Sul versante degli altcoin, il token UNI di Uniswap ha registrato un forte rialzo, guadagnando circa il 20% in 24 ore dopo una nota di fiducia da parte di Standard Chartered. Contemporaneamente alcuni asset legati a stablecoin e token come NEAR e INJ hanno perso fino all’8%.

Posizionamento sui derivati

Il mercato dei derivati mostra un atteggiamento relativamente calmo prima della decisione della Fed. Il volume dei future sulle criptovalute è diminuito, così come l’open interest, mentre le liquidazioni giornaliere si sono ridotte in modo significativo rispetto ai picchi recenti.

Questi segnali suggeriscono un temporaneo irrigidimento dell’attività speculativa: operatori e market maker tendono a ridurre esposizioni prima di eventi di politica monetaria rilevanti, limitando la leva e aumentando la liquidità disponibile per assorbire shock.

Volatilità e open interest

L’indice di volatilità implicita a 30 giorni per Bitcoin (BVIV) si è stabilizzato attorno a livelli annualizzati inferiori rispetto a picchi recenti, mentre l’indice di volatilità di Ether mostra una dinamica analoga, indicando una compressione delle aspettative di movimento immediato.

Tra le posizioni aperte, spicca la crescita dell’open interest su Cardano (ADA), che si è avvicinata al massimo registrato l’inizio del mese. L’aumento dell’open interest, accompagnato da una flessione del prezzo e da un delta di volume cumulato negativo, suggerisce un incremento della leva e trading aggressivo tramite ordini di mercato piuttosto che ordini limite passivi.

Altri token come ZEC e SUI hanno visto aumenti di open interest, mentre NEAR e BCH figurano tra i maggiori cali, con evidenze che indicano lo smobilizzo di posizioni con leva durante le fasi di selloff.

La maggior parte dei grandi token, fatta eccezione per TRX e CC, registra un CVD a 24 ore negativo, segno di una prevalenza di vendite aggressive nei flussi di scambio.

Focus su Uniswap e il rally di UNI

UNI prosegue una serie positiva che dura sette giorni, la più lunga dal periodo di agosto 2023, con il prezzo che si è riportato vicino ai 2,75 dollari cancellando le perdite di giugno. L’impulso principale è arrivato da una valutazione rialzista di Standard Chartered, che ha formulato previsioni ambiziose sul lungo termine per il token.

Geoff Kendrick, responsabile degli asset digitali presso Standard Chartered, ha avviato la copertura suggerendo un percorso di forte crescita basato sull’espansione delle applicazioni di finanza decentralizzata e sull’adozione di asset reali tokenizzati all’interno dei pool della piattaforma.

Due fattori fondamentali sostengono la tesi rialzista: il sistema di fee switch di Uniswap, attivo dalla fine del 2025, che destina una quota delle commissioni al riacquisto e al burn di UNI, riducendo l’offerta circolante di oltre 100 milioni di token; e il lancio di azioni tokenizzate sui pool real-world-asset che hanno già generato volumi significativi, segnalando interesse istituzionale e retail verso l’integrazione tra mercati tradizionali e DeFi.

Prospettive e implicazioni

Nel breve termine, la reattività del mercato delle criptovalute alla comunicazione della Fed sarà cruciale: un indirizzo più restrittivo o inaspettatamente cauto del nuovo presidente potrebbe amplificare movimenti di volatilità, mentre un tono attendista potrebbe mantenere un clima di consolidamento.

Per gli investitori italiani la raccomandazione rimane la stessa: gestire la leva con prudenza, monitorare la qualità della liquidità nei principali exchange e considerare che eventi di politica monetaria statunitense continuano a condizionare correzioni e rimbalzi anche sui mercati digitali.

In sintesi

  • La reazione del mercato a breve dipenderà soprattutto dalla conferenza stampa del nuovo presidente della Federal Reserve, che può rimodellare i prezzi degli asset rischiosi e dei derivati crypto.
  • L’aumento dell’open interest su alcuni altcoin suggerisce un ritorno di capitale con leva: ciò aumenta il rischio di movimenti amplificati in caso di shock di mercato, richiedendo strategie di rischio più difensive.
  • Le iniziative di governance e deflazione su token come UNI rappresentano fattori strutturali interessanti per investitori orientati al lungo termine, ma richiedono verifica sulla sostenibilità dei volumi e sull’adozione reale di prodotti tokenizzati.
  • Per gli investitori retail italiani, la gestione della liquidità e della leva rimane prioritaria: eventi macro statunitensi continueranno a essere il principale driver di volatilità anche per i portafogli crypto.


Author: Tony
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