Trump annuncia la firma dell’accordo di pace con l’Iran domenica, smentendo Teheran
- 14 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Donald Trump ha dichiarato che un accordo per porre fine alle ostilità tra gli Stati Uniti e Iran è previsto per la firma domenica, nonostante funzionari a Teheran abbiano espresso in precedenza dubbi sulla tempistica dell’intesa.
Donald Trump ha dichiarato:
“L’accordo è programmato per essere firmato domani e, immediatamente dopo la firma, lo Stretto di Hormuz sarà APERTO A TUTTI.”
Contesto dell’intesa e ruolo della mediazione
Secondo quanto riferito da fonti coinvolte nella mediazione, il Pakistan sta facilitando i contatti e ha indicato che un’intesa potrebbe materializzarsi entro 24 ore. Si tratterebbe di un memorandum d’intesa volto a estendere il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran per 60 giorni e a riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il blocco navale sul traffico nello Stretto di Hormuz aveva interrotto circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e di gas naturale liquefatto, contribuendo all’aumento dei prezzi delle materie prime e generando uno shock di fiducia che ha pesato sui mercati finanziari e sulle criptovalute negli ultimi mesi.
Dichiarazioni ufficiali di Islamabad e di Teheran
Shehbaz Sharif, Primo Ministro del Pakistan, ha affermato:
“Siamo più vicini a un accordo di pace che in passato. Con la finalizzazione probabile nelle prossime 24 ore, il Pakistan si sta preparando alla firma elettronica dell’intesa immediatamente dopo, seguita da colloqui tecnici la settimana prossima.”
Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha spiegato che la firma non è confermata per domenica e che potrebbe avvenire “nei prossimi giorni”.
Esmaeil Baghaei ha spiegato:
“Dovremo aspettare per conoscere la data esatta della firma del memorandum d’intesa, sebbene non sarà domani.”
Impatto sui mercati finanziari e sulle criptovalute
Analisti di mercato osservano che una de-escalation del conflitto e la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbero ridurre le pressioni sui prezzi energetici e ricondurre liquidità verso gli asset rischiosi. Tra gli operatori del settore crypto, si attende che una maggiore stabilità geopolitica favorisca nuovi afflussi nel settore.
Michaël van de Poppe, analista di criptovalute, ha dichiarato:
“Un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti probabilmente provocherà un’impennata del Bitcoin, accompagnata da flussi positivi verso gli ETF spot su Bitcoin. La liquidità tornerà sugli asset risk-on in cerca di opportunità; dopo alcune operazioni di mercato rilevanti, è probabile che una parte di questa liquidità confluisca nelle criptovalute.”
La settimana scorsa i fondi ETF legati a Bitcoin hanno registrato deflussi netti per circa 315,84 milioni di dollari, segnando la quinta settimana consecutiva di uscite per questi prodotti legati alla criptovaluta.
James Butterfill, responsabile della ricerca presso CoinShares, ha affermato che i recenti flussi in uscita dai prodotti d’investimento in attività digitali sono stati trainati soprattutto da fattori geopolitici: l’incertezza legata al conflitto iraniano ha influenzato le aspettative sui tassi d’interesse e sulla propensione al rischio degli investitori.
Al momento Bitcoin viene scambiato intorno a 64.491 dollari, con un rialzo dell’1,5% nelle ultime 24 ore, evidenziando una reazione positiva delle negoziazioni dopo le notizie sul possibile accordo.
Prospettive e rischi residui
Pur trattandosi di un passo verso la normalizzazione, resta elevata l’incertezza: l’efficacia di un memorandum d’intesa dipende dalla implementazione tecnica, dal monitoraggio internazionale e dalla capacità delle parti di rispettare gli impegni sui cessate il fuoco e sulle rotte marittime. Eventuali ritardi o recrudescenze potrebbero rapidamente modificare il sentiment nei mercati energetici e finanziari.
Per gli investitori italiani, la riduzione della volatilità sui mercati energetici potrebbe alleviare pressioni inflazionistiche locali e migliorare le prospettive delle imprese esposte ai costi dell’energia; tuttavia, la trasformazione di segnali politici in risultati concreti richiederà verifiche e tempi tecnici che i mercati potrebbero scontare in anticipo.
In sintesi
- Un accordo tra Stati Uniti e Iran potrebbe ricondurre liquidità verso asset rischiosi, favorendo un rimbalzo del Bitcoin e degli ETF legati alle criptovalute; gli investitori dovrebbero però valutare la sostenibilità dei flussi nel medio termine.
- La riapertura dello Stretto di Hormuz ridurrebbe pressioni sui prezzi energetici globali, con potenziali benefici per le imprese italiane a forte intensità energetica e per la dinamica inflazionistica domestica.
- La natura non vincolante del memorandum d’intesa richiede attenzione: difficoltà di attuazione o ritardi potrebbero innescare nuove fasi di volatilità, impattando i mercati obbligazionari e valutari.