Crollano gli acquisti di DAT su Bitcoin: da 500 milioni di dollari al giorno a livelli quasi nulli
- 11 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha perso acquirenti su due fronti, con un calo delle sottoscrizioni sia dagli ETF spot sia dalle tesorerie aziendali che accumulano criptovalute come riserva di capitale.
Glassnode ha dichiarato:
“Quando il BTC è sceso dalla fascia dei 70mila dollari verso i 60mila, i flussi netti dalle società che gestiscono tesorerie in asset digitali sono diminuiti in modo marcato, con gli acquisti giornalieri ridotti a una frazione del ritmo recente.”
“Sebbene le aziende rimangano acquirenti netti nel complesso, la contrazione dell’accumulazione suggerisce che questo segmento sta adottando un atteggiamento più prudente, eliminando un’ulteriore fonte di domanda marginale in un contesto di debolezza del sentimento di mercato.”
Per> le società identificate come DAT (digital asset treasuries), accumulare Bitcoin è stato fino a poco tempo fa un meccanismo importante di domanda. Con il rallentamento degli acquisti, però, viene a mancare una componente significativa di supporto ai prezzi, soprattutto durante fasi di volatilità estesa.
I dati di mercato, misurati anche attraverso medie mobili a 7 giorni per smussare la variabilità, mostrano come la domanda delle DAT sia pressoché evaporata nel corso del mese, dopo periodi in cui si registravano più occasioni con accumuli giornalieri superiori a 500 milioni di dollari durante aprile e maggio. Questo ha contribuito alla rapida discesa del prezzo del BTC da circa 74.000 dollari a valori inferiori a 60.000 nella scorsa settimana.
Alcuni osservatori segnalano come la vendita di 32 BTC da parte di Strategy nell’ultima settimana di maggio abbia innescato parte della pressione al ribasso. La stessa società è tornata sul mercato durante la fase di vendite della scorsa settimana, acquistando Bitcoin per un controvalore avvicinabile ai 100 milioni di dollari, ma ciò non è bastato a impedire la discesa sotto i 60.000 dollari.
Al momento della scrittura il Bitcoin viene scambiato intorno ai 62.500 dollari.
Un altro fattore che mantiene la pressione sui prezzi sono gli ETF spot quotati negli Stati Uniti, che continuano a registrare deflussi di capitale. In un solo giorno le 11 quote monitorate hanno segnato uscite per circa 213,85 milioni di dollari; le dismissioni complessive superano i 5,72 miliardi di dollari a partire dalla seconda settimana di maggio, riducendo le probabilità di una ripresa sostenuta dei corsi.
Contesto e impatto sulla domanda istituzionale
La riduzione degli acquisti da parte delle DAT e i deflussi dagli ETF spot segnalano un cambiamento nella composizione della domanda: il mercato dipende meno dalle accumulazioni aziendali e più dal sentiment degli investitori retail e istituzionali tradizionali. Per gli operatori finanziari italiani, questo significa maggiore sensibilità del prezzo alle notizie macroeconomiche e alle dinamiche di liquidità a livello globale.
Inoltre, la volatilità accentuata penalizza strategie di allocazione più conservative: fondi, family office e casse previdenziali che considerano un’esposizione alle criptovalute come parte della diversificazione potrebbero rivedere la dimensione delle loro posizioni o privilegiare strumenti con meccanismi di gestione del rischio più stringenti.
Prospettive e possibili catalizzatori
Per invertire la tendenza servirebbero segnali coordinati di domanda: un ritorno degli acquisti da parte delle DAT, flussi positivi verso gli ETF spot o un miglioramento del quadro macro — ad esempio un allentamento delle pressioni inflazionistiche che riduca le aspettative sui tassi di interesse. Anche sviluppi normativi chiari e favorevoli potrebbero rafforzare la fiducia degli investitori istituzionali.
Tuttavia, rimane il rischio che persistano vendite tecniche e prese di profitto, con periodi di range trading fra 55.000 e 70.000 dollari finché non emergeranno fattori direzionali certi. Per gli investitori italiani è utile monitorare la liquidità del mercato, i costi di trading e l’esposizione valutaria legata al dollaro.
In sintesi
- La diminuzione degli acquisti da parte delle DAT riduce una fonte stabile di domanda istituzionale, aumentando la dipendenza dai flussi degli ETF e dal sentiment di breve periodo.
- Per gli investitori italiani, l’attuale contesto richiede maggiore attenzione alla gestione del rischio: volatilità e deflussi possono allungare i tempi necessari per un recupero dei prezzi.
- Un ritorno della domanda strutturale — tramite riacquisti aziendali o flussi positivi verso gli ETF — o segnali macro più accomodanti sarebbero i catalizzatori più probabili per una ripresa sostenibile.