Sale il prezzo di btc dopo l’aumento dei tassi in Giappone: xlm, inj e uni in rialzo

Bitcoin ha registrato un aumento e si è avvicinato a quota 66.400 dollari dopo che il Bank of Japan ha incrementato i tassi di interesse raggiungendo il massimo degli ultimi 31 anni: il prezzo è salito da circa 65.600 dollari nelle contrattazioni asiatiche a oltre 66.500 dollari in quelle europee, segnando un rialzo del 1,5% nelle ultime 24 ore e proseguendo la ripresa dopo il minimo del 5 giugno sotto i 60.000 dollari.

La ripresa di Bitcoin è stata accompagnata da risultati ancora più pronunciati per alcuni altcoin: Stellar (XLM), Injective (INJ) e Uniswap (UNI) hanno segnato rialzi compresi tra il 13% e il 16%, posizionandosi tra i migliori performer tra le prime 100 criptovalute per capitalizzazione.

Il guadagno di UNI è stato favorito dall’avvio di copertura da parte di Standard Chartered, che ha fissato un obiettivo di prezzo di medio-lungo termine di 100 dollari per il token entro il 2030, contribuendo a rinnovato interesse istituzionale sul progetto.

In controtendenza, la memecoin SIREN ha esteso la sua caduta, perdendo un ulteriore 21% in 24 ore e accusando un calo del 77% da inizio mese: dati on-chain hanno evidenziato che un large holder (una “whale”) ha liquidato una porzione pari al 92% dell’offerta, evento ritenuto la causa principale del collasso.

Derivati e posizionamento

Il mercato crypto mostra una ritrovata propensione al rischio: il volume totale delle negoziazioni nelle 24 ore è salito del 51% a 207 miliardi di dollari, l’open interest è aumentato del 2,4% raggiungendo 113,41 miliardi e le liquidazioni sono esplose del 64% a 561 milioni, con le posizioni short che rappresentano la maggior parte delle chiusure forzate.

La leva finanziaria sta tornando: l’open interest sui futures BTC è salito a 747.000 BTC, segnando il terzo aumento giornaliero consecutivo e il valore più alto dal 4 giugno. Questo andamento suggerisce che gli investitori stanno gradualmente riallocando rischio, coerente con funding rates annualizzati vicino allo zero e con un delta cumulato del volume corretto per l’open interest (CVD) positivo nelle 24 ore.

L’open interest sui futures Ether è aumentato, salendo a 14,20 milioni di ETH da un recente minimo di 13,64 milioni, una variazione modesta ma che conferma la direzione di ripresa del mercato.

Tra le principali criptovalute, LTC si è distinta: il suo open interest è cresciuto del 6,6% a 6,86 milioni di token nelle ultime 24 ore. Tuttavia, su base assoluta si tratta ancora di un livello contenuto rispetto al picco di gennaio a 9,29 milioni, perciò il posizionamento complessivo resta moderato.

Al contrario, TON, BCH e HBAR hanno visto un calo dell’open interest, indicativo di deflussi di capitale. TON è particolarmente significativo: il rebranding in GRAM non ha migliorato il sentiment dei trader e il CVD a 24 ore risulta il più negativo tra i major, suggerendo che la pressione venga esercitata da venditori esecutivi piuttosto che da ordini limite passivi.

La volatilità, però, offre segnali incoraggianti per i rialzisti: sia BVIV che EVIV — gli indici di volatilità implicita a 30 giorni per BTC e ETH — hanno quasi annullato lo spike osservato nella prima settimana del mese, riflettendo una diminuzione della paura di mercato e sostenendo l’ipotesi di una continuazione della ripresa.

Sulla piattaforma Deribit le put su BTC con strike tra 58.000 e 64.000 dollari sono state tra le opzioni più scambiate nelle ultime 24 ore; i flussi di blocco hanno mostrato strategie come i put condor, strumenti non direzionali mirati a sfruttare una certa fascia di volatilità piuttosto che scommettere su un direzione netta del prezzo.

Discussione sui token

La token più discussa lunedì è stata Avalanche (AVAX) durante il rally generale delle criptovalute, ma nel suo caso il dibattito si è intensificato in chiave negativa: il rapporto tra commenti positivi e negativi è sceso a circa 0,85, indicando che i post ribassisti ora superano quelli rialzisti rispetto ai livelli molto ottimistici di gennaio, secondo le analisi di sentiment on-chain.

Le critiche riguardano la quota di attenzione della comunità e la velocità di crescita rispetto a concorrenti più rapidi come Solana e Sui, con segnalazioni di spostamento dell’attività degli sviluppatori e della base utenti verso questi ecosistemi.

Il prezzo riflette questo umore: AVAX viene scambiato attorno a 6,88 dollari, vicino al minimo della sua fascia recente e lontano dal livello vicino a 10 dollari di un mese fa. Tuttavia, ricorrente nell’analisi contrarian è l’osservazione che un sentiment estremamente negativo può segnare potenziali opportunità d’ingresso piuttosto che un punto di massimo.

Le fondamenta di Avalanche restano presenti: partnership istituzionali, progetti con legami governativi e l’architettura delle subnet che consente il lancio di blockchain applicative su misura. La narrativa ribassista si concentra più sulla perdita di momentum relativo che su un collasso strutturale dell’ecosistema.

Considerazioni macro e per gli investitori italiani

L’incremento dei tassi da parte del Bank of Japan ha ripercussioni oltre il mercato obbligazionario: in un contesto globale di rialzi, valute e carry trade possono riaggiustare flussi di liquidità verso o fuori dagli asset rischiosi, inclusi i crypto asset. Per gli investitori italiani questo significa monitorare non solo il sentiment crypto, ma anche l’evoluzione dei tassi e dei flussi internazionali che influenzano la domanda di rischio.

La maggiore attività sui derivati e l’aumento dell’open interest segnalano che alcuni operatori stanno aumentando la leva; tale dinamica può amplificare i movimenti di prezzo, aumentando il rischio di scariche di volatilità e liquidazioni. Strategie con derivati richiedono quindi stretta gestione del rischio, specialmente per chi utilizza margini.

Infine, la divergenza tra sentiment e fondamentali su progetti come Avalanche ricorda che analisi on-chain, metriche di sviluppo e partnership istituzionali restano elementi chiave per valutare opportunità d’investimento a lungo termine, oltre al mero rumore dei social.

In sintesi

  • La riapertura del rischio dopo la mossa del Bank of Japan favorisce la domanda di crypto, ma gli investitori devono monitorare l’effetto leva sui derivati che può amplificare la volatilità.
  • Il rialzo dell’open interest indica interesse alla ripresa, ma livelli assoluti contenuti per alcune valute come LTC suggeriscono che il posizionamento complessivo rimane prudente.
  • Sentiment molto negativo su AVAX può generare opportunità contrarian; tuttavia la valutazione dovrebbe bilanciare indicatori on-chain e fondamentali tecnologici piuttosto che basarsi soltanto sul rumore sociale.
  • Per gli investitori italiani è cruciale integrare l’analisi macro (tassi e flussi internazionali) con una rigorosa gestione del rischio su posizioni a leva e un’attenzione alle implicazioni fiscali e normative locali.


Author: Tony
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