Decreto fiscale: tutte le novità dal concordato alla riscossione
- 2 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La conversione in legge del decreto legge 38/2026 introduce una serie di interventi destinati a incidere sul tessuto fiscale e sulla gestione delle imprese, con rilevanti novità sul concordato preventivo biennale e sulle procedure di riscossione, in particolare per il ripristino della tolleranza di cinque giorni sui pagamenti.
La modifica al concordato preventivo biennale è pensata per rendere più accessibile lo strumento a soggetti che mostrano un basso indice di affidabilità tributaria secondo gli indicatori fiscali (ISA). Si tratta di una misura che mira a favorire la ristrutturazione delle imprese in difficoltà economica, consentendo loro di negoziare piani di rientro e soluzioni concordate con i creditori, pur mantenendo garanzie minime per i creditori stessi.
Il recupero della tolleranza di cinque giorni nei pagamenti alla pubblica amministrazione e nelle procedure esecutive rappresenta un ritorno a criteri di moderazione nelle fasi immediate di riscossione. Sul piano pratico ciò può ridurre sanzioni e aggravi per inadempienze temporanee, ma comporta anche effetti sulla gestione della liquidità per gli enti locali e sugli incassi delle casse comunali e regionali.
Su questi aspetti è disponibile un focus in edicola il 4 giugno (a titolo indicativo: prezzo 3 euro) che illustra le regole aggiornate e fornisce criteri per valutare la convenienza delle nuove disposizioni per diversi profili di contribuente.
Dal punto di vista degli incentivi agli investimenti, il testo rivede l’iperammortamento e altre agevolazioni, estendendo alcune misure anche ad agricoltori e artigiani. Questo può incidere sulla decisione di sostituire macchinari, digitalizzare processi produttivi o accedere a tecnologie più efficienti: gli incentivi riducono il costo fiscale dell’investimento e migliorano il flusso di cassa netto atteso nel medio termine.
In materia di tassazione e contabilità, il provvedimento chiarisce o modifica regole su Pex (regime di esenzione delle plusvalenze da partecipazioni), sui compensi ai professionisti, sull’Iva applicabile alle permute e sulla tassazione dell’avviamento negativo. Questi interventi possono incidere sulle operazioni di M&A, sul trattamento fiscale dei corrispettivi in natura e sul modo in cui i professionisti strutturano i loro compensi, con possibili effetti sugli adempimenti contabili e sulla pianificazione fiscale delle imprese.
Sul piano istituzionale, le modifiche riflettono un equilibrio tra l’esigenza di supportare imprese in difficoltà e la necessità di tutelare la capacità di entrata delle amministrazioni pubbliche. La scelta di ritornare a regole più favorevoli per i contribuenti può alleggerire la pressione su microimprese e partite IVA, ma richiede ai soggetti coinvolti strumenti di controllo e verifiche più efficaci per evitare abusi.
Per gli operatori economici la raccomandazione resta quella di verificare con consulenti fiscali e contabili l’impatto specifico delle nuove norme sui singoli casi: la valutazione degli incentivi, la simulazione dei piani di concordato e l’analisi delle implicazioni di cash flow sono passaggi essenziali per decidere se adottare o meno le soluzioni previste.
In sintesi
- La semplificazione del concordato preventivo biennale può ridurre il numero di fallimenti nel breve periodo, ma richiederà maggiore attenzione da parte dei creditori nella valutazione del merito di credito.
- L’estensione e la revisione dell’iperammortamento rappresentano un’occasione per accelerare investimenti in automazione e digitalizzazione, migliorando la competitività delle PMI italiane.
- Le modifiche su Pex, Iva e avviamento negativo possono alterare la redditività delle operazioni straordinarie; gli investitori dovranno ricalcolare le proiezioni fiscali nelle due diligence.
- Il ripristino della tolleranza di cinque giorni attenua il rischio di sanzioni immediate ma solleva questioni di entrate per gli enti locali, con potenziali ripercussioni sui servizi e sulla pianificazione finanziaria territoriale.