AIEL evidenzia il peso degli impianti obsoleti: il 79% dei generatori a biomassa in Italia genera oltre il 91% delle emissioni
- 16 Giugno 2026
- Posted by: Francesca Mennone
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale 2
Il futuro del riscaldamento a biomassa legnosa in Italia passa dal rinnovo tecnologico degli impianti esistenti. Non è infatti il nuovo installato a rappresentare il principale fattore critico sul fronte ambientale, quanto piuttosto la presenza di un parco impianti ancora fortemente datato. È questa una delle principali evidenze contenute nel Rapporto statistico AIEL 2025, che analizza il ruolo del legno nel riscaldamento residenziale e commerciale italiano, offrendo una fotografia aggiornata al 2024 del comparto.
Secondo il rapporto, nel nostro Paese risultano installati circa 8,8 milioni di generatori a biomassa legnosa, quasi interamente destinati all’utilizzo domestico e, nella maggior parte dei casi, con potenze inferiori ai 35 kW. Tuttavia, il dato più significativo riguarda il profilo tecnologico degli impianti: il 79% del parco installato è ancora costituito da apparecchi classificati 2 stelle o non classificabili, tecnologie ormai superate responsabili di oltre il 91% delle emissioni di particolato fine generate dal settore.
Al contrario, le tecnologie più avanzate – i generatori 4 e 5 stelle – rappresentano oggi circa il 12% del totale degli impianti installati, pur costituendo quasi la totalità delle vendite degli ultimi anni, contribuendo soltanto per circa il 4% delle emissioni complessive.
Il nodo del parco impianti vetusto
Il rapporto mette in evidenza come il tema dell’inquinamento atmosferico associato al riscaldamento domestico a biomassa sia strettamente legato alla permanenza in esercizio di apparecchi tecnologicamente superati.
«I dati mostrano con chiarezza che il problema dell’inquinamento non è determinato dal nuovo installato, ma dal parco impianti più datato ancora in esercizio», sottolinea Marco Bussone, Presidente di AIEL – Associazione Italiana Energia dal Legno. «Le tecnologie più recenti hanno livelli emissivi molto più bassi e prestazioni energetiche nettamente superiori. Per questo la priorità delle politiche pubbliche deve essere accelerare la sostituzione degli apparecchi obsoleti».
Il turnover tecnologico riduce le emissioni
Negli ultimi anni il rinnovo tecnologico del comparto ha già prodotto effetti concreti sul piano ambientale.
Tra il 2017 e il 2024, infatti, la progressiva diffusione di generatori più efficienti ha consentito di ridurre le emissioni complessive di PM10 del settore di circa il 21%, nonostante il numero totale di impianti installati sia rimasto sostanzialmente stabile.
Il dato conferma come l’impatto ambientale del riscaldamento a biomassa dipenda in misura prevalente dalla qualità delle tecnologie impiegate piuttosto che dal numero assoluto degli impianti presenti sul territorio.
Le proiezioni al 2030 e i rischi di rallentamento
Secondo le stime contenute nel Rapporto statistico AIEL 2025, mantenendo l’attuale ritmo di rinnovo del parco impianti, entro il 2030 potrebbe essere raggiunta un’ulteriore riduzione delle emissioni di particolato pari a circa il 18% rispetto ai livelli del 2024.
Tuttavia, l’associazione evidenzia come questo percorso non sia automatico. Le dinamiche di mercato e le future politiche pubbliche potrebbero infatti rallentare il turnover tecnologico, limitando parte del potenziale beneficio ambientale previsto.
«L’analisi degli scenari contenuta nel Rapporto restituisce un messaggio chiaro – inasprire ulteriormente i requisiti emissivi per i nuovi impianti non è la strada giusta, poiché incide su una quota ancora minoritaria del parco installato», prosegue il Presidente Bussone. «I risultati più significativi si ottengono invece accelerando il turnover tecnologico degli impianti esistenti, intervenendo in particolare sulla sostituzione delle tecnologie più obsolete, in particolare a 2 e 3 stelle. È su questa parte di parco che si concentra la quasi totalità delle emissioni».
Le priorità per le politiche pubbliche
Per favorire un’accelerazione del rinnovo del parco impianti, AIEL individua alcune azioni considerate prioritarie: il rafforzamento e la stabilizzazione degli incentivi per la sostituzione degli impianti più datati, un maggiore coordinamento dei bandi regionali, controlli più efficaci sugli impianti non accatastati e campagne informative rivolte ai cittadini.
L’obiettivo è aumentare la conoscenza dei benefici offerti dalle tecnologie più moderne e promuovere un uso corretto dei biocombustibili legnosi, valorizzando il contributo della biomassa alla transizione energetica.
«Il percorso di riduzione delle emissioni è già iniziato e sta producendo risultati concreti –, conclude Bussone –. La sfida ora è trasformare il rinnovo tecnologico in una politica strutturale, accelerando la sostituzione degli impianti più obsoleti e valorizzando pienamente il contributo delle biomasse legnose alla transizione energetica».