I giovani sono le nostre terre rare: risorse per chi avvia nuove aziende

Maria Anghileri ha dichiarato:

“Sono le nostre terre rare. E dobbiamo fare di tutto per valorizzarle, creare le condizioni perché possano trovare un futuro nel nostro Paese, trattenendo e attraendo talenti, mettendo al primo posto il merito.”

Maria Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, ha scelto come tema centrale del convegno di Rapallo l’investimento sulle nuove generazioni. L’evento, intitolato People. La nostra promessa di futuro, ha posto al centro del dibattito la necessità di politiche concrete per frenare la fuga dei giovani e trasformare il talento in leva di sviluppo per il Paese.

Tra il 2011 e il 2024 circa 630.000 persone under 35 hanno lasciato l’Italia: si tratta di giovani formati nel nostro sistema educativo che poi trovano maggiori opportunità all’estero. Questo fenomeno è connesso a una proiezione che indica l’assenza di oltre 5 milioni di lavoratori entro il 2040, con impatti rilevanti su competitività, crescita e sostenibilità del mercato del lavoro.

Proposte immediate per trattenere i talenti

Al convegno sono state presentate misure pragmatiche per invertire il trend. Tra le proposte più concrete c’è la Borsa per l’imprenditorialità, ispirata a esperienze analoghe in Germania e Finlandia. Il meccanismo consiste nell’erogare un sostegno economico — fino a 2.000 euro al mese per nove-dodici mesi — ai giovani che avviano nuove imprese all’interno di incubatori certificati o incubatori universitari.

Questa forma di accompagnamento finanziario sarebbe pensata per sfruttare risorse europee già disponibili, riducendo il rischio iniziale e aumentando la probabilità di trasformare buone idee in imprese solide. L’obiettivo è invertire la diminuzione delle start-up under 35 e ricostruire fiducia nel progetto imprenditoriale nazionale.

L’emergere di 100 giovani che lasciano il Paese ogni giorno e la chiusura o la delocalizzazione di 42 imprese con titolari under 35 sono segnali che richiedono interventi rapidi e coordinati tra istituzioni, mondo accademico e sistema delle imprese.

Cause strutturali e impatto economico

Dietro l’esodo giovanile vi sono fattori strutturali: frammentazione degli incentivi, complessità burocratica, limitata disponibilità di capitale di rischio, discrepanze tra formazione e domanda del mercato, nonché una percezione diffusa di scarse prospettive di carriera. Il risultato è una perdita di capitale umano che colpisce la capacità del Paese di innovare e crescere.

Dal punto di vista macroeconomico, la diminuzione dei giovani attivi rischia di comprimere la produttività totale dei fattori e di aumentare il peso dell’invecchiamento demografico sulle finanze pubbliche. Sul piano territoriale, le regioni meno dinamiche rischiano di perdere ulteriori risorse umane, accentuando squilibri già esistenti.

Interventi complementari e ruolo delle istituzioni

Per essere efficaci, le misure proposte devono inserirsi in un quadro di riforme più ampio: semplificazione amministrativa per le nuove imprese, incentivi fiscali mirati agli investimenti early stage, potenziamento degli ecosistemi di innovazione regionali e maggiore integrazione tra università e imprese. Il coordinamento tra Stato, Regioni, università e sistema imprenditoriale è cruciale per massimizzare l’efficacia degli interventi.

Inoltre, è importante prevedere meccanismi di monitoraggio e valutazione che consentano di misurare risultati e di orientare rapidamente le risorse verso le iniziative più efficaci. Coinvolgere fondi privati e istituzioni finanziarie può amplificare l’impatto delle risorse pubbliche, favorendo modelli di partenariato pubblico-privato sostenibili nel tempo.

Verso una strategia di medio-lungo periodo

Oltre agli interventi immediati, serve una strategia di medio-lungo periodo che punti su formazione specialistica, politiche abitative che facilitino la mobilità dei giovani, un quadro fiscale favorevole alla crescita delle imprese e investimenti diffusi in ricerca e infrastrutture digitali. Questi elementi aumentano l’attrattività del sistema paese per i talenti e per i capitali.

Il convegno di Rapallo ha rappresentato un momento di confronto operativo, con proposte concrete da tradurre in progetti pilota e in politiche coerenti. Il successo dipenderà dalla capacità di trasformare annunci in programmi finanziati, gestiti e valutati con criteri chiari.

In sintesi

  • Un programma mirato di sussidi e incubazione può accrescere l’attrattiva per investimenti early stage, ampliando l’offerta di opportunità per il capitale di rischio nazionale e internazionale.
  • Fermare la fuga dei giovani è essenziale per preservare la base produttiva e la capacità innovativa; per gli investitori implica maggiore disponibilità di talenti e opportunità di crescita delle PMI tecnologiche.
  • La sostenibilità finanziaria delle iniziative richiede una combinazione di fondi europei, risorse nazionali e capitale privato; gli operatori finanziari dovrebbero monitorare l’evoluzione delle misure pubbliche per identificare partnership strategiche.


Author: Tony
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