Fondi crypto subiscono il secondo più grande deflusso del 2026, mentre XRP e HYPE attirano afflussi
- 1 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Prodotti di investimento in criptovalute hanno registrato la seconda più grande fuga settimanale del 2026 alla fine di maggio, con deflussi per 1,67 miliardi di dollari, mentre un clima di avversione al rischio e tensioni geopolitiche hanno spinto gli investitori a ritirare capitali, secondo un rapporto di CoinShares.
I riscatti hanno segnato la terza settimana consecutiva di deflussi netti e hanno portato il totale delle uscite nelle tre settimane precedenti a 4,21 miliardi di dollari. Gli asset in gestione nei prodotti dedicati alle valute digitali sono scesi a circa 141 miliardi di dollari, dal livello di 148 miliardi della settimana precedente, il minimo da inizio aprile.
Fattori alla base delle dismissioni
Il rapporto evidenzia come le preoccupazioni legate a Iran abbiano sovrastato il sentimento positivo generato dai progressi sul CLARITY Act, il disegno di legge statunitense sulla struttura del mercato crypto. In aggiunta, la maggiore sensibilità degli investitori a notizie geopolitiche ha amplificato la rotazione verso asset meno volatili.
Gran parte dei prelievi della scorsa settimana sono stati effettuati da investitori basati nei Stati Uniti, che hanno ritirato 1,63 miliardi di dollari. Anche il Germania ha registrato deflussi (25,7 milioni), mentre Svezia e Hong Kong hanno segnato uscite più contenute.
Effetto sui prezzi e vendite significative
Le ultime uscite si sono sovrapposte a un calo netto dei prezzi: Bitcoin ha flirtato con la soglia dei 70.000 dollari dopo notizie su un’interruzione dei colloqui tra Iran e i Stati Uniti, legata alle operazioni israeliane in Libano. In contemporanea, Strategy (MSTR), il maggior detentore istituzionale di bitcoin, ha venduto una parte della propria posizione, nonostante in passato il suo presidente esecutivo Michal Saylor avesse assicurato la volontà di non procedere a dismissioni.
La criptovaluta più importante ha perso circa il 3% nell’arco di 24 ore, aumentandone la pressione sui prodotti d’investimento in asset digitali e innescando ulteriori vendite di panico fra investitori più sensibili alla volatilità.
Flussi per asset specifici
I prodotti legati a Bitcoin hanno registrato la fetta più consistente dei deflussi, con 1,44 miliardi di dollari ritirati nella settimana, risultato che rappresenta il più grande deflusso settimanale di bitcoin del 2026. Questo ha contribuito a far scendere i flussi cumulati da inizio anno a 1,19 miliardi di dollari, in netto calo rispetto alle settimane precedenti.
Anche i fondi su Ethereum hanno subito pressioni, con uscite per 257,3 milioni di dollari. L’appetito per le valute alternative si è ridotto: solo cinque asset digitali hanno attratto oltre 1 milione di dollari in flussi, rispetto agli 11 di tre settimane prima. In testa agli ingressi si sono collocati XRP (20,3 milioni), Hyperliquid (HYPE) (10,8 milioni) e Near (7,6 milioni).
Capitale istituzionale e prospettive
Nonostante il recente ritiro di capitali, i prodotti d’investimento in criptovalute conservano ancora un’ampia base di asset in gestione — attorno ai 141–142 miliardi di dollari — indicazione che un significativo capitale istituzionale resta esposto al mercato. Questa presenza contribuisce a sostenere la profondità del mercato, ma amplifica anche l’impatto che singole vendite consistenti possono avere sui prezzi.
Per gli operatori e gli investitori europei, e in particolare per quelli italiani, le dinamiche evidenziano due elementi chiave: la forte sensibilità dei flussi alle notizie geopolitiche e regolamentari e l’importanza di una cornice normativa stabile. Il progresso del CLARITY Act e le decisioni di grandi detentori possono influenzare liquidità e volatilità, fattori rilevanti per l’allocazione strategica e la gestione del rischio nei portafogli.
Infine, la situazione mette in evidenza la necessità, per consulenti e investitori professionali, di valutare strumenti di custodia, profili di rischio e impatti fiscali prima di aumentare o ridurre l’esposizione alle criptovalute.
In sintesi
- La pressione sui prezzi e i deflussi concentrati negli Stati Uniti mostrano quanto la liquidità di mercato dipenda da grandi operatori istituzionali; ciò può amplificare la volatilità e creare opportunità di ingresso per investitori con orizzonti più lunghi.
- Il legame tra notizie geopolitiche e movimenti di capitale sottolinea l’importanza di strategie di hedging e di diversificazione per gli investitori italiani esposti a strumenti crypto.
- Il progresso di normative come il CLARITY Act avrà impatti strutturali sull’offerta di prodotti regolamentati; i gestori patrimoniali nazionali dovrebbero seguire gli sviluppi per valutare l’integrazione di soluzioni compliant nei portafogli clienti.
- Nonostante i deflussi, il consistente livello di asset in gestione indica che le criptovalute restano parte integrante della allocazione istituzionale; per il mercato italiano ciò significa un aumento dell’offerta di prodotti e la necessità di adeguati processi di due diligence.