Non tutti i layer 2 stanno morendo, ma molti non hanno più ragione d’essere
- 4 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La recente chiusura di Zero Network ha riacceso il dibattito nel mondo crypto: un altro progetto Ethereum layer-2 ha cessato le attività, alimentando riflessioni sulla sostenibilità di un ecosistema sempre più affollato.
La chiusura si inserisce in una serie di difficoltà che hanno colpito diversi rollup, proprio mentre la comunità discute il futuro piano di scalabilità di Ethereum. Il fondatore della rete, Vitalik Buterin, ha più volte invitato a ripensare le priorità a lungo termine, mentre alcuni progetti stanno ridefinendo la propria offerta, spostando il focus dall’essere blockchain generaliste verso soluzioni specializzate per pagamenti, stablecoin e asset tokenizzati.
Un dibattito sulla congestione dell’ecosistema
Per molti osservatori, questi sviluppi rilanciano una domanda ricorrente: l’offerta di layer-2 è ormai sovrabbondante? Alcuni attori del settore, tuttavia, sostengono una visione alternativa.
Ben Fisch, cofondatore e amministratore delegato di Espresso Systems, ha dichiarato:
“Bisogna riconoscere che in qualsiasi luogo dove si eseguirebbe un contratto intelligente su una blockchain esistente, si potrebbe altrettanto bene eseguirlo su un layer-2. Siamo in una fase di consolidamento per i layer-2 generalisti, non per i layer-2 in generale.”
Negli ultimi anni i layer-2 hanno proliferato grazie a progressi tecnologici che hanno reso più economico e semplice creare nuove catene. I rollup processano transazioni al di fuori della mainnet di Ethereum, aggregandole e inviando periodicamente dati compressi alla rete principale per la finalità e la sicurezza, offrendo così transazioni più veloci e costi inferiori mantenendo Ethereum come fonte di fiducia.
La facilità di lancio ha però creato un paradosso: attrarre utenti e liquidità è risultato molto più difficile. Molte reti nate su stack come OP Stack, Arbitrum Orbit e zkSync faticano a competere per l’attenzione e i flussi economici.
Concentrazione della domanda e calo dei depositi
L’attività economica nell’ecosistema layer-2 resta fortemente concentrata su poche reti. Piattaforme emergenti hanno visto depositi bridge in discesa: in sei mesi alcune catene come Linea, World Chain, Starknet e Mantle hanno rilevato una contrazione significativa della liquidità. Ad esempio, i depositi su Linea sono passati da circa 976 milioni di dollari a 367 milioni nello stesso periodo, con una flessione superiore al 60%.
Alice Hou, ex analista di ricerca presso Messari, ha dichiarato:
“Solo pochi layer-2 con domanda finanziaria chiara saranno in grado di sostenersi nel tempo. Non si tratta della tecnologia in sé, ma della capacità della rete di generare attività sufficiente a giustificarne l’esistenza.”
Il paradosso economico della loro nascita
Paradossalmente, i costi di lancio di un rollup non sono mai stati così contenuti. L’upgrade Dencun ha ridotto significativamente le spese per pubblicare dati su Ethereum, rendendo più economico operare molte catene. Nonostante questo miglioramento, la vera difficoltà rimane creare domanda di blocchi, utenti attivi e trazione tra gli sviluppatori che giustifichino il mantenimento di una rete.
Da un punto di vista operativo, quindi, aprire una nuova catena è meno oneroso; la sfida è invece attirare e mantenere ecosistemi economici vitali. Di conseguenza, molte squadre si stanno orientando verso applicazioni verticali con casi d’uso concreti, piuttosto che competere su un piano puramente generalista.
Dalla infrastruttura alle applicazioni verticali
Il cambiamento è già visibile: progetti che fino a poco tempo fa puntavano sull’infrastruttura ora privilegiano mercati applicativi come pagamenti on-chain, stablecoin e asset tokenizzati. Queste nicchie offrono motivazioni economiche concrete per operare su una rete dedicata: costi inferiori, controllo maggiore e prestazioni prevedibili rispetto a una singola istanza di smart contract sulla mainnet.
Ben Fisch ha spiegato:
“La decisione tecnologica di adottare un layer-2 è semplicemente un’opzione per eseguire un’applicazione on-chain. Per gestori patrimoniali, emittenti di stablecoin o piattaforme che tokenizzano depositi, un layer-2 dedicato può avere senso.”
Questo orientamento favorisce in particolare attori con una distribuzione clienti già consolidata, come gli exchange. L’esempio più evidente è rappresentato dalla rete lanciata da un grande exchange che ha saputo sfruttare la propria base utenti per catalizzare attività finanziaria e integrazione con l’ecosistema DeFi.
Alice Hou ha aggiunto:
“La domanda non dovrebbe essere ‘Questa azienda può lanciare un layer-2?’. Piuttosto: ‘L’azienda ha già sufficiente distribuzione, attività finanziaria e sinergie di ecosistema per rendere un layer-2 realmente utile?'”
Una visione modulare per l’infrastruttura blockchain
La discussione riflette anche una divergenza di visioni su cosa debbano essere i layer-2. Per alcuni sono strumenti per scalare direttamente Ethereum; per altri sono componenti modulari che sfruttano la sicurezza della mainnet come strato di regolamento, senza ambire a diventare nuove mainnet generaliste.
Se la tendenza verso una maggiore modularità continuerà, l’ecosistema futuro potrebbe essere dominato non da centinaia di catene generiche in competizione, ma da un numero più ristretto di reti specializzate legate a specifiche aziende, prodotti finanziari e comunità di utenti.
Per gli investitori e gli operatori italiani questo implicherà valutare con attenzione non solo la tecnologia, ma la natura della domanda di mercato, la solidità della distribuzione clienti e la chiarezza del caso d’uso: elementi decisivi per la resa nel medio-lungo periodo.
Implicazioni regolamentari e strategiche
Dal punto di vista regolamentare, la maggiore specializzazione dei layer-2 può agevolare un dialogo più chiaro con le autorità finanziarie: progetti focalizzati su stablecoin o pagamenti offrono metriche e responsabilità più definite rispetto a piattaforme generaliste. Per le istituzioni finanziarie italiane e europee interessate alla tokenizzazione, questa evoluzione può aprire opportunità praticabili, ma richiederà governance, gestione del rischio e compliance ben strutturate.
In sintesi, il mercato sta transitando da una fase di esplosione dell’offerta a una fase di selezione per qualità della domanda e capacità di integrazione con l’economia reale.
In sintesi
- La riduzione dei costi tecnici rende più semplice lanciare layer-2, ma la sostenibilità dipende dalla domanda economica reale e dalla capacità di attrarre liquidità.
- Per investitori e istituzioni italiane, puntare su reti verticali e casi d’uso regolati (stablecoin, pagamenti, asset tokenizzati) offre maggiore prevedibilità rispetto a catene generaliste.
- Il consolidamento dell’ecosistema favorirà operatori con grande base clienti o sinergie finanziarie, aumentando il valore delle piattaforme integrate con exchange e servizi finanziari tradizionali.
- Dal punto di vista normativo, la specializzazione potrebbe semplificare i requisiti di compliance, ma richiederà governance robusta per gestire rischi operativi e normativi.