Gruppo Desa punta al raddoppio del fatturato entro il 2034
- 10 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il piano industriale del Gruppo Desa punta al raddoppio del fatturato attraverso una strategia di crescita organica e investimenti mirati, confermando la vocazione dell’azienda lombarda alla produzione di detersivi e prodotti per la cura della persona, con marchi come Chanteclair, Quasar, Spuma di Sciampagna e Sauber. Il gruppo, guidato dalle famiglie Silva, Sala e Malagoli e giunto alla terza generazione, ha chiuso il bilancio 2025 per la prima volta secondo i principi contabili IFRS, con ricavi per 464 milioni di euro, una crescita del 7% rispetto all’anno precedente e un miglioramento della redditività con un margine EBITDA superiore al 27% (contro il 25,4% del 2024).
Il risultato è stato sostenuto soprattutto dai comparti di cura casa e cura persona, che nel 2025 hanno totalizzato 274 milioni di confezioni vendute nel mondo, segnando un aumento di 11 milioni di pezzi; le vendite nel settore farmaceutico sono invece rimaste stabili.
Il piano industriale 2027-2034 prevede investimenti complessivi per 70 milioni di euro volti a potenziare capacità produttiva, automazione e logistica: 34 milioni saranno destinati all’ammodernamento delle linee produttive, 10 milioni all’installazione di nuovi impianti e 26 milioni alla realizzazione di magazzini automatici a Sant’Agata Bolognese, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza della catena distributiva.
Marco Silva ha dichiarato:
“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, in coerenza con la nostra missione di diventare una global detergent company. L’Italia rimane la base del nostro modello industriale, ma stiamo accelerando l’espansione internazionale, con progressi significativi in Francia, Cina e nell’Europa dell’Est. Oltre al marchio di punta Chanteclair, anche Quasar, Spuma di Sciampagna e Sauber sosterranno la crescita, facendo leva sui nostri best seller nei mercati domestico e esteri.”
Nella compagine societaria è presente dal novembre 2023 il fondo Azzurra Capital, entrato con una quota del 30%, a conferma dell’interesse degli investitori finanziari per realtà industriali italiane con piani di sviluppo chiari. Il gruppo opera con quattro stabilimenti in Italia, impiega circa 540 persone e si avvale di una rete di circa 40 partner commerciali internazionali; la controllata commerciale Alliance SAS, con sede in Francia, ha registrato una crescita del 41%.
Due terzi del fatturato vengono realizzati in Italia, mentre l’export medio è cresciuto del 16%: i prodotti sono distribuiti in oltre 40 mercati, con la Cina divenuta il primo mercato estero dopo l’Italia, seguita da Francia, Romania e Svizzera. Le radici dell’azienda risalgono al 1908 a Seregno, in provincia di Monza e Brianza, quando nacque come saponificio; oggi il gruppo investe in ricerca e sviluppo e in pratiche di sostenibilità per differenziarsi sul mercato.
Contesto strategico e trasparenza contabile
L’adozione degli standard IFRS per il bilancio 2025 rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza finanziaria, elemento spesso richiesto dagli investitori istituzionali e dai partner internazionali. Questo allineamento contabile facilita confronti con competitor globali e può agevolare future operazioni di mercato dei capitali o alleanze strategiche.
Il coinvolgimento di un fondo di private equity come Azzurra Capital evidenzia la dinamica sempre più frequente di capitali esterni che supportano la crescita delle imprese familiari italiane: tale partnership può accelerare l’espansione geografica e industriale, ma comporta anche la necessità di bilanciare rendimenti finanziari e controllo industriale a lungo termine.
Impatto operativo e sulla filiera
Gli investimenti in automazione e nuovi magazzini a Sant’Agata Bolognese miglioreranno la produttività e la resilienza della supply chain, riducendo tempi di evasione ordini e costi logistici unitari. Per i fornitori locali di macchinari, imballaggi e servizi logistici si aprono opportunità di crescita e contratti a medio termine.
L’ammodernamento delle linee produttive e l’aumento della capacità possono inoltre modificare il profilo occupazionale: mentre la robotizzazione tende a ridurre attività ripetitive, cresce la domanda di figure specializzate nella gestione degli impianti, nella manutenzione e nell’IT industriale. Queste trasformazioni richiederanno investimenti in formazione e politiche di riqualificazione.
Esportazioni e rischi geopolitici
La crescita delle vendite all’estero, con punte significative in Cina, rende il gruppo più sensibile a fattori valutari, barriere commerciali e fluttuazioni della domanda nei diversi mercati. Una strategia efficace di diversificazione geografica e di gestione dei rischi cambi potrà attenuare l’esposizione e sostenere la stabilità dei margini nel medio termine.
L’espansione internazionale comporta inoltre l’adattamento delle formulazioni e del marketing alle normative e alle preferenze locali, un’area in cui la funzione di R&D e le iniziative di sostenibilità possono diventare vantaggi competitivi distintivi.
In sintesi
- L’impostazione contabile secondo IFRS aumenta l’attrattività finanziaria del gruppo, facilitando future operazioni di mercato dei capitali o partnership internazionali.
- Gli investimenti in automazione e logistica creeranno opportunità per fornitori italiani e richiederanno programmi di formazione per gestire la transizione produttiva.
- L’espansione verso mercati come la Cina migliora il potenziale di crescita, ma richiede strategie strutturate di copertura valutaria e adeguamento normativo.
- La presenza di capitale di private equity può accelerare la scalabilità del modello industriale, con implicazioni positive per la competitività ma anche con la necessità di definire obiettivi comuni tra proprietà familiare e investitori.