BitGo offre una boccata d’ossigeno alle società crypto dell’UE per adeguarsi a MiCA mentre si avvicina la scadenza delle licenze

Le imprese idonee possono continuare a valutare o perseguire in parallelo le proprie licenze CASP focalizzate su MiCA, integrando al contempo l’infrastruttura offerta da BitGo Europe.

La scadenza finale per la transizione al regime regolamentare MiCA è prevista per la fine del mese e rappresenta una svolta normativa che costringerà alcune società a sospendere le attività. Secondo stime di settore, il panorama europeo contava oltre 3.000 società crypto registrate nel 2024, con oltre 1.400 registrazioni solo in Polonia. A maggio 2026 risultavano autorizzate 194 CASP (inclusi gli istituti di credito) e, secondo lo studio del colosso legale Hogan Lovells, è probabile che circa il 75% della popolazione pre-MiCA perda lo status di registrazione man mano che termineranno i periodi transitori.

Belshe ha affermato che le imprese non devono necessariamente chiudere a causa dei requisiti normativi di MiCA, osservando che i regolatori sono consapevoli dell’offerta infrastrutturale di BitGo volta a migliorare la conformità.

Belshe ha spiegato:

“Esiste un importo minimo mensile che si paga, simile a quanto è sempre esistito. Si tratta di un paio di migliaia di dollari al mese che può crescere con il volume.”

Belshe ha aggiunto:

“Poi i clienti possono scegliere piani a tariffazione variabile, dove pagano di più per transazione, oppure optare per piani a tariffa fissa che prevedono un costo predeterminato e un esborso complessivamente inferiore.”

Contesto normativo e finalità di MiCA

MiCA (Markets in Crypto-Assets) è il quadro normativo dell’Unione Europea concepito per armonizzare le regole sui criptoattivi, tutelare gli investitori e rafforzare la stabilità finanziaria. L’obiettivo è creare requisiti chiari per le funzioni chiave — come la custodia, l’emissione di token e i servizi di scambio — e introdurre obblighi prudenziali per i fornitori di servizi di criptoattivi (CASP).

La fine dei periodi transitori comporta un doppio effetto: da un lato certifica operatori più solidi e conformi, dall’altro accelera una fase di consolidamento che probabilmente ridurrà il numero di operatori attivi nel mercato europeo.

Offerta di BitGo Europe e modelli di prezzo

BitGo Europe propone un’infrastruttura che permette ai fornitori di servizi crypto di appoggiarsi a soluzioni già conformi per adempiere agli obblighi di MiCA. Questa possibilità riduce la necessità di sviluppare internamente sistemi complessi e può abbreviare i tempi per ottenere o mantenere l’autorizzazione.

I modelli tariffari descritti da Belshe trasformano costi fissi iniziali elevati in una struttura più scalabile: un minimo mensile gestibile per le realtà con volumi ridotti e opzioni variabili o fisse in base al profilo di utilizzo. Per le start-up ciò significa spostare parte del capitale iniziale su costi operativi più prevedibili, mentre per gli incumbent si tratta di ottimizzare il rapporto tra costi e volumi.

Impatto sul settore e sulle imprese italiane

Per il mercato italiano, la riduzione del numero di operatori europei può tradursi in una concentrazione dell’offerta, con effetti sulla concorrenza e sui prezzi dei servizi di custodia e trading. Tuttavia, una base normativa più solida aumenta la fiducia degli investitori istituzionali e potrebbe favorire l’ingresso di banche e grandi asset manager nel segmento crypto.

Le piccole società italiane che non dispongono delle risorse per adeguarsi potrebbero valutare l’integrazione di soluzioni esterne come quelle di BitGo Europe per mantenere l’accesso al mercato. In alternativa, alcune attività potrebbero spostarsi in giurisdizioni con regimi differenti, alimentando il rischio di arbitraggio regolamentare.

Considerazioni operative e strategiche

L’adozione di infrastrutture compliant rappresenta una scelta strategica: riduce il rischio di non conformità, consolida i processi di custodia e reporting e può accelerare l’autorizzazione come CASP. D’altra parte, trasferire funzioni critiche a fornitori esterni implica dipendenza tecnologica e necessità di verifiche continue sui controlli di sicurezza e governance del fornitore.

Per gli investitori italiani, il quadro che emerge suggerisce una fase di selezione degli attori compatibili con elevati standard operativi: ciò può tradursi in una maggiore qualità dell’offerta, ma anche in un periodo di incertezza sui costi e sulla disponibilità di servizi specializzati.

In sintesi

  • La transizione a MiCA favorirà la concentrazione del mercato europeo dei servizi crypto; per gli operatori italiani si profila la necessità di scegliere tra integrazione tecnologica esterna o investimenti interni significativi.
  • I modelli di prezzo basati su un minimo mensile più piani variabili o fissi trasformano costi iniziali in spese operative più prevedibili, un elemento che può agevolare le start-up nel breve termine ma aumentare i costi complessivi per volumi elevati.
  • Una regolamentazione uniforme aumenterà l’attrattività per gli investitori istituzionali, potenzialmente favorendo l’ingresso di banche e gestori patrimoniali italiani nel segmento crypto, con effetti positivi sulla liquidità e sulla professionalizzazione del mercato.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.