Grandi banche voltano le spalle alle blockchain private e puntano su reti di liquidità tokenizzata su infrastrutture pubbliche
- 11 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Banche e operatori finanziari stanno lavorando per integrare stablecoin e forme tokenizzate di strumenti tradizionali in un unico pacchetto operativo, con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda istituzionale di flessibilità multi-asset.
Invece di attendere l’affermarsi di un singolo vincitore tecnologico, grandi gestori patrimoniali e tesorerie aziendali richiedono soluzioni che consentano l’uso congiunto di depositi tokenizzati, stablecoin regolamentate e fondi del mercato monetario tokenizzati sulla stessa infrastruttura.
Richiesta degli operatori istituzionali
Thomas Eichenberger ha dichiarato:
“La domanda da parte dei clienti istituzionali è coerente: non stanno aspettando che prevalga un singolo strumento.”
Thomas Eichenberger ha aggiunto:
“Chiedono come depositi tokenizzati, stablecoin regolamentate e fondi del mercato monetario tokenizzati possano essere combinati e resi interoperabili, così che una funzione di tesoreria possa muoversi tra di essi — regolamenti di settlement permissioned, flussi transfrontalieri 24/7, rendimento con liquidità on-demand — sotto un quadro normativo che già conoscono e in cui ripongono fiducia.”
Esperimenti pratici e partnership
Sygnum, che si definisce una banca digitale specializzata in asset tokenizzati, ha avviato sperimentazioni con grandi istituzioni per testare pagamenti interbancari su Ethereum. Tra i partner figurano UBS e PostFinance, controllata di Swiss Post, in progetti volti a valutare flussi di pagamento e settlement su infrastrutture blockchain.
Cosa significa interoperabilità
Per le tesorerie aziendali e per i grandi asset manager, interoperabilità vuol dire poter spostare rapidamente liquidità tra strumenti con caratteristiche diverse senza rotture operative. Ciò include la possibilità di effettuare regolamenti autorizzati (permissioned), eseguire trasferimenti transfrontalieri in qualsiasi orario e connettere prodotti che offrono rendimento a disponibilità immediata.
Un’infrastruttura unica ridurrebbe i costi di riconciliazione, migliorerebbe la trasparenza e potrebbe accelerare il time-to-market per nuovi prodotti finanziari tokenizzati, ma richiede standard comuni e una forte governance normativa.
Sfide normative e tecniche
La principale sfida è il coordinamento regolamentare: autorità di vigilanza, banche centrali e regolatori dei mercati devono allineare requisiti su custodia, anti-riciclaggio, limiti di liquidità e trattamento prudenziale per evitare arbitraggi normativi tra giurisdizioni.
Sul piano tecnico, la standardizzazione dei protocolli, la gestione della privacy, la sicurezza dei wallet istituzionali e la capacità di eseguire settlement permissioned con garanzie di resilienza rappresentano ostacoli che richiedono investimenti e test estesi.
Implicazioni per il mercato e le imprese italiane
Per il sistema finanziario italiano, l’adozione di infrastrutture interoperabili potrebbe migliorare l’efficienza dei pagamenti corporate e la gestione della liquidità per esportatori e imprese con operazioni internazionali, riducendo tempi e costi di conversione valuta e trasferimento.
Gli investitori istituzionali italiani dovranno valutare l’impatto sui portafogli: l’introduzione di strumenti tokenizzati liquidi e regolamentati potrebbe creare nuove classi di asset a breve termine con profili rischio-rendimento differenti rispetto agli strumenti tradizionali.
Le banche commerciali e i gestori patrimoniali locali che non si adattassero rischierebbero di perdere quote di attività di tesoreria a favore di servizi più snelli offerti da operatori in grado di offrire soluzioni multi-strumento interoperabili.
Prospettive e prossimi passi
Nell’immediato, è probabile che vedremo ulteriori progetti pilota e collaborazioni tra banche tradizionali, piattaforme digitali e autorità regolatorie per definire standard operativi e di conformità. L’esperienza pratica accumulata nei test su blockchain pubbliche e permissioned guiderà le scelte architetturali future.
Un successo diffuso richiederà inoltre strumenti legali chiari per la rappresentazione dei diritti di credito tokenizzati e meccanismi robusti di risoluzione delle controversie e di gestione del rischio operativo.
In sintesi
- La convergenza tra stablecoin regolamentate e asset tokenizzati incentiva l’innovazione nei servizi di tesoreria ma impone alle banche italiane di aggiornare infrastrutture e compliance per restare competitive.
- Per gli investitori istituzionali, la disponibilità di prodotti tokenizzati interoperabili può ampliare le opportunità di gestione della liquidità e offrire nuove fonti di rendimento a breve termine, modificando l’asset allocation tradizionale.
- L’armonizzazione normativa a livello europeo e internazionale sarà determinante: la mancanza di standard comuni potrebbe frammentare il mercato e aumentare i costi di integrazione per le imprese transfrontaliere.
- Le imprese italiane con esportazioni e flussi internazionali potrebbero beneficiare di pagamenti 24/7 e settlement più rapidi, ma devono valutare attentamente controparti, garanzie legali e rischi tecnologici prima di migrare liquidità su infrastrutture tokenizzate.