Ballaré: il patto tra manager e imprenditori per rilanciare il paese

Marco Ballaré, presidente di Manageritalia, ha aperto i lavori dell’assemblea annuale a Milano richiamando l’attenzione su una crescita economica troppo debole e su una forte vulnerabilità del Paese rispetto ai fattori internazionali, in particolare sul fronte energetico.

Marco Ballaré ha dichiarato:

“Viviamo in una fase geopolitica complessa, ma l’Italia si muove in una condizione di crescita moderata, inferiore all’uno per cento da molto tempo. Le ultime stime dell’Istat indicano per il 2025 una crescita del PIL intorno allo 0,6% e per il 2026 dello 0,8%, trainata soprattutto dalla domanda interna. È fondamentale costruire un patto tra imprenditori, manager e istituzioni per uscire da questo scenario di crescita stagnante.”

L’aumento dei dirigenti nel terziario

Secondo Manageritalia il numero di dirigenti del terziario di mercato è in aumento: l’associazione cresce ogni anno tra il 3% e il 4% in termini di iscritti. Tuttavia, per Ballaré questo ritmo non è sufficiente per incidere sul modello produttivo nazionale.

Ballaré ha affermato:

“Il nodo non è soltanto che il tessuto imprenditoriale italiano è composto principalmente da PMI, ma che solo nel 30% dei casi queste imprese si avvalgono di manager che non coincidono con l’imprenditore. Questo è molto lontano dall’80% che si registra in paesi come Francia, Germania e Spagna. Senza una managerializzazione diffusa sarà difficile cogliere le opportunità di crescita.”

Verso imprese ad alto valore aggiunto

Per favorire un salto di qualità produttivo, Ballaré indica la necessità di orientare risorse e politiche verso investimenti che aumentino la capacità delle imprese di generare valore. La priorità è sostenere servizi a maggiore contenuto tecnologico e specialistico, come ICT, consulenza e logistica avanzata, oltre a incentivare l’integrazione tra industria e servizi lungo la filiera.

Ballaré ha sottolineato:

“Non si tratta solo di redistribuire risorse esistenti, ma di favorire investimenti misurabili e orientati a crescita, export e innovazione. Questo potrà comportare la ristrutturazione di settori e la scomparsa di realtà meno competitive, ma in prospettiva genererà occupazione e valore.”

Il presidente di Manageritalia ricorda che la managerializzazione va accompagnata da strumenti concreti: incentivi fiscali mirati, miglior accesso al credito e misure che rendano più agevole l’ingresso temporaneo o stabile di manager nelle PMI.

Il ruolo strategico del terziario

Nel suo intervento Ballaré ha evidenziato che il terziario di mercato rappresenta quasi il 60% del PIL italiano: valorizzarlo è quindi cruciale per invertire la tendenza stagnante della crescita. A preoccupare è anche il rischio che aziende italiane vengano acquisite da gruppi esteri, i quali potrebbero managerializzarle e farle crescere all’estero, sottraendo valore al sistema paese.

Il settore della moda è citato come esempio: molti marchi di successo sono finiti sotto la guida di gruppi esteri che ne hanno scalato rapidamente la dimensione e la presenza globale. Per questo motivo è necessario decidere quali settori privilegiare e sostenere in termini di politiche industriali e finanziarie.

Strumenti proposti

Tra le misure indicate da Manageritalia figurano incentivi fiscali strutturali per l’inserimento di manager qualificati nelle PMI, legati al raggiungimento di obiettivi concreti di crescita, export, innovazione e ricambio generazionale. Si parla inoltre di voucher per competenze manageriali destinati a progetti di trasformazione digitale, organizzativa e di apertura a nuovi mercati.

Il ricorso a contratti e strumenti contrattuali flessibili dovrebbe facilitare l’ingresso, anche temporaneo, di dirigenti nelle imprese più piccole. In questo senso il vigente Contratto dirigenti terziario contiene già elementi che possono essere valorizzati per favorire tale flessibilità.

Sullo sfondo rimangono questioni di lungo periodo: il passaggio generazionale nelle imprese familiari, la fuga dei talenti verso l’estero e l’inverno demografico, che restringe ulteriormente il bacino di forza lavoro attiva, soprattutto tra giovani e donne.

Implicazioni per il sistema paese

La proposta di Manageritalia è articolata su più livelli: rafforzare competenze manageriali, incentivare investimenti in servizi avanzati, migliorare l’accesso al capitale e favorire contratti che permettano di attrarre temporaneamente competenze esterne. Tutto ciò richiede un coordinamento tra istituzioni pubbliche, sistema bancario e mondo imprenditoriale.

Se attuate in modo coerente, queste misure potrebbero aumentare la capacità delle PMI di crescere in termini dimensionali e di valore aggiunto, riducendo la dipendenza dalle acquisizioni estere e aumentando la resilienza del sistema produttivo agli shock internazionali.

In sintesi

  • Un maggiore ricorso a competenze manageriali nelle PMI può aumentare la produttività e l’attrattività per investimenti, rendendo il tessuto imprenditoriale meno vulnerabile a takeover esteri.
  • Incentivi fiscali mirati e migliori condizioni di accesso al credito sono strumenti chiave per finanziare la trasformazione digitale e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
  • La valorizzazione del terziario di mercato è strategica per la crescita del PIL: puntare su servizi ad alto valore aggiunto può favorire filiere più competitive e posti di lavoro qualificati.


Author: Tony
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