Secondo 10xResearch, il crollo di BTC è dovuto all’aumento dell’inflazione, non a Strategy
- 8 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 60.000 dollari e, secondo un’analisi recente, la causa principale potrebbe non essere la vendita di MicroStrategy ma piuttosto un aumento dell’inflazione e un’ondata di vendite istituzionali attraverso ETF spot su Bitcoin.
Markus Thielen, fondatore di 10x Research, ha scritto ai clienti che molti investitori hanno interpretato in modo errato i fattori alla base della recente ondata di vendite nel mercato cripto.
Markus Thielen ha scritto:
“Il mercato ha diagnosticato male questo sell-off.”
Nella sua nota, Thielen osserva che mentre l’attenzione è stata rivolta alla prima vendita di Bitcoin da parte di MicroStrategy dal 2022 e al potenziale effetto negativo qualora il suo maggior azionista vendesse ulteriormente, il fenomeno dominante è stato invece la liquidazione istituzionale tramite ETF spot.
Flussi di ETF e dati sull’inflazione
Secondo l’analisi di 10x Research, dall’uscita del dato sull’inflazione degli Stati Uniti relativo ad aprile, pubblicato il 12 maggio, i ETF quotati negli Stati Uniti che investono in Bitcoin hanno registrato circa 5,4 miliardi di dollari di rimborsi netti. Nel medesimo intervallo temporale, MicroStrategy avrebbe invece effettuato acquisti per circa 2 miliardi di dollari, rendendola tra i pochi grandi compratori netti del periodo.
10x Research punta ora l’attenzione sul prossimo dato dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) relativo a maggio, il quale potrebbe determinare se la correzione di Bitcoin si approfondirà o si stabilizzerà.
Il modello proprietario di 10x stima un tasso di inflazione annuo al 4,3%, superiore sia alla lettura del mese precedente (3,8%) sia al consenso di Wall Street (4,2%). Un dato oltre il 4% alimenterebbe i timori che la Federal Reserve debba mantenere i tassi più elevati a lungo, o addirittura considerare ulteriori rialzi, con conseguenze negative per gli asset rischiosi.
Impatto sui mercati e prospettive di breve
Un’inflazione maggiore delle attese rappresenterebbe una notizia sfavorevole per i mercati azionari e per le asset class più volatili. Dopo una serie di dati sul lavoro e sull’inflazione più caldi del previsto, gli operatori avevano inizialmente scontato più tagli sui tassi nel corso dell’anno; ora invece stanno progressivamente escludendo allentamenti e valutando la possibilità di ulteriori rialzi.
Dal punto di vista tecnico, Bitcoin appare ipervenduto dopo il recente crollo, ma 10x Research mette in guardia dal considerare qualsiasi rimbalzo di breve durata come l’inizio di una ripresa prolungata. La casa di ricerca si attende un possibile rimbalzo temporaneo all’inizio della settimana, che però potrebbe esaurirsi qualora il dato sull’inflazione sorprendesse in rialzo.
Oltre ai flussi degli ETF, il quadro più ampio mostra segnali di uscita di capitale dal settore cripto: le stablecoin hanno registrato circa 1,7 miliardi di dollari di deflussi netti nell’ultima settimana e 5,5 miliardi nell’ultimo mese, indicando un disimpegno complessivo. Parallelamente, l’open interest nei futures su Bitcoin è calato sensibilmente, riflettendo una riduzione dell’esposizione degli operatori.
Markus Thielen ha scritto:
“I flussi istituzionali degli ETF stanno guidando il prezzo. Seguite il denaro, non la narrativa.”
Implicazioni per investitori e contesto europeo
Per gli investitori europei e italiani, la dinamica descritta sottolinea due elementi rilevanti: la forte interconnessione tra mercati statunitensi e cripto a livello globale, e la sensibilità dei prezzi delle criptovalute ai movimenti di liquidità istituzionale. Anche se in Europa la disponibilità di ETF spot su Bitcoin è diversa rispetto agli Stati Uniti, i grandi movimenti di capitale oltre oceano influenzano i prezzi globali.
Chi detiene criptovalute o considera un’esposizione dovrebbe valutare l’impatto di tassi più elevati, la possibile maggiore correlazione con i mercati azionari e la necessità di gestione attiva della rischiosità del portafoglio: diversificazione, dimensionamento della posizione e pianificazione di uscite graduali diventano strumenti utili in questo contesto.
Infine, il monitoraggio dei flussi verso e dai ETF rimane, secondo gli analisti, il miglior indicatore per comprendere i movimenti di breve termine di Bitcoin. L’attenzione degli operatori resterà quindi rivolta sia ai dati macroeconomici che ai movimenti di capitale istituzionale.
In sintesi
- La pressione sugli asset digitali è guidata principalmente dai flussi istituzionali via ETF e dalle aspettative sul percorso dei tassi, non esclusivamente dalle vendite di singoli grandi detentori.
- Un dato d’inflazione più alto del previsto potrebbe prolungare la fase di volatilità, aumentando il costo-opportunità degli asset rischiosi e incidendo sui rendimenti attesi per gli investitori italiani.
- Per gli investitori retail e professionali in Italia, controllare l’esposizione attraverso strategie di gestione del rischio e monitorare i flussi degli ETF può offrire segnali operativi più affidabili delle narrative sui singoli attori di mercato.