Dall’abbigliamento alle borse: la contraffazione in Italia pesa 2,3 miliardi
- 12 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Italia perde circa 2,3 miliardi di euro a causa della contraffazione nel settore del design, secondo una stima che mette insieme perdite nell’abbigliamento, nelle borse e negli accessori di lusso. La fetta maggiore, pari a circa 1,7 miliardi di euro, riguarda il comparto dell’abbigliamento, mentre borse, gioielli e orologi pesano per circa 640 milioni. Le imprese più esposte risultano essere le Pmi, che spesso hanno risorse limitate per difendere i propri modelli e marchi.
I dati dell’indagine
L’analisi è basata sui risultati pubblicati dall’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale), che ha evidenziato il crescente ruolo del design nelle decisioni d’acquisto dei consumatori all’interno della Unione europea. Lo studio mette in luce come aspetto estetico e funzionale del prodotto influenzi significativamente la propensione alla spesa.
EUIPO ha dichiarato:
“Il 72% dei consumatori europei considera importante il design del prodotto al momento di decidere cosa acquistare. Circa un terzo (31%) ritiene che il disegno o modello sia molto o estremamente importante. Inoltre, la metà dei consumatori dell’UE apprezza un buon design e quasi tre consumatori su quattro (73%) sono disposti a pagare di più per un prodotto caratterizzato da un design migliore.”
La contraffazione come fattore di rischio
EUIPO ha sottolineato:
“Con l’aumento dell’importanza del design nelle decisioni dei consumatori, designer e imprese europee sono esposti a rischi crescenti derivanti dalla contraffazione.”
Lo studio segnala come la copia non autorizzata metta sotto pressione settori chiave come la moda, l’arredamento, l’elettronica e altri beni di consumo, erodendo il valore intangibile del marchio e la capacità di innovare. Questo fenomeno è particolarmente elevato tra i consumatori più giovani: circa il 13% degli europei dichiara di aver acquistato intenzionalmente prodotti contraffatti, quota che sale al 26% nella fascia 15-24 anni.
Impatto sulle imprese italiane
Per le aziende italiane, specialmente per le Pmi che rappresentano una parte consistente del manifatturiero del paese, la diffusione di prodotti contraffatti significa perdita di fatturato, riduzione delle margini di profitto e minore capacità di investire in ricerca e sviluppo. La contraffazione può anche danneggiare la reputazione del made in Italia, con effetti di lungo periodo sulle esportazioni e sull’attrattività dei brand italiani sui mercati internazionali.
Dimensione digitale e difficoltà di contrasto
La diffusione online dei prodotti contraffatti complica ulteriormente le attività di controllo: mercati digitali e piattaforme di vendita facilitano l’accesso a copie a basso costo e spesso nascondono la catena dell’offerta. Le iniziative di enforcement richiedono coordinamento tra autorità doganali, istituzioni europee e piattaforme digitali, oltre a investimenti in tracciabilità, tecnologie anti-contraffazione e campagne informative rivolte ai consumatori.
Conseguenze per gli investitori
Per gli investitori valutare l’esposizione di un’azienda al rischio di contraffazione è ormai parte integrante dell’analisi: brand forti e tutela della proprietà intellettuale diventano fattori di differenziazione. Le imprese che implementano strategie efficaci di protezione del design — ad esempio registrazioni di modelli, sistemi di autenticazione e controllo delle filiere digitali — tendono a preservare valore e a offrire prospettive più stabili per il capitale.
Azioni possibili e ruolo delle istituzioni
Per contrastare il fenomeno sono necessari interventi a più livelli: rafforzamento delle normative sul proprietà intellettuale, maggiore cooperazione transfrontaliera nelle operazioni doganali, obblighi più stringenti per le piattaforme online e incentivi per le PMI a dotarsi di strumenti di protezione. Anche campagne di sensibilizzazione rivolte ai consumatori più giovani possono ridurre la domanda di prodotti contraffatti.
Prospettive per il mercato italiano
Il rafforzamento della tutela del design è strategico per il rilancio della competitività italiana: proteggere l’originalità dei prodotti significa preservare posti di lavoro, attrarre investimenti e mantenere il valore distintivo del made in Italia. La transizione digitale delle imprese deve essere accompagnata da misure di compliance e monitoraggio per ridurre la vulnerabilità alle imitazioni.
In sintesi
- La contraffazione nel design erode non solo il fatturato ma anche l’intangibile delle aziende italiane; per gli investitori è un indicatore di rischio reputazionale e operativo da monitorare.
- Le Pmi italiane devono considerare investimenti mirati in protezione della proprietà intellettuale e tecnologie anti-contraffazione per difendere margini e capacità d’innovazione.
- Un efficace mix di politiche pubbliche, cooperazione internazionale e responsabilità delle piattaforme digitali è essenziale per ridurre l’offerta e la domanda di prodotti contraffatti.