Canal+ si quota a Johannesburg per conquistare l’Africa

Canal+ ha esordito sul JSE, la Borsa di Johannesburg, il principale mercato azionario africano che a fine maggio contava una capitalizzazione superiore a 1.500 miliardi di dollari. La quotazione segue di 18 mesi l’ingresso del gruppo sul mercato londinese e segna il primo debutto di una matricola francese su questa piazza. Il titolo ha iniziato le contrattazioni in rialzo a 58,5 rand, circa 3,5 dollari, poi si è mantenuto su livelli analoghi durante la seduta.

L’approdo a Johannesburg rientra nella strategia di rafforzamento di Canal+ sul continente africano: il gruppo è già operativo in oltre 70 Paesi tra Europa e Africa, con offerte che spaziano dalla pay tv allo streaming. L’operazione mira a consolidare la presenza locale e a integrare risorse e contenuti attraverso l’acquisizione di operatori regionali.

I dubbi sul futuro di MultiChoice

L’acquisizione formale del gruppo MultiChoice è stata finalizzata nel 2025, portando in dote oltre 20 milioni di abbonati nell’area africana e ampliando la base clienti complessiva fino ai 40 milioni dichiarati dal nuovo azionista. Tuttavia il passaggio di proprietà ha accesso interrogativi sulla capacità di rilancio di MultiChoice, un player storicamente radicato nel mercato subsahariano ma che negli ultimi anni ha mostrato segnali di fragilità.

Il gruppo era stato ritirato dal listino di Johannesburg a dicembre e ha chiuso l’esercizio fiscale 2024-2025 con una diminuzione di circa 1,2 milioni di abbonati, distribuita tra il mercato di origine, il Sudafrica, e il resto del continente. Le dinamiche competitive, la pressione sui prezzi e il cambiamento delle abitudini dei consumatori sono tra le cause principali del calo.

Maxime Saada ha dichiarato:

“La presenza in questa Borsa permette di allineare il nostro capitale, la nostra governance e le nostre risorse creative con gli investitori, i partner e il pubblico africani.”

Il management ha inoltre fissato obiettivi ambiziosi: raggiungere la soglia dei 50 milioni di utenti e, nel medio-lungo periodo, aspirare fino a 100 milioni. Non è stata indicata una tempistica precisa per questi traguardi; la realizzazione dipenderà dall’espansione della clientela africana e dalla capacità di valorizzare il portafoglio di servizi ereditato da MultiChoice.

La crescita (anomala) del mercato subsahariano

Il mercato audiovisivo africano beneficia di fattori strutturali favorevoli, come la dinamica demografica e la diffusione rapida dei dispositivi mobile, che favoriscono la penetrazione dello streaming. Tuttavia la natura del mercato diverge da quella delle piazze più sviluppate, mostrando una convivenza prolungata tra offerte tradizionali di pay tv e nuovi servizi digitali.

Secondo la società di consulenza britannica 3Vision, il mercato subsahariano del video è caratterizzato da una crescita parallela dello streaming e da una persistenza della televisione a pagamento. Le stime di 3Vision indicano che i ricavi dello streaming potrebbero aumentare da 372,4 milioni di dollari nel 2020 a circa 2,2 miliardi entro il 2030, mentre quelli della pay tv potrebbero salire dagli attuali 4,6 miliardi a 5,9 miliardi nello stesso arco temporale, consolidando il peso assoluto della pay tv nel mercato.

Questa doppia traiettoria ha implicazioni operative e regolamentari: la competizione sul prezzo potrebbe intensificarsi, la domanda di contenuti locali crescerà, e sarà necessario investire in infrastrutture di rete e pagamento digitale per raggiungere fasce più ampie della popolazione. Per gli operatori internazionali la sfida è bilanciare investimenti in produzione locale con economie di scala sui contenuti globali.

Per i regolatori e i decisori pubblici africani, l’espansione delle piattaforme straniere pone questioni legate alla concorrenza, alla tutela della produzione culturale e alla sostenibilità dei ricavi locali. Per gli investitori esteri, invece, il continente offre opportunità di crescita ma anche rischi legati alla variabilità dei contesti normativi e alla capacità di monetizzare l’audience su larga scala.

In sintesi

  • L’ingresso di Canal+ sul JSE rafforza la strategia di espansione in Africa e segnala un interesse crescente degli operatori internazionali per i mercati emergenti del video digitale.
  • Per gli investitori, il mercato africano combina potenziale di crescita significativo nello streaming con una stabilità relativa delle entrate da pay tv, creando opportunità diversificate ma richiedendo attenzione ai rischi geopolitici e regolatori.
  • Per le aziende italiane del settore media e contenuti, l’evoluzione del continente rappresenta un’occasione per partnership e co-produzioni locali, che possono migliorare la penetrazione commerciale e la resilienza ai cambiamenti di consumo.


Author: Tony
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