Apple al centro di un’indagine antitrust sull’interoperabilità del cloud
- 16 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine formale nei confronti di Apple per verificare il rispetto degli obblighi di interoperabilità imposti dal Digital Markets Act sui sistemi operativi iOS e iPadOS.
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha dichiarato:
“L’indagine riguarda l’osservanza dell’obbligo di interoperabilità previsto dal Digital Markets Act, in particolare la possibilità per i fornitori terzi di servizi cloud consumer di accedere alle componenti hardware e software disponibili per il servizio iCloud.”
Contesto normativo
Ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 7, del Digital Markets Act, i cosiddetti gatekeeper devono garantire ai fornitori terzi di servizi cloud consumer, senza oneri, un’effettiva interoperabilità con i sistemi operativi e la parità di accesso alle stesse componenti hardware e software rese disponibili al servizio proprietario.
Nel caso in esame, l’Autorità applica per la prima volta poteri conferiti anche dall’articolo 38, paragrafo 7, del regolamento europeo, come recepiti dalla legge 30 dicembre 2023, n. 214 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022), che attribuisce compiti di supporto investigativo alla stessa Autorità in cooperazione con la Commissione europea.
I rilievi dell’Autorità
L’Autorità dispone di elementi che lasciano ritenere che alcuni fornitori terzi di servizi cloud consumer non siano messi nelle stesse condizioni operative del servizio iCloud. In particolare, sembra che a questi servizi alternativi non sia consentito accedere a determinate componenti di iOS e iPadOS necessarie per eseguire un backup integrale dei dati presenti sui dispositivi, una funzionalità invece disponibile per il servizio proprietario.
Il nucleo dell’accertamento verificherà se l’assenza di accesso a tali componenti costituisca una discriminazione o una pratica che limita la concorrenza nel mercato del cloud storage e dei servizi digitali agli utenti finali.
Cooperazione con la Commissione europea
Il procedimento è stato avviato in stretta collaborazione con la Commissione europea. I risultati dell’indagine condotta dall’Autorità saranno trasferiti all’organo comunitario, che riveste il ruolo centrale nell’applicazione del Digital Markets Act a livello europeo.
Questa cooperazione riflette il meccanismo stabilito dalla normativa: autorità nazionali possono svolgere indagini preliminari e fornire elementi tecnici e probatori alla Commissione, contribuendo così alla gestione coordinata dei casi contro i gatekeeper.
Implicazioni per il mercato e per gli utenti
Un’accertata violazione degli obblighi di interoperabilità potrebbe avere conseguenze concrete sul mercato: misure correttive obbligatorie, interventi tecnici per rendere accessibili API o componenti, e potenzialmente sanzioni. Tali esiti inciderebbero sul modello di integrazione verticale che caratterizza l’ecosistema Apple.
Per i consumatori e per le imprese italiane, in particolare per le PMI che offrono soluzioni cloud, una maggiore interoperabilità potrebbe ampliare l’offerta, favorire l’innovazione e ridurre i costi di switching. D’altro canto, Apple ha più volte sollevato questioni relative a sicurezza e privacy in relazione all’apertura di determinate componenti del sistema operativo, che saranno centrali nella difesa tecnica dell’azienda.
Nei prossimi mesi l’istruttoria potrà richiedere acquisizione di documentazione tecnica, test di funzionamento e consultazioni con soggetti terzi interessati, prima che la Commissione decida eventuali provvedimenti a livello europeo.
In sintesi
- Un esito favorevole all’apertura forzata delle componenti software ridurrebbe il controllo verticale dei gatekeeper, aumentando la competitività nel mercato del cloud storage a vantaggio dei fornitori alternativi.
- Gli investitori dovrebbero monitorare possibili impatti sui ricavi dei servizi proprietari e sulle spese operative per adeguare API e garanzie di sicurezza: ciò può modificare la valutazione delle aziende che operano nell’ecosistema mobile.
- Per il sistema produttivo italiano, maggiore interoperabilità può tradursi in opportunità per fornitori locali di servizi cloud e in un incremento della domanda per soluzioni integrate conformi agli standard europei.
- La cooperazione tra autorità nazionali e Commissione europea rende probabile una decisione coordinata a livello Ue, con effetti normativi e di mercato che vanno oltre il singolo caso e che potrebbero ridefinire le regole per i big tech in Europa.