La Campania cresce dello 0,9%: supera la media italiana
- 16 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nel 2025 la crescita dell’attività economica in Campania è proseguita, seppur a ritmi contenuti: l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER), elaborato dalla Banca d’Italia, segnala un aumento del prodotto regionale dello 0,9%, valore analogo all’anno precedente ma superiore sia alla media nazionale sia a quella del Mezzogiorno.
Dinamica settoriale
Nel corso dell’anno si è interrotta la fase negativa che aveva colpito le imprese industriali l’anno precedente: il saldo tra imprese con ricavi in aumento e quelle in calo è tornato positivo. Il comparto agroalimentare ha mostrato un miglioramento generalizzato delle vendite, mentre l’attività produttiva nell’automotive è continuata a contrarsi, risentendo della domanda sia interna sia estera.
I servizi hanno registrato una crescita diffusa del fatturato, con una quota di imprese in espansione superiore di oltre un quarto rispetto a quelle in diminuzione. Il turismo ha beneficiato dell’incremento delle presenze straniere, che ha sostenuto anche il traffico aeroportuale. L’attività portuale è cresciuta in termini di passeggeri e volumi di merci, eccetto il traffico rotabile.
Nel settore delle costruzioni, l’attività è stata supportata dall’avanzamento delle opere finanziate dal PNRR e dalle spese per lavori pubblici realizzate dagli enti locali campani, che hanno contribuito a sostenere domanda e occupazione nel comparto.
Investimenti ed export
Secondo la Banca d’Italia, gli investimenti aziendali nel 2025 sono cresciuti complessivamente, ma con differenze tra imprese: le quote di industria e servizi che hanno aumentato la spesa in conto capitale si sono più o meno equivalenti a quelle che l’hanno ridotta. Le aspettative per l’anno in corso indicano una sostanziale stabilità della spesa in conto capitale rispetto al 2025.
Le esportazioni regionali, che avevano registrato una flessione nel 2024, sono riprese nel 2025, trainate principalmente dal settore farmaceutico e sostenute dai comparti degli aeromobili e del metallurgico. L’export del settore automotive ha invece mostrato un calo marcato, in particolare verso gli Stati Uniti, mentre le vendite estere dell’agroalimentare si sono mantenute sostanzialmente stabili.
Mercato del lavoro
La moderata espansione economica ha riflessi positivi sul mercato del lavoro: nel 2025 l’occupazione in Campania è aumentata più che nella media del Mezzogiorno e dell’Italia. La crescita ha interessato tutti i settori, con un’incidenza maggiore nei servizi e nell’industria. Si è registrato un incremento dei lavoratori dipendenti, soprattutto a tempo indeterminato, mentre il numero degli autonomi è diminuito, in controtendenza rispetto al dato nazionale.
Sono aumentate anche le ore lavorate e la quota di occupati a tempo pieno, pur restando elevata la presenza di part time involontario. Il tasso di occupazione e quello di partecipazione sono migliorati, ma rimangono significativamente al di sotto della media nazionale. Il tasso di disoccupazione è sceso di quasi due punti percentuali, mentre è aumentato il ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare alla Cassa integrazione straordinaria, concentrata soprattutto nei mezzi di trasporto e nel commercio.
Ruolo delle istituzioni e implicazioni per le politiche locali
Il monitoraggio della Banca d’Italia offre elementi utili per le scelte di politica economica regionale: la combinazione tra interventi del PNRR e investimenti pubblici locali ha svolto una funzione anticiclica per la Campania. Per gli amministratori regionali e comunali la sfida sarà ora trasformare gli impulsi temporanei in investimenti duraturi, migliorando la capacità di assorbire fondi e incentivando progetti privati complementari.
Dal punto di vista delle politiche nazionali ed europee, la stabilità degli investimenti e il recupero delle esportazioni in alcuni settori chiave rendono rilevante mantenere misure di sostegno mirate, in particolare per favorire la transizione tecnologica nell’industria e la digitalizzazione dei servizi turistici e portuali.
In sintesi
- Il recupero moderato dell’economia regionale aumenta l’attrattività per investimenti nel farmaceutico e nei servizi logistici; investitori istituzionali e fondi privati dovrebbero valutare opportunità legate a filiere export-oriented.
- L’avanzamento delle opere del PNRR e la spesa pubblica locale offrono opportunità per contractor e imprese edili, ma richiedono miglior gestione dei progetti per evitare ritardi e sprechi.
- La ripresa dell’occupazione, concentrata su lavoro dipendente stabile, suggerisce un potenziale aumento della domanda interna nel medio termine, con effetti positivi sui consumi e sul credito al dettaglio.
- La vulnerabilità dell’automotive ai mercati esteri sottolinea la necessità di diversificazione delle destinazioni di export e di investimenti in ricerca e sviluppo per aumentare la resilienza delle catene locali.